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Supermercati: carrelli e maniglie risultano più contaminati dei bagni pubblici

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Di Federico D'Angelo

Cassiera dei supermercati italiani svela l’oggetto più sporco che è peggio del bagno pubblico

Molti ritengono il bagno il luogo più sporco del supermercato, ma ricerche recenti e l’esperienza del personale di cassa suggeriscono il contrario: è la zona della cassa, e in particolare la barra che separa le spese dei clienti, a concentrare rischi spesso sottovalutati. In un periodo in cui l’igiene personale e la sicurezza alimentare restano priorità quotidiane, vale la pena capire cosa tocciamo davvero mentre facciamo la spesa.

Il gesto ripetuto che non notiamo

All’arrivo alla cassa è automatico: si appoggiano i prodotti sul nastro e si sposta il piccolo elemento di plastica che delimita la propria spesa. Quel punto di contatto è manipolato centinaia di volte al giorno da persone diverse, compresi bambini e chi ha appena toccato alimenti crudi.

Il problema non è tanto la forma dell’oggetto quanto la sua funzione: rimane esposto, viene afferrato sempre negli stessi punti e — nella maggior parte dei casi — non fa parte del ciclo di pulizie programmate. Così, nel tempo, sulla superficie si accumulano residui di pelle, tracce di cibo e secrezioni che favoriscono la formazione di un biofilm dove i microrganismi possono sopravvivere più a lungo.

Perché può risultare più contaminato del bagno

Non è un sospetto isolato: studi microbiologici hanno mappato la presenza di batteri su molti elementi del supermercato. Una ricerca pubblicata su rivista scientifica americana rilevò batteri fecali sul 72% dei carrelli analizzati, una percentuale superiore a quella registrata su alcune superfici dei bagni pubblici esaminati nello stesso lavoro.

Indagini europee e ricerche condotte in negozi locali hanno inoltre segnalato contaminazioni su maniglie, cestini e terminali di pagamento. In uno studio italiano su diverse superfici di supermercato, tracce del virus SARS-CoV-2 sono state rilevate in circa il 6% dei campioni, concentrandosi soprattutto su tastiere e maniglie.

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Non esistono per ora dati pubblicati specifici sulla barra di separazione alla cassa, ma per caratteristiche di uso e mancata sanificazione rientra tra gli elementi a più alto contatto e quindi a potenziale rischio.

Che cosa può trasferirsi da quella barra alla vostra spesa

Ogni tocco lascia microtracce: sudore, residui di cosmetici, particelle di cibo. Questi elementi fanno da sostegno ai batteri e ad altri microrganismi, che possono poi passare dalle superfici alla pelle, agli alimenti non confezionati o alle mucose se ci si tocca il viso.

La catena di contatti è breve: spostare la barra, prendere frutta e verdura, toccarsi il naso, inserire il PIN. In pochi minuti gli stessi germi possono compiere il percorso che porta all’esposizione personale.

Come limitare il rischio: semplici accorgimenti

  • Sanificare la maniglia del carrello quando possibile: pochi secondi con una salvietta o del gel riducono la carica microbica sul punto che si toccherà più a lungo.
  • Evitate il contatto diretto con la barra di separazione: spostatela con il dorso della mano, il polso o con un prodotto confezionato.
  • Utilizzate sacchetti per frutta e verdura o retine riutilizzabili, così da non appoggiare alimenti crudi direttamente sul nastro o sul separatore.
  • Conservate la distanza e riducete i gesti sul viso mentre siete in fila.
  • Igienizzate le mani subito dopo il pagamento e, una volta a casa, lavatele accuratamente prima di maneggiare cibi pronti.
  • Preferite metodi di pagamento contactless quando possibile per ridurre l’uso condiviso di tastiere e schermi.

La conclusione più utile non è allarmistica ma pratica: alcuni punti del supermercato meritano più attenzione di quanto sembri, non perché siano intrinsecamente pericolosi, ma perché vengono toccati da molte persone e raramente puliti. Piccole precauzioni durante la spesa possono ridurre significativamente il rischio di trasferire microrganismi a casa.

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