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Design Experience: Scopri la Storia dell’Arredamento in una Villa Unica!

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Di Federico D'Angelo

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A Tolentino, nelle Marche, il fondatore del Gruppo Poltrona Frau ha inaugurato una struttura che combina le funzioni di casa-museo e hotel, esibendo 400 capolavori del design che illustrano sei decenni di evoluzione nell’arredamento.

Dormire nel Lullaby, un letto dall’estetica spettacolare con base rotonda e rotante, concepito da Luigi Massoni alla fine degli anni ’60; immergersi nella poltrona Woodline all’interno di una stanza dedicata a Marco Zanuso; o riposare nel noto Volare, dove Roberto Lazzeroni offre la sua interpretazione eterea e leggera del classico letto a baldacchino. Questi sono solo alcuni degli elementi di design che adornano le trenta camere di Interno Marche, una casa-museo trasformata in un affascinante santuario del design, aperta recentemente a Tolentino. Un luogo che narra la storia di sessant’anni di design d’interni italiano attraverso 25 designer e 400 pezzi d’arredo, un progetto realizzato in quattro anni di lavoro.

Il progetto è soprattutto culturale e prende vita in una villa in stile Art Nouveau, un tempo dimora del celebre brand di pelletteria del primo Novecento, Nazareno Gabrielli, e successivamente sede, per alcuni anni, di Poltrona Frau.

L’idea di Interno Marche è nata dal fondatore di Poltrona Frau, Franco Moschini, oggi novantenne. Moschini ha collaborato con alcune delle figure più eminenti del design del secolo scorso, tra cui Gio Ponti, Achille Castiglioni, Vico Magistretti, Gae Aulenti, Lella e Massimo Vignelli, Michele De Lucchi, Marc Newson, e molti altri, e ha avuto legami con le aziende più importanti del settore dell’arredamento italiano, tra cui Cassina, Zanotta, Cappellini, Gufram, fino ai recenti Gebrüder Thonet Vienna. L’hotel rivela, stanza dopo stanza, oggetto dopo oggetto, gli autori e i loro ambienti, dove i mobili di grandi designer si fondono con gli affreschi restaurati dei soffitti, creando un contrasto di grande effetto. Ma non si tratta solo di una narrazione visiva e tattile. Vi è anche un approfondito lavoro di ricerca archivistica, accessibile tramite un “caveau digitale” consultabile scansionando i codici QR situati in varie parti dell’edificio.

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La stanza più giocosa? La Pop: che con il suo stile ironico riporta agli anni ’60, un periodo noto e provocatorio, dominato da colori vivaci e giochi di forma, tra cui l’appendiabiti Cactus e le opere di Roy Lichtenstein e Andy Warhol. La più poetica? La stanza creativa e sperimentale dello Studio Front di Stoccolma, che evoca le foreste del nord Europa, con una rappresentazione di flora e fauna in un intrigante “sottosopra”.

Moschini racconta: «Nel 1962, ho trasferito la storica azienda Poltrona Frau a Tolentino e ho capito l’importanza di farla evolvere. Così ho iniziato un’avventurosa collaborazione con il grande maestro Gio Ponti per creare una nuova poltrona, la Dezza, che è diventata un’icona senza tempo. Amo profondamente questa terra che mi ha sempre accolto e da cui ho tratto risorse per le mie imprese. Ho scelto di restituire alla regione ciò che mi ha generosamente offerto negli anni, sotto forma di cultura, conoscenza e ispirazione per le nuove generazioni. Il mio obiettivo è mostrare che è ancora possibile immaginare grandi progetti e, in senso lato, un futuro prospero».

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