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Scarpe Rivoluzionarie: Suole Elevate e Punte Audaci al Quadrato!

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Di Federico D'Angelo

A scarpe armate: in alto le suole e punte al quadrato

Alzatevi da terra! Le scarpe si sollevano dal pavimento con robustezza, spesso al limite degli scarponi da trekking. Indipendentemente dal tipo, che sia un mocassino o un stivale. L’impulso di questa tendenza ha avuto origine a Pitti Immagine, dove Lumberjack ha introdotto polacchini in camoscio (il materiale più cool della stagione) dotati di una suola in gomma bianca, simile a una zattera. Da Baldinini, tuttavia, nella capsule collection disegnata dall’austriaco Arthur Besser, dominano le robuste suole su modelli allacciati da “ingegnere”, con distintive decorazioni graffiti in bianco e nero. Intanto, a Milano, le alte suole, probabile retaggio delle massicce suole delle sneaker chunky, sono diventate popolari sulle passerelle. Tanto che sono diventate una caratteristica distintiva della linea di accessori lanciata da Paolo Pecora, frutto di una collaborazione con TDCT.

Il fenomeno: da Church’s a Santoni

Se da un lato Church’s introduce i nuovi stivali Havant in vitello opaco che arrivano fino agli stinchi, dall’altro Santoni, maestro delle calzature fatte a mano, propone suole sagomate con denti arancioni, tipiche degli stivali da pesca. Ciò che è interessante è che, con una predilezione per le ibridazioni, queste suole da stivali antipioggia sono montate su eleganti scarpe stringate in vitello lucido, un classico del marchio. Anche le formali scarpe monkey, sfumate e lucidate a mano e con doppia fibbia laterale, simbolo della griffe, non raggiungono questi estremi, ma presentano comunque una suola più alta del normale. È una questione di millimetri, ma sufficiente per illustrare l’ampiezza del fenomeno. Anche le scarpe ultra classiche di Amadeus, messe in evidenza durante il Festival di Sanremo, mostrano una suola leggermente più alta rispetto agli standard.

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Il riequilibrio dei volumi

“Questa evoluzione deriva anche dallo stile di vita più attivo che conduciamo,” spiega Giuseppe Santoni. “Ci spostiamo spesso in bicicletta o in motorino, il che richiede una maggiore protezione fino alla caviglia e una migliore aderenza al terreno. Inoltre, si tratta di una questione di bilanciamento dei volumi. Con l’abbigliamento che si fa sempre più influenzare dallo sportswear, tendendo a diventare più largo e lungo, anche le suole tendono a ingrandirsi.”

Scarpe come Suv

“Questa tendenza,” interpreta Roberto Magnani, direttore generale di Moreschi, “è un riflesso dei numerosi Suv (Sport Utility Vehicle) che vediamo sulle strade. Si tratta di un desiderio di elevarsi fisicamente e mentalmente in ogni modo. Senza dimenticare che le suole alte aiutano a mantenere una distanza sicura dal suolo contaminato.” Guardate i mocassini del marchio con suole in gomma multistrato di 3,5 centimetri: un vero e proprio sandwich di gomma nera, sovrapposto da uno strato color miele e uno strato finale in cuoio. “Facendo un po’ di psicanalisi,” teorizza Eugenio Gallavotti, autore del recente libro I racconti delle scarpe (ed. Franco Angeli), “questo tipo di calzature offre protezione simile a quella degli anfibi militari e delle scarpe da montagna. E con i tempi che corrono, tutti ci sentiamo un po’ sulla difensiva, pronti a scalare nuove sfide nella vita.”

Punte al quadrato

Di recente si è notata un’altra novità ai piedi: la punta quadrata e rigida vista da Prada, in pendant con le spalle grandi e cadenti dei nuovi cappotti. Questa forma inedita sembra essere stata smussata con colpi di ascia. Moreschi ottiene questo effetto lavorando ancora una volta sulle suole, che terminano in un trapezio isoscele. È qualcosa di mai visto. “Gli eccessi,” conclude Gallavotti, “sono emblematici dei periodi di crisi, in quello che gli americani chiamano fashion escapism, dove l’escapismo è quasi un gioco, una fuga da una realtà difficile da sopportare.”

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