Accoglienza » Spettacolo » Gallagher a Venezia: doc sugli Oasis, i figli si sono incontrati solo dopo la reunion

Gallagher a Venezia: doc sugli Oasis, i figli si sono incontrati solo dopo la reunion

Foto dell'autore

Di Giulia Moretti

Due figure in abiti eleganti percorrono un tappeto rosso con folla sullo sfondo durante una premiere cinematografica.

Presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il documentario che racconta la rimpatriata degli Oasis arriva nei cinema il 10 settembre: più che la cronaca di un concerto, il film mette in scena la ricomposizione di un rapporto familiare al centro della cultura pop inglese. È una storia di tensioni rimesse in moto, applausi collettivi e un pubblico che ritrova nei fratelli Gallagher qualcosa di personale.

Al Lido la coppia arriva insieme su un motoscafo e percorre il tappeto rosso sotto urla e cori. Non si assiste solo all’apparizione pubblica dei due ex leader del rock britannico: la proiezione mostra i passaggi nascosti che hanno condotto alla riconciliazione e alla decisione di tornare a suonare fianco a fianco dopo più di un decennio.

Oasis: Don’t Look Back In Anger, firmato da Steven Knight, segue le prove per il tour del 2025 e sceglie un tono documentaristico, lontano dalla costruzione di un copione. Le sequenze iniziali sono dedicate alle sessioni in hangar e agli scambi tra i musicisti: Noel arriva con puntualità, si esercita, scherza con la band; Liam invece si fa attendere e quando entra ha un atteggiamento subito distante.

Musicisti in una sala prove durante le sessioni di preparazione per il tour.
Le prove in hangar rivelano le prime tensioni e i segnali di avvicinamento tra i fratelli.

Nel corso delle riprese emergono scene di frizione ma anche i primi segnali di un avvicinamento: rehearsals che si sciolgono a contatto con i brani che li hanno resi celebri, sguardi che cambiano, piccoli gesti che acquistano significato. Il corpo del documentario è costruito su questi momenti apparentemente minori che rivelano un processo autentico, non una messa in scena.

Al debutto del tour, a Cardiff, la tensione è palpabile. Liam arriva con discreto anticipo e, dopo qualche battuta sul cibo del backstage, compie un gesto che rompe il ghiaccio: prende la mano del fratello prima di salire sul palco. La reazione del pubblico è immediata e commossa; molti membri della platea piangono per la riconciliazione che si materializza davanti a loro.

Leggi anche  Addio a Julian McMahon: icona di "Nip/Tuck" e "Fantastici Quattro" ci lascia.
Un cantante sul palco di fronte a un pubblico durante un concerto dal vivo.
A Cardiff il gesto di riconciliazione tra i fratelli commuove il pubblico presente.

Noel, nelle interviste inserite nel film, ammette di essere rimasto sorpreso dall’azione del fratello ma poi di averne colto la sincerità. Da quel gesto spontaneo nasce un ritmo nuovo: la complicità si costruisce serata dopo serata e la stima reciproca, sorprendentemente, riemerge.

Non mancano i passaggi che mettono in luce il carisma da frontman di Liam: la regia cattura momenti in cui il cantante sembra ringiovanire sul palco, dominando la scena con naturalezza. Nel documentario la band e i fan intrecciano ricordi personali, confermando che la reunion non è importante solo per la musica ma anche per il valore simbolico che gli Oasis mantengono nella vita di chi li ha seguiti.

  • Cosa svela il film: le tensioni durante le prove, la prima riapparizione pubblica insieme, il gesto di riconciliazione a Cardiff.
  • Perché conta: la reunion mette in scena una forma di guarigione collettiva che va oltre la nostalgia musicale.
  • Chi firma il progetto: Steven Knight, che ha lavorato senza un copione prefissato.
  • Disponibilità: al cinema dal 10 settembre dopo la presentazione veneziana.

Tra interviste intime e scene di massa, il documentario evidenzia come il ritorno degli Oasis sia diventato un episodio culturale: non soltanto un evento per appassionati, ma un momento in cui riconciliazione personale e memoria collettiva si sovrappongono. La presenza dei figli dei fratelli Gallagher, ora amici tra loro, aggiunge un ulteriore livello di normalità e rinascita alla vicenda.

Per gli spettatori il film propone due ore circa di materiale che alternano frizioni e tenerezze, creando un racconto umano più che celebrativo. È un documento utile per capire non solo il meccanismo di una reunion rock, ma anche il valore simbolico di un gesto pubblico che riunisce generazioni diverse di fan.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi questo articolo :

Lascia un commento