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Etro celebra Battiato: esclusivi mantelli da meditazione in onore del maestro!

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Di Federico D'Angelo

Etro rende omaggio a Battiato con i man-teng da meditazione

«Cucurrucucù»! Tra l’erba alta e le rovine di archeologia industriale dell’ex Scalo Farini, prende vita la sfilata tributo di Kean Etro a Franco Battiato. «Questo spettacolo è dedicato a te, Maestro! – si legge nel comunicato stampa – Con gratitudine, ammirazione e affetto. Kean». Per il ristretto gruppo di invitati, riparati sotto ombrelloni dal calore soffocante, non ci sono sedie, ma “panettoni” gialli (dissuasori per il parcheggio selvaggio) adornati con cuscini firmati dalla maison. Con le recenti voci di una possibile vendita del marchio, tra gli ospiti si mormora: «Quindi, vendono o no, o hanno già venduto?». «Ci corteggiano da anni – replica Kean – Ma se siamo ancora qui a 30 gradi, io, mio padre e miei fratelli, vuol dire qualcosa…».

Tappeti e cinghiale bianco

Nonostante l’assenza di brani di Battiato nella colonna sonora, sostituiti da musica moderna, i modelli sfilano lungo le antiche rotaie. L’amicizia tra lo stilista e il cantautore inizia negli anni ’80, quando la madre di Kean, Roberta, moglie di Gimmo Etro, gestiva un negozio di antiquariato a Brera, il quartiere degli artisti di Milano. Battiato frequentava il negozio per acquistare tappeti orientali, alcuni dei quali furono utilizzati nel suo spettacolo “Orizzonti perduti” del 1985, come evidenziato dalla locandina mostrata. Kean fu subito affascinato da ciò che aveva in comune con l’artista: l’interesse per la Persia, l’India… Ancora giovanissimo, acquistò l’album “L’era del cinghiale bianco” del 1979, riferendosi all’animale come simbolo del sapere spirituale nella cultura celtica, come sottolinea il designer. Ed ecco che i semi di questa collezione primavera/estate 2022 e persino del futuro di Kean furono piantati.

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Felpa e kaftano

Sotto le felpe in cady di seta, frequentemente decorate con stampe che ricordano tappeti, emerge inaspettatamente il mini kaftano. I gilet da tennis presentano dettagli in georgette. In un’esplosione di gialli e arancioni, spiccano i men-teng: pantaloni simili ai fuseaux usati nella meditazione che emergono da altri shorts. Invece, le braghe in canvas laminato sembrano venire da altri mondi. Sono già pronti per il gruppo dei Maneskin, i nuovi volti del marchio Pegaso. «Mondi lontanissimi», avrebbe cantato Battiato.

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