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Free Palestine tour: Macklemore inaugura con Kneecap e Hozier, scoppia la polemica

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Di Giulia Moretti

Silhouette di un palco d'arena con strumenti e mani alzate durante un concerto

Al centro del primo live del Free Palestine Tour a Dublino c’è stato molto più di musica: il rapper Macklemore ha trasformato la serata in un manifesto sulla libertà di espressione, dopo la polemica che lo ha visto escluso dal tour di Ed Sheeran. La vicenda riapre il dibattito su quali parole possano costare opportunità commerciali agli artisti e sul ruolo dei concerti come spazio di protesta e raccolta fondi.

Macklemore, salito sul palco della 3Arena lunedì 26 ottobre, ha ricordato come le sue due parole — l’appello a una «Palestina libera» — abbiano scatenato conseguenze professionali. Ha spiegato che quella formula nasce da un richiamo alla dignità umana, non da un intento divisivo, e ha richiamato l’attenzione sulle immagini di distruzione che arrivano da Gaza e sulle sofferenze delle famiglie colpite dal conflitto.

Microfono su palco con platea sfocata durante un intervento
Macklemore sul palco della 3Arena durante l’appello per una «Palestina libera».

La serata ha alternato interventi musicali e messaggi civili: oltre al rapper statunitense si sono susseguiti sul palco artisti irlandesi e internazionali che hanno espresso sostegno o solidarietà in forme diverse.

  • Luogo e date: 3Arena, Dublino (26 ottobre). Prossime tappe previste il 29 ottobre all’Accor Arena di Parigi e il 30 ottobre alla OVO Arena Wembley di Londra.
  • Artisti in scaletta: i gruppi irlandesi Kneecap e Boega, il cantautore Hozier, la cantante Lina Makoul, M-1 dei Dead Prez e il DJ palestinese-americano Habibeats.
  • Richieste di solidarietà: i concerti sono gratuiti ma il pubblico viene invitato a donare a organizzazioni umanitarie che operano a favore dei palestinesi; gli incassi del tour saranno devoluti a queste organizzazioni.
  • Messaggi pubblici: sul palco sono intervenuti l’attore Liam Cunningham e attivisti, mentre più artisti e personalità hanno inviato videomessaggi di supporto.

I Kneecap, presenti sul bill, hanno ironicamente ringraziato Sheeran per aver indirettamente reso possibile l’evento, mentre i Boega hanno spiegato di essersi ritirati dal suo tour in segno di solidarietà verso Macklemore. Hozier ha richiamato la tradizione irlandese di impegno per i diritti civili, collegando l’azione dei musicisti a un più ampio orizzonte di giustizia sociale e antirazzismo.

La palestinese Lina Makoul, vincitrice di The Voice Israel, ha scelto una forma di protesta silenziosa: ha eseguito un brano senza parole per denunciare la censura. Sul palco si sono alternati momenti di musica e interventi parlati, con l’obiettivo dichiarato di mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze umanitarie del conflitto.

Cantante che esegue un brano senza parole sul palco
Lina Makoul ha scelto una protesta silenziosa esibendosi senza parole.

Da un punto di vista pratico, l’evento mette in evidenza alcune conseguenze concrete per il mondo dello spettacolo: la pressione sull’immagine commerciale degli artisti, il rischio di esclusione da grandi tournée per posizioni politiche e l’uso dei concerti come canale di raccolta fondi e visibilità per cause civili.

Che cosa osservare nelle prossime settimane

La controversia attorno all’esclusione di Macklemore ha già alimentato reazioni nel settore musicale e tra il pubblico. Se i prossimi appuntamenti di Parigi e Londra manterranno lo stesso tono, è probabile che la questione resti al centro del dibattito pubblico su libertà d’espressione, censura e responsabilità degli artisti nei confronti delle crisi internazionali.

In sintesi, la serata di Dublino ha un doppio significato: da un lato è un concerto che ribadisce la posizione di chi sceglie di parlare di politica; dall’altro è un esperimento di come la musica possa trasformarsi in piattaforma per raccolte fondi e visibilità su temi umanitari senza ricorrere a linguaggi violenti o istigatori.

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