MANI NUDE. Al cinema
Con il ritmo di un fumetto oscuro e un messaggio morale, questa pellicola si snoda attraverso una narrazione che, affrontando il tema della violenza, dice no alla violenza stessa mescolando diversi stili narrativi in un audace esempio di come il cinema italiano possa ancora eccellere. Trama. Il protagonista, Davide (interpretato da Francesco Gheghi), un ragazzo di buona famiglia e dallo stile di vita trasgressivo, porta con sé un profondo senso di colpa per la morte accidentale di una ragazza incontrata in spiaggia, viene sequestrato e catapultato nel mondo dei combattimenti clandestini, dove si lotta a mani nude e senza regole, alimentati da scommesse illegali.
Una volta all’interno dell’arena, le opzioni sono due: vincere o morire. Prevalgono il più forte e la legge della giungla, i combattenti diventano bestie, mors tua vita mea. Il circuito è controllato da un boss dall’occhio di vetro, l’implacabile Amato (Renato Carpentieri), mentre l’addestramento si svolge nel ventre oscuro di una nave mercantile, sotto la guida di Pietro (Alessandro Gassmann), un ex fighter soprannominato Minuto, poiché ai tempi d’oro nessuno riusciva a resistere ai suoi colpi per più di un minuto. Pietro è un uomo duro che studia Protagora, indifferente al dolore e alla morte, ma non insensibile al rimorso. È evidente che dietro quella facciata si celano vulnerabilità longeve e che l’incontro tra maestro e allievo non è casuale.
Per Davide, che assume il nome di battaglia Batiza, si apre un duro percorso di crescita, un modello di homo homini lupus, dove, una volta infrante le catene, si inserisce anche una tenera storia d’amore con la timida barista Eva (Fotinì Peluso) che sogna di aprire uno stabilimento balneare. Tutto è metafora, simbolismo. Davide attraversa un’educazione alla durezza, cercando redenzione e espiazione nei ring da incubo. Mani nude è il secondo lavoro di Mancini dopo Non odiare, una storia contro il razzismo con Gassmann protagonista. In questo film, Mancini si ispira agli anime giapponesi e crea un universo parallelo in cui esseri umanizzati vengono sacrificati per denaro. Il film rimane fedele al romanzo di Paola Barbaro (edito da Piemme) e mescola le atmosfere cupe del cinema di Matteo Garrone e Luc Besson, oltre a film come Fight Club di David Fincher (1999) e Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti (2015). «Mi hai trasformato in un mostro», grida Davide a Minuto. «No, tu sei questo: la violenza è già in te», replica il guerriero.
L’elemento surreale diventa la chiave di volta del film, perfetto come prototipo per una serie televisiva, diviso tra una prima parte che descrive i combattimenti e una seconda che esplora i drammi psicologici dei personaggi. Gassmann conferisce una tonalità oscura al suo Minuto, mentre il giovane Francesco Gheghi dimostra un talento in progress già evidente in Familia di Francesco Costabile e Fuori di Mario Martone, dove ha un piccolo ma significativo ruolo di barista nella stazione Termini.
MANI NUDE di Mauro Mancini
(Italia, 2024, durata 124’, Medusa Film)
con Alessandro Gassmann, Francesco Gheghi, Fotinì Peluso, Renato Carpentieri, Giordana Marengo
Giudizio: 3++ su 5
Al cinema
Articoli simili
- Roberto Mancini a Camilla, vittima di bullismo: “Felice di averti”
- John Lennon: il drammatico racconto del suo assassinio l’8 dicembre 1980
- Roma: Il Papa al cimitero laurentino il 2 novembre, prega per i bambini non nati in silenzio.
- Alessio Vassallo, ispettore insolito: il drammatico caso dell’operaia stritolata!
- Nicky Katt, icona di “Boston Public”, morto a 54 anni: trovato impiccato, attore amato da Linklater e Nolan

Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
