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La Scala Ortombina lancia appello: portare l’opera nelle scuole

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Di Giulia Moretti

La Scala Ortombina lancia appello: portare l'opera nelle scuole

Lunedì pomeriggio a La Scala si discuterà di come riportare la musica al centro della formazione scolastica: all’incontro, fissato nel Ridotto dei palchi, parteciperanno il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara e il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina. La questione non è solo culturale: riguarda la lingua, l’identità e i percorsi formativi degli studenti italiani.

Cosa si mette in gioco

Il dibattito parte dalla convinzione che il melodramma ottocentesco abbia avuto un ruolo decisivo nel costruire un senso comune nazionale e nel diffondere l’italiano. Oggi, secondo la Scala, la musica occupa spazi minori nei programmi scolastici rispetto alle altre arti e viene spesso ridotta all’apprendimento strumentale, senza riconoscerne il valore come forma di narrazione e come patrimonio letterario e sociale.

Interno storico di un teatro che evoca il melodramma ottocentesco
Il melodramma ottocentesco ha contribuito all’unità linguistica e culturale.

Perché questo è rilevante ora: i programmi scolastici sono rimasti largamente immutati, mentre strumenti tecnologici e canali digitali hanno cambiato il modo in cui le nuove generazioni consumano cultura. Le proposte sul tavolo puntano a colmare il divario tra competenza tecnica e alfabetizzazione musicale più ampia, con possibili effetti sulla cittadinanza culturale e sulla funzione internazionale della musica italiana.

Cosa propongono gli interlocutori

Ortombina sostiene che l’opera debba essere vista come componente della formazione umanistica: non si tratta di trasformare gli studenti in musicisti professionisti, ma di far crescere ascoltatori consapevoli e cittadini informati. Il melodramma, nel suo racconto, avrebbe fornito parole e temi che hanno contribuito all'unità linguistica e civile del Paese.

Il ministro Valditara e la Sovrintendenza discuteranno idee e progetti per inserire l’ insegnamento della musica in modo più organico all’interno dei percorsi scolastici, valorizzando sia l’approccio strumentale sia l’aspetto narrativo e culturale dell’opera.

  • Luogo e quando: Ridotto dei palchi, Teatro alla Scala, lunedì pomeriggio (inizio ore 17:30).
  • Temi al centro: ruolo del melodramma nella formazione nazionale; revisione dei curricula; strumenti per promuovere l’ascolto critico.
  • Obiettivi ipotizzati: integrare musica e letteratura, favorire programmi scolastici aggiornati, rafforzare percorsi di formazione per insegnanti.

Quali sono gli elementi pratici già in atto

Negli ultimi anni sono stati compiuti passi importanti, come la nascita dei licei musicali e il riconoscimento paritario tra Conservatorio e università, che hanno alzato il livello formativo degli interpreti italiani. I conservatori restano un fiore all’occhiello del Paese, con una forte presenza di musicisti italiani sulle scene internazionali.

Aula di musica con studenti e strumenti per l'educazione musicale
Licei musicali e percorsi formativi sono già in crescita nelle scuole italiane.

Allo stesso tempo, la Scala indica nella tecnologia un vettore di diffusione, non una minaccia: collaborazioni storiche con la radiotelevisione pubblica, la piattaforma LaScalaTv e i canali social permettono di raggiungere pubblici nuovi e geograficamente lontani, ampliando l’accesso all’opera.

Possibili conseguenze per scuole e studenti

Se le proposte venissero accolte, le ricadute concrete potrebbero riguardare più fronti:

  • aggiornamento dei curricoli per includere l’opera come testo culturale;
  • percorsi formativi rivolti agli insegnanti per sviluppare competenze di ascolto critico e di educazione musicale integrata;
  • maggiore collaborazione tra istituzioni musicali (Conservatori, teatri) e scuole di ogni ordine e grado;
  • uso più sistematico di risorse digitali per avvicinare gli studenti alle produzioni liriche.

Resta da vedere se l’incontro di lunedì porterà a proposte operative e a risorse dedicate. Il confronto pubblico tra istituzioni educative e teatrali segna comunque un cambio di registro: la musica torna a essere discussa non solo come disciplina artistica, ma come leva educativa e culturale a lungo termine.

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