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Loretta Goggi confessa: “Io e mia sorella, le Kessler italiane”, il desiderio struggente sulla morte.

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Di Giulia Moretti

Loretta Goggi: «Dicevano che io e mia sorella eravamo "Le Kessler italiane". Vorrei morire anch'io con lei, ma non riuscirei a togliermi la vita»

La celebre artista, molto unita alla sorella, rivela: «Anche io desidero partire con lei, ma non causerei la morte perché sono credente cattolica»

Nel 1978, il magazine Epoca pubblicava: «Loretta e Daniela Goggi, le nuove Kessler per il prossimo decennio». Le due sorelle, una bruna e l’altra bionda (non gemelle), condividono un legame molto forte, quasi paragonabile a quello di Alice ed Ellen. Hanno fatto carriera cantando, ballando e recitando insieme.
Loretta, ha ricevuto la notizia?
«Pensavo fosse un incidente quando mi hanno informato che erano morte insieme».
Invece, hanno scelto di lasciare questo mondo insieme, attraverso il suicidio assistito
«Sono senza parole»
Quali ricordi ha di loro?
«Ci siamo incontrate circa 15 anni fa, in attesa di salire sul palco. Abbiamo parlato: erano tristi perché in Germania recitavano Brecht, mentre in Italia “ci chiamano ancora per il Dadaumpa e per La notte è piccola per noi”».
Sapevano che lei e sua sorella Daniela eravate soprannominate le Kessler italiane?
«Sì, lo sapevano. Abbiamo scherzato su questo, nonostante non ci somigliassimo fisicamente né caratterialmente, ma la stampa ci aveva etichettate così. E abbiamo riso insieme di questa cosa».
Vi piaceva questo soprannome?
«Certamente. Avevamo grande ammirazione per loro».
Che tipo di televisione rappresentavano?
«Impegno, perfezione, classe, energia».
Anche tra lei e Daniela c’è un rapporto molto speciale
«Sì, è vero, io e Daniela abbiamo sempre avuto un legame molto profondo e simbiotico. In un certo senso, le Kessler hanno influenzato il nostro modo di vivere così unite».
Come descriverebbe questo tipo di relazioni?
«È più che un legame di sangue: è un’amicizia profonda, è condividere ogni pensiero. Lasciamo le amicizie superficiali agli altri. Il nostro rapporto significa confidarsi senza riserve».
Prendete decisioni insieme come Alice ed Ellen?
«Sì. Specialmente da quando sono vedova, lei è la mia consigliera e consulto sempre lei prima di prendere qualsiasi decisione».
Questi legami tra sorelle o gemelle non rischiano di essere troppo simbiotici e di limitare la libertà individuale?
«Credo che tra i gemelli, come nel loro caso, si sviluppi un legame che supera qualsiasi altra relazione umana. Se non erro, Alice è stata compagna di Enrico Maria Salerno e Ellen di Umberto Orsini, entrambi attori teatrali…».
Essendo così unita a Daniela, cosa pensa della decisione di Alice ed Ellen di andarsene insieme?
«Il mio desiderio segreto sarebbe che accadesse lo stesso anche a noi, partire insieme, ma non lo causerei io. Siamo incredibilmente legate, ma siamo anche praticanti cattoliche. Il suicidio non è contemplato nella nostra fede. Tuttavia, sono un essere umano e temo la sofferenza, quindi non so cosa potrei fare in quella situazione».
È complicato definire cosa sia realmente il suicidio
«Ci sono diverse interpretazioni del suicidio: c’è chi lo considera un atto di vigliaccheria, chi di coraggio. Non riesco a immedesimarmi nelle Kessler».
Dà un giudizio sul loro gesto?
«Assolutamente no».
Come ricorderà Alice ed Ellen?
«Sono state un esempio di rispetto per il pubblico, per il lavoro e per loro stesse. Non è poco in questi tempi. Avrebbero potuto essere solo un simbolo di bellezza, invece sono diventate due stelle di grande importanza».
Lavorare insieme come hanno fatto loro e anche lei con sua sorella, può creare competitività o rafforzare il legame?
«Rafforza il legame. Nel nostro caso, io e Daniela siamo diverse sia fisicamente sia caratterialmente.»
Voi avete 2 anni e 9 mesi di differenza, quasi gemelle. Le vostre vite, a parte qualche parentesi, sono state molto vicine, simili
«Sì, due vite parallele ma mai in conflitto l’una con l’altra. Sempre insieme, comunque».
C’è stato un periodo in cui vi chiamavano Le Hermanas Goggi.
«Un grande successo internazionale».
Come immagina il futuro con sua sorella?
«Beh, ci siamo quasi… ho 75 anni. Daniela è diventata nonna e io prozia. E il bambino ci chiama nonne entrambe. Siamo destinate a condividere una vita spirituale che durerà per sempre».

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