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McQueen a New York: Rivoluzione nella Moda con Tailleur Maschili e Plissé!

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Di Federico D'Angelo

Tailleur maschili e plissé: McQeen sfila a New York

Il Micelio: Fonte d’Isolamento, Nutrimento da Scarti, e Purificatore d’Aria

Il micelio si distingue per le sue eccezionali qualità che lo rendono un simbolo di sostenibilità ambientale, un principio sempre più fondamentale nella nostra era. Tali caratteristiche sono state celebratamente rappresentate nell’invito per la presentazione della nuova collezione autunno-inverno 22/23 di Alexander McQueen, denominata Mycelium, che ha avuto luogo ieri a New York, al di fuori del programma ufficiale delle sfilate. Questo evento segna il terzo ritorno della celebre marca nella metropoli americana, dove McQueen negli anni ’90 ha lasciato un’impronta indelebile con una sfilata spettacolare che vide le modelle camminare su uno specchio d’acqua nero, circondate da pugnali, e con lo stilista stesso che, in un memorabile gesto finale, mostrò i suoi boxer a stelle e strisce.

Nei nuovi abiti autunnali e invernali si intrecciano “filamenti” che non solo rappresentano le avanguardie della moda, ma simboleggiano anche il melting pot culturale e razziale, un richiamo alla cosmopolita New York. Sarah Burton, la designer alla guida del marchio sotto l’egida del gruppo francese Kering, spiega di essere stata ispirata dalla simbologia del micelio come metafora delle comunità e dell’interconnessione tra i popoli. La natura, eterna e saggia, continua a insegnare e a ispirare l’umanità.

Giallo e Nero in un Mare di Foglie

All’interno dell’ambiente industriale dell’Agger Fish Building, decorato con cumuli di foglie, il palcoscenico è dominato da tailleur maschili, con pantaloni e giacche a spalle larghe e rigide, simbolo di forza (un requisito del nostro tempo). In contrasto, in un sottofondo di cinguettii, prendono vita abiti romantici e ispirati all’Ottocento, dominati dai colori nero e giallo, con quest’ultimo che spicca per la sua vivacità solare. Sarah Burton reinventa lo stile con tagli e costruzioni originali che conferiscono carattere ai capi in modo misurato. Anche i semplici pantaloni neri del tailleur presentano due tagli verticali, uno lungo la coscia e l’altro al ginocchio, mentre un trench in pelle si trasforma in un gioco di pannelli asimmetrici e romboidali a partire dalla cintura in giù. Il pubblico, tra cui figure del calibro di Anna Wintour e la veterana editor di moda Grace Coddington di Vogue America, applaude entusiasta.

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Spray, Ventagli e Futurismo Post-Atomico

L’omaggio alla natura si fonde con influenze street style, come dimostrano i modelli che avanzano con stivali Camperos a punta e decorazioni che ricordano le ife dei miceti, in un’estetica quasi post-atomica. Le lavorazioni evocano un futuro indefinito, sperando che non diventi mai realtà. Gli spruzzi di vernice spray policromi sui tailleur bianchi rimandano alla collezione Number 13 del fondatore della maison nel 1999, mentre la colonna sonora rende omaggio alla sua passione per gli insetti, ricordando l’arte di Damien Hirst. Nella parte finale della sfilata, il romanticismo si fa strada tra grandi fiocchi, balze e arricciature su abiti neri, in un trionfo di pieghe che ricordano le strutture sotto i cappelli dei funghi e che simboleggiano una società pronta a “sventagliarsi” per esplorare nuove possibilità. “Esistiamo come individui,” conclude Burton, “ma siamo molto più forti quando ci connettiamo con gli altri: familiari, amici e la nostra comunità. Insieme possiamo reinventare e ringiovanire. Guarire.”

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