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Dolly Parton muore a 80 anni: icona del country, Trump dispone bandiere a mezz’asta

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Di Giulia Moretti

Microfono su un palco vuoto illuminato da riflettori in penombra, in omaggio a una leggenda della musica.

L’industria musicale e il pubblico di tutto il mondo piangono la scomparsa di Dolly Parton, artista che ha ridefinito il country e lasciato un’impronta duratura anche fuori dai palchi. Aveva 80 anni; la famiglia ha reso noto che da tempo stava combattendo una malattia che l’aveva costretta a ridurre le apparizioni pubbliche.

La notizia è stata diffusa dal nipote, che in un video sui social ha detto che ora lei «è nella luce e tra le braccia di Dio». La famiglia ha ricordato la sua energia, la capacità di aprire porte e l’impatto che il suo esempio ha avuto su milioni di persone.

Dolly Parton era riconoscibile fin dal primo sguardo: trucco appariscente, capelli platino e abiti tempestati di strass erano parte del personaggio che aveva costruito con cura. Dietro quella maschera di scena — spesso accompagnata da battute autoironiche sul proprio look — c’era però una professionista attenta e un’imprenditrice concentrata sulla gestione del proprio patrimonio artistico.

Da Nashville al grande schermo

Nata in una famiglia numerosa del Tennessee, raccontò spesso le origini modeste nella canzone che rese celebre il suo passato: il cappotto di pezze cucito dalla madre, simbolo di dignità nonostante la povertà. La sua carriera decollò tra radio locali e scrittura per altri artisti, fino all’invito televisivo che la portò stabilmente a Nashville.

Una famiglia modesta in Tennessee negli anni '50, simbolo delle origini povere di Dolly Parton.
Le origini umili di Dolly nel Tennessee hanno ispirato alcuni dei suoi brani più iconici.

Negli anni arrivarono successi che sono diventati standard della cultura pop: Jolene e I Will Always Love You — quest’ultima riproposta da Whitney Houston con enorme successo — e la svolta verso il grande pubblico con il film 9 to 5, che le valse un piazzamento nella classifica pop.

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Accanto alla carriera musicale sviluppò iniziative imprenditoriali e commerciali: la sua immagine fu allargata a un marchio che comprendeva tour, gestione dei diritti e un parco a tema, Dollywood, che mescolava musica, attrazioni e turismo regionale.

  • Nascita e origini: Tennessee, famiglia numerosa.
  • Vendite: oltre 100 milioni di dischi nel corso della carriera.
  • Brani simbolo: “Jolene” e “I Will Always Love You”.
  • Cinema e tv: protagonista di 9 to 5 e presenza costante sugli schermi.
  • Imprenditoria: Dollywood e attenta gestione del catalogo artistico.
  • Filantropia: la Dolly Parton’s Imagination Library, che ha distribuito più di 300 milioni di libri ai bambini.

La sua popolarità trascendeva schieramenti politici e generazioni: figure conservatrici e comunità progressiste l’hanno apprezzata per motivi diversi, e le sue canzoni sono diventate spesso elementi di riferimento condiviso nella cultura statunitense. In segno di rispetto istituzioni hanno predisposto omaggi ufficiali, tra cui bandiere a mezz’asta.

Negli ultimi mesi Dolly aveva ridotto impegni e cancellato una residency prevista a Las Vegas a causa dei problemi di salute. Poco tempo prima la cantante aveva smentito voci infondati sul suo stato con un messaggio che invitava a non dare per scontata la fine: poi la malattia è comunque progredita.

Un’eredità che resta

Oltre alle canzoni e agli spettacoli, il lascito più concreto di Parton è probabilmente la sua attività filantropica: la biblioteca per l’infanzia porta letture gratis in molte comunità e ha un impatto misurabile sulla diffusione dell’alfabetizzazione. Per questo il suo nome non perderà rilevanza solo nella storia della musica, ma anche in ambito sociale ed educativo.

La scomparsa segna la fine di una figura che ha saputo coniugare talento artistico, senso degli affari e una forte attenzione al sociale. Restano le registrazioni, le iniziative nate dal suo impegno e l’immagine pubblica di una donna che, seppure costruita con un tocco di spettacolo, ha guidato una carriera solida e autonoma.

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