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De Niro trasformato con protesi e imbottiture: la tragica povertà del vero Eliot Ness

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Di Giulia Moretti

[COPIA] «Gli Intoccabili» in tv:  De Niro e le protesi e i cuscini per sembrare più grasso, la morte in povertà del «vero» Ness  

Questa notte Sky Cinema Stories manda in onda il capolavoro di Brian De Palma sui cacciatori di mafia guidati da Eliot Ness: un film che ha rinnovato il racconto del proibizionismo e resta un punto di riferimento per il cinema criminale. Riproposto spesso in tv, il titolo è interessante oggi non solo per nostalgia: racconta l’eterna tensione tra legge e violenza organizzata e continua a influenzare serie e film sul crimine americano.

Uscito nel 1987, The Untouchables — noto in Italia come Gli intoccabili — mette in scena la lotta di una squadra anti-corruzione che mira a incastrare il boss della mafia di Chicago. Diretto da Brian De Palma, il film miscela personaggi storici e figure inventate per costruire un thriller brillante, grondante stile e momenti memorabili.

Un classico che non invecchia

La pellicola è spesso citata per la sua messa in scena e per alcune sequenze diventate iconiche: dalla coreografia degli scontri alla scena della stazione che omaggia il cinema muto di Ėjzenštejn. La critica, il pubblico e l’industria risposero positivamente all’epoca: successo commerciale, premi e un posto fisso nella cultura pop dedicata al genere gangster.

Non tutti i personaggi sono identici alle controparti storiche: mentre figure come Eliot Ness e Al Capone si rifanno a persone reali, altri protagonisti sono frutto di invenzione narrativa o di rielaborazioni liberamente ispirate.

Perché conviene vederlo ora

Oltre al valore storico-cinematografico, il film resta un modello per sceneggiature e regia quando si tratta di costruire tensione e caratteri netti. Per gli spettatori contemporanei è anche un utile promemoria su come il racconto della legalità e della corruzione continui a essere attuale.

  • Regia e autorialità: Brian De Palma firma uno stile visivo riconoscibile, giocando con inquadrature strette, montaggio ritmico e riferimenti colti a grandi film del passato.
  • Il cast: Kevin Costner interpreta Eliot Ness, Robert De Niro veste i panni del gangster più temuto, mentre Sean Connery e Andy Garcia completano il nucleo di protagonisti.
  • Una scena simbolo: la sequenza nella stazione con la carrozzina è un chiaro omaggio a Battleship Potemkin; è tra gli esempi più citati di citazione cinematografica riuscita.
  • Bilancio e incassi: prodotto con un budget contenuto per gli standard dell’epoca, il film ha ottenuto un ritorno al botteghino che lo ha consacrato come successo commerciale.
  • Riconoscimenti: la stampa specializzata accolse favorevolmente il film; le nomination agli Oscar e la vittoria di Connery per il ruolo di supporto ne hanno rafforzato il prestigio.
  • Mix di realtà e invenzione: la sceneggiatura alterna personaggi storici a figure di pura fantasia, una scelta che rende la narrazione più drammatica e cinematografica.
  • Influenza culturale: decenni dopo la sua uscita, la pellicola è ancora citata come riferimento per registi e sceneggiatori che lavorano sul tema del crimine organizzato.
  • Colonna sonora e atmosfera: la musica e il design sonoro contribuiscono a costruire un senso di epoca e urgenza che sostiene ogni scena chiave.
  • Performance premiate: la prova di Sean Connery è spesso ricordata come una delle migliori interpretazioni da lui offerte in anni recenti all’epoca.
  • Elementi di sceneggiatura: dialoghi incisivi, sequenze d’azione calibrate e personaggi con ruoli funzionali alla trama fanno sì che il film tenga alto il ritmo fino alla conclusione.

Tra curiosità tecniche e critiche, il film merita attenzione non solo come oggetto di nostalgia ma come caso di studio su come costruire un thriller di matrice storica. La messa in onda di questa notte rappresenta dunque un’occasione per rivedere un titolo che continua a parlare al pubblico moderno.

Se siete interessati alla storia vera dietro la finzione, vale la pena approfondire le biografie di Eliot Ness e degli anni del proibizionismo, dove la realtà è stata spesso più complessa e diversa rispetto alla versione cinematografica.

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