È uscito venerdì il nuovo album delle Bambole di Pezza, intitolato 5, e il gruppo lancia ora un tour che parte il 15 aprile dal Fabrique di Milano. L’uscita e le prime date arrivano dopo l’esposizione pubblica al Festival di Sanremo: quello che conta oggi è che la band porta sul palco temi sociali e un’identità sonora fra punk e pop, con conseguenze concrete per la scena rock femminile italiana.
Da una lunga gavetta alla consapevolezza professionale
La storia del quintetto è fatta di furgoni sgangherati, treni presi con amplificatori al seguito e locali che all’inizio non credevano nella loro capacità di riempire la sala. Quel periodo «on the road» è ancora vivo nelle loro canzoni ma ora convive con la sensazione di essere finalmente musiciste a tutti gli effetti.
Per la chitarrista e cofondatrice Dani, il nome della band fotografa l’intento: non «bambole perfette», ma pezze cucite per affermare una personalità diversa. In scena la formazione pretende energia e coinvolgimento: durante i concerti si scambiano gli strumenti da brano a brano, una scelta ludica ma studiata per mostrare versatilità e mestiere.
Che cosa racconta l’album 5
Il titolo gioca su doppio senso: è il quinto disco della band e sono in cinque, come le dita di una mano che lavorano insieme pur essendo diverse. Al centro del progetto c’è l’amore in molte declinazioni — verso se stesse, verso il proprio lavoro, e la difficoltà di ricostruirsi dopo una rottura — ma anche questioni che investono la società.
- Antiproiettile — affronterà direttamente la violenza sulle donne; la bassista racconta che la vicinanza al tema è personale: una delle musiciste è stata vittima di stalking e il responsabile è stato recentemente condannato.
- Nuda ma alla moda — mette in discussione l’oggettificazione del corpo femminile e rivendica l’autodeterminazione nei desideri.
- Effetto collaterale — celebra la diversità e la costruzione di una comunità «di diversi» che sfida l’ordine stabilito.
Questi brani non sono semplici dichiarazioni d’intenti: puntano a trasformare l’esperienza vissuta dalla band in una proposta culturale che ambisce a maggiore parità.
Impatto e prospettive
In Italia è ancora raro trovare gruppi rock al femminile compatti come questo quintetto; la loro visibilità dopo Sanremo ha ampliato l’audience e offre un modello: sperano che altre musiciste si sentano ispirate a prendere uno strumento e provare la scena.
La cantante Cleo ha mantenuto una piccola scommessa legata al Festival e porta addosso il ricordo di quei giorni anche con un tatuaggio che richiama un episodio personale dell’esperienza sanremese: un aneddoto che ha contribuito a rendere più nota la band senza distogliere l’attenzione dai contenuti musicali.
Per la bassista, partecipare all’inaugurazione del nuovo spazio espositivo milanese dedicato a temi di genere e patriarcato è stato un modo per allargare il pubblico al di là degli appassionati di musica: «Il femminismo è ancora necessario», dicono, sottolineando che il confronto culturale rimane centrale.
Cosa aspettarsi dal live
Il tour promette di riportare in primo piano l’essenza rock della formazione: palco, amplificatori, ritmo. Gli show saranno costruiti per dare risalto tanto all’energia quanto ai testi, con scambi di ruoli che mettono in evidenza la versatilità del gruppo.
- Partenza: 15 aprile, Fabrique, Milano
- Formato: cinque musiciste, performance dinamica con cambio di strumenti
- Obiettivo: coniugare impatto sonoro e messaggi sociali
Per chi ha scoperto le Bambole di Pezza a Sanremo, i concerti offriranno una sorpresa: la dimensione dal vivo mostra sfumature del repertorio non sempre percepibili in studio. Per la scena musicale italiana, la loro presenza rappresenta un piccolo ma concreto passo verso una maggiore pluralità di voci.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
