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Matthew Perry: Vicodin fino a 55 pillole al giorno, 7 milioni spesi ma ha continuato la lotta

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Di Giulia Moretti

Sedia vuota, tazza e bottiglia di farmaci su un tavolino in una stanza illuminata

A tre anni dalla morte, Matthew Perry torna al centro dell’attenzione con una docuserie Netflix che ricostruisce la sua vita attraverso testimonianze intime: amici, familiari e la voce dello stesso attore provano a spiegare una carriera straordinaria segnata da una dipendenza prolungata. Il documentario arriva in un momento in cui anche la giustizia ha mosso passi concreti riguardo alle circostanze della sua scomparsa.

Un talento pubblico, una sofferenza privata

Conosciuto in tutto il mondo come Chandler Bing, Perry fu uno degli interpreti più amati di Friends, capace di combinare comicità e sensibilità. Dietro il sorriso televisivo, però, si nascondeva una battaglia lunga decenni contro la dipendenza.

Secondo il racconto del documentario, la trasformazione verso la dipendenza si accentuò dopo un incidente nel 1997 sul set di Mela e tequila: a seguito di quella lesione gli venne prescritto il Vicodin, un analgesico oppioide che in seguito avrebbe alimentato un uso patologico. Perry stesso ammise di non ricordare lunghi tratti della sua esperienza in Friends e di aver attraversato periodi in cui alcool e droghe erano costanti nella sua vita.

I numeri della lotta

  • Partecipazione a incontri: circa seimila sedute degli Alcolisti Anonimi.
  • Terapia: quasi trent’anni di percorsi terapeutici, con numerosi ricoveri in centri di disintossicazione (circa quindici).
  • Interventi chirurgici: quattordici operazioni legate a complicazioni mediche.
  • Costo: oltre sette milioni di dollari spesi nella ricerca di cure e riabilitazione.
Persone in cerchio durante un incontro di gruppo per dipendenze
Partecipanti a un gruppo di supporto: la lunga strada della riabilitazione.

Dal successo globale al vuoto personale

La serie televisiva lo lanciò nell’olimpo delle star: a metà degli anni Novanta Perry superò il provino per interpretare Chandler e intuì il potenziale del progetto. Nel corso degli anni d’oro di Friends gli attori raggiunsero compensi straordinari: la sitcom divenne non solo un fenomeno culturale ma anche una fonte di ricchezza rilevante per i protagonisti.

Nonostante ciò, Perry raccontò in più occasioni di sentirsi svuotato: la fama non era riuscita a colmare un senso di inadeguatezza che lo accompagnò per molti anni.

Momenti critici: il coma e il ritorno

Nel 2018 subì gravi problemi di salute legati a lesioni intestinali che sfociarono in una sepsi e in un coma; venne supportato con un’ECMO per settimane. Dopo la convalescenza assunse come assistente personale Kenneth Iwamasa, uomo di fiducia per la famiglia e figura che comparirà poi nelle inchieste sulla sua morte.

Reparto ospedaliero con macchinario ECMO e letti di terapia intensiva
Il ricovero e il supporto con ECMO dopo la grave sepsi del 2018.

Negli anni successivi Perry tentò diversi progetti, dal teatro a nuove serie televisive, ma trovò risultati altalenanti. Nel 2022 pubblicò la sua autobiografia, un atto di trasparenza che, secondo chi gli era vicino, gli aveva dato un nuovo scopo.

Il caso e la docuserie

La docuserie in tre puntate, intitolata The One About Matthew Perry, è stata pubblicata su Netflix in concomitanza con l’anniversario della sua scomparsa e mette insieme ricordi d’infanzia, testimonianze di amici e familiari e materiali d’archivio per tracciare un profilo complesso.

Al centro delle ricostruzioni anche gli accertamenti giudiziari: la morte di Perry, avvenuta il 28 ottobre, è stata attribuita a un’overdose di ketamina e ha portato a procedimenti penali nei confronti di più persone ritenute coinvolte nella somministrazione e nella fornitura della sostanza.

Timeline essenziale

  • 1997: incidente con moto d’acqua e prima prescrizione di Vicodin.
  • Anni 2000: picchi di dipendenza durante le stagioni di Friends; ricoveri e riabilitazioni ricorrenti.
  • 2018: gravi complicazioni mediche, sepsi e coma; successivo impiego di Kenneth Iwamasa come assistente.
  • 2022: pubblicazione dell’autobiografia e partecipazione alla reunion di Friends.
  • 28 ottobre (anno della morte): Perry viene trovato privo di vita in una vasca idromassaggio; l’analisi indica la ketamina come causa principale.
  • Successivamente: procedimenti e condanne legate alla fornitura della sostanza coinvolta.

Amicizie, familiari e memoria

Nel documentario la sorella Mia Perry Bowick e amici d’infanzia ricostruiscono i lati meno noti della loro relazione con Matthew: dalla complicità con membri del cast fino ai momenti in cui la sua condizione li preoccupava profondamente. Il ritratto che ne emerge è quello di un uomo generoso e affettuoso, capace di grande umorismo ma anche vittima di una malattia che lo ha consumato progressivamente.

Al funerale parteciparono i colleghi di Friends in una cerimonia privata, gesto che restituì l’idea di un legame duraturo oltre la scena.

Perché conta oggi

La vicenda di Perry rimette in discussione l’accesso a droghe controllate, il ruolo di chi le fornisce e la responsabilità medica quando si tratta di pazienti fragili. La docuserie e le sentenze legate al suo caso sollevano interrogativi concreti sulle pratiche di prescrizione e sulla protezione delle persone dipendenti da sostanze, temi che mantengono una rilevanza pubblica immediata.

Resta, infine, la testimonianza di chi lo ha conosciuto: un attore che ha lasciato un’impronta nella cultura popolare ma anche un segnale forte sulla necessità di considerare la dipendenza come una patologia da affrontare con rigore medico e sostegno sociale.

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