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Fondazione Ferré si trasforma: nasce un nuovo centro di ricerca!

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Di Federico D'Angelo

La Fondazione Ferré diventa un centro di ricerca

La cerimonia di donazione dell’archivio di Gianfranco Ferré al Politecnico di Milano è stata un momento di grande emozione, caratterizzato da numerosi applausi e sorrisi. La famiglia Ferré ha donato all’università un archivio di oltre 150.000 documenti, che include disegni, progetti, appunti, pubblicazioni, lezioni, fotografie, riviste, oggetti personali dello stilista, oltre a tremila capi di abbigliamento e accessori unici e l’edificio in via Tortona, progettato da Franco Raggi. Questo trasferimento segna una trasformazione significativa non solo per gli studenti del Politecnico, ma per l’intero paese, trasformando l’archivio da Fondazione a Centro di Ricerca. L’obiettivo è di assicurare la continuità e l’accessibilità dell’archivio e di creare, in collaborazione con l’università, un centro per la promozione dell’innovazione digitale nelle industrie creative e culturali, sotto la guida del Dipartimento di Design.

Potrebbe essere descritto come un “ritorno a casa” per Gianfranco Ferré, che si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1969 e veniva spesso descritto più come un “progettista della moda” che un semplice stilista. La sua visione artistica si basava su principi simili a quelli dell’architettura: elaborare, semplificare, enfatizzare, ridurre, scomporre, ricalibrare. Ferré valorizzava un approccio alla moda che combinasse concretezza e solidità con il piacere della poesia, vedendo l’abito come un oggetto utilitario che soddisfa necessità e desideri, ma anche come un mezzo di espressione e veicolo di emozioni. Secondo lui, era fondamentale un rispetto intelligente per la tradizione e le sue regole, che alimentano la passione per la ricerca e la sperimentazione, e per l’esplorazione dei materiali, resa possibile dalle avanzate tecnologiche. Questi concetti sono stati ripresi in un articolo dettagliato scritto da Rita Airaghi, direttrice della Fondazione Ferré dal 2008, che ha partecipato alla cerimonia insieme al rettore Ferruccio Resta, alla Preside della Scuola del Design Luisa Collina, al direttore del Dipartimento di Design Alessandro Deserti e alla docente di Design Paola Bertola. L’archivio è stato riconosciuto come patrimonio culturale di interesse particolare dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e ora fa parte degli Archivi Storici del Politecnico di Milano, che spaziano dall’ingegneria all’architettura.

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In un periodo in cui l’industria della moda deve confrontarsi con la memoria del passato e spesso si trova in difficoltà a causa della perdita di importanti patrimoni estetici e culturali, questa donazione diventa un esempio da seguire per altre realtà industriali e creative. Secondo Paola Bertola, fervente sostenitrice del progetto, dal metodo di creazione di Ferré si possono derivare algoritmi precisi e le sue costruzioni e linee seguivano schemi matematici, preziosi oggi per integrarsi con le innovazioni digitali. L’obiettivo è fare di Gianfranco Ferré, ex alunno del Politecnico, un simbolo di come la progettazione di moda possa coniugare arte e tecnica, matematica e creatività, innovazione e tradizione sartoriale. Le tecnologie digitali sono già state applicate nel settore della moda, ma è ancora necessario un approccio integrato che esplori tutte le possibilità dell’ibridazione tra fisico e virtuale, per ripensare il modo in cui gli artefatti di moda sono fruibili anche in termini di valorizzazione culturale e narrazione aumentata.

Tuttavia, non si deve dimenticare che “la moda è anche sogno”, come ha ricordato Rita Airaghi citando Gianfranco Ferré. Alberto Ferré, fratello dello stilista scomparso nel 2007 e fondatore della Fondazione Ferré, ha affermato: «Non abbiamo eredi, volevamo che il suo lavoro fosse accessibile a tutti, soprattutto ai giovani studiosi». Ferruccio Resta ha confermato l’importanza di conservare e far crescere questo patrimonio, guardando al futuro e permettendo che idee e oggetti prendano nuove forme. Paola Bertola ha rassicurato che la donazione da parte della famiglia Ferré non è destinata solo a studenti e professionisti, ma a tutta la comunità. Resta da vedere come questo si svilupperà.

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