Parigi. La generazione Z ha finalmente fatto il suo ingresso nel mondo di Louis Vuitton: l’essenza della gioventù, il desiderio di sfidare gli schemi tradizionali. «Questa linea – ha evidenziato Nicolas Ghesquière, direttore creativo delle collezioni femminili della maison dal 2013 – è un omaggio alla giovinezza, con la speranza che possa custodire l’incanto non ancora svanito dell’adolescenza come se fosse un abito su misura». Intanto, i modelli della collezione autunno-inverno 2022 hanno sfilato lungo la navata principale della Gare d’Orsay, l’antica stazione ferroviaria di Parigi trasformata in museo dall’architetta Gae Aulenti.
Fin dal primo apparire delle modelle, Ghesquière ha impostato il tono: pantaloni larghi grigi a righe, ornati con grandi perle, abbinati a una camicia bianca, una cravatta floreale, una giacca oversize color cioccolato e scarpe basse. È un collage che sembra nascere dalla mente di un adolescente… «Si tratta di una collezione che esalta la libertà – ha proseguito il designer – focalizzandosi sulla libertà di movimento e su un comfort assoluto». I volumi generosi sono un tema ricorrente in questa settimana della moda parigina, quasi una necessità post-Covid, che trae origine dalla comodità dei vestiti indossati durante i lockdown. La libertà si manifesta in questa nuova proposta di Louis Vuitton attraverso un’eclettica mescolanza di colori, stampe e materiali. Prevale l’uso di tessuti naturali come maglia, seta e cashmere, e si notano numerose lavorazioni in jacquard, damasco e variazioni di tweed. Un leitmotiv è dato dai motivi floreali, stampati o ricamati, che traggono ispirazione dall’epoca ottocentesca.
La “fantasia adolescenziale” cui si ispira Ghesquière si articola in top e gonne a foulard, maglioni jacquard con fili di lana pendenti, pantaloni XXL decorati con fiori e ampie giacche avvolgenti. Ci sono poi maglioni pesanti, legati in vita sopra a una polo da rugby o un altro indumento (rosso) stretto su un lungo abito romantico che lascia scoperte le spalle: queste immagini evocano proprio l’adolescente che passeggia nel tardo pomeriggio… Un altro cenno al mondo giovanile sono le stampe realizzate con le immagini del fotografo di moda David Sims, agli inizi della sua carriera negli anni ’90, ritratti di giovani. «Le adoro, hanno una purezza unica e illustrano un certo concetto di adolescenza – ha spiegato Ghesquière –. Sono state applicate e ricamate su polo in jacquard floreale. Potrebbero sembrare le tipiche magliette che gli adolescenti acquistano al ritorno da un concerto, o quelle che si trovano nelle loro camere, decorate con carta da parati floreale e poster dei loro idoli appesi alle pareti».
Infine, è impossibile non discutere degli accessori, quando si parla di Louis Vuitton (un marchio che si sostiene soprattutto con la vendita di borse più che di abiti). Durante la sfilata è stata presentata la Petite Malle V, una nuova versione della Petite Malle che riproduce in miniatura la forma di un baule da viaggio, dotata di un tassello aggiuntivo. La borsa Loop, con la sua forma a mezzaluna, è stata mostrata in una versione oversize. Infine, la Cité, che sembra disegnata per un reporter. In generale, le borse conservano un tocco borghese tipico del brand. Sì, come se queste ragazze di Ghesquière prendessero le borse delle madri o delle nonne e le integrassero nel loro mondo. Le libere combinazioni dell’adolescenza.
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
