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Louis Vuitton e il futuro: Collezione Cruise tra ottimismo e tute spaziali colorate!

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Di Federico D'Angelo

Louis Vuitton nella sua Cruise guarda a un futuro ricco di ottimismo con capi coloratissimi che paiono piccole tute spaziali

Il “classicismo futurista” di Nicolas Ghesquière è ancora presente, ma in questa occasione, il direttore artistico di Louis Vuitton per le collezioni femminili, all’età di 50 anni, si è lasciato ispirare da un mondo che sta ritornando alla vita e al divertimento. La collezione Cruise 2022, mostrata in diretta da una località modernista e futuristica nei dintorni di Parigi, è vibrante e piena di colori (cosa non sempre comune nelle creazioni di Nicolas, che tende a essere più razionale e riflessivo). Gli abiti sono un inno al divertimento e al viaggio, con un occhiolino al turismo spaziale per milionari e un richiamo agli stili di André Courrèges o Pierre Cardin, qui rappresentati anche dai loro tipici vinili in brillanti tonalità di rosso e verde.

La location

La scelta della location per la sfilata è sempre significativa. Per le collezioni cruise, che si svolgono fuori dalle consuete settimane della moda, Louis Vuitton di solito porta il suo grande spettacolo, giornalisti inclusi, in location esotiche come il museo Mac a Rio de Janeiro, progettato da Oscar Niemeyer, o il museo Miho di Ieoh Ming Pei a Kyoto, in Giappone. Questa volta, però, la sfilata si è tenuta nella periferia di Parigi, a Cergy-Pontoise, una delle cosiddette “città nuove” sviluppate negli anni Settanta nei dintorni della capitale. “Il contesto attuale ci spinge a scegliere destinazioni più vicine,” ha spiegato Ghesquière. “L’Axe Majeur a Cergy è un luogo che avevo in mente da tempo. Per queste collezioni cruise, desidero che i miei abiti risuonino con un’esperienza architettonica.”

Il complesso monumentale

L’Axe Majeur è un imponente complesso artistico ideato dall’artista israeliano Dani Karavan a partire dagli anni Ottanta. Comprende dodici elementi, tra cui luoghi distopici come l'”Isola astronomica” e il “Giardino dei diritti umani”. È immerso nel verde e offre una vista sui grattacieli della Défense e su Parigi, quasi a portata di mano. Questo contesto si adatta perfettamente alla visione di Ghesquière di un futuro indeterminato o, meglio, di una utopia futuristica concepita nel passato. La sfilata è stata trasmessa da quattordici telecamere e quattro droni, e vale la pena vederla sul sito del marchio.

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Un futuro migliore

Ghesquière continua: “Con questa collezione, ho voluto esprimere un senso di ottimismo, l’idea di una comunità che avanza con orgoglio verso un futuro che spera migliore. Ho tratto ispirazione dalle fotografie di Charles Fréger, che ha catturato gruppi di ginnaste, bande musicali e majorettes… Sono immagini che trasmettono l’idea di un’unione per l’amore di qualcosa, per il successo collettivo.” L’ottimismo traspare nei capi di abbigliamento: stivaletti alti con lacci, giacche corte in jacquard colorato, parka in cuoio lavorato, pantaloni ampi in pelle con zip, e miniabiti dalle proporzioni accentuate che ricordano piccole tute spaziali. L’idea di evasione e di un viaggio lontano, in orbita, emerge anche nei tessuti stampati con immagini di pianeti lontani e paesaggi alieni. Nicolas si è divertito e vuole che anche noi ci divertiamo. Le gonne corte con piume e gli abiti luminosi, che ricordano le palle a specchi delle discoteche degli anni Settanta, sono un invito a ballare e a liberarsi. Quando avremo finalmente un mondo senza virus?

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