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Justin Baldoni scagionato dal giudice: conseguenze per Blake Lively

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Di Federico D'Angelo

Duro colpo per Blake Lively: le accuse di molestie sessuali contro Justin Baldoni sono state respinte dal giudice

Una decisione di un tribunale federale americano ha cambiato sensibilmente il quadro della battaglia legale tra Blake Lively e Justin Baldoni, con ripercussioni immediate sul processo fissato per maggio. La sentenza elimina molte delle accuse più gravi, ma lascia sul tavolo alcune contestazioni che potrebbero ancora avere conseguenze economiche e professionali rilevanti.

Il giudice ha respinto gran parte delle pretese avanzate dall’attrice, inclusi i capi che riguardavano molestie e diffamazione, motivando la scelta con una questione di inquadramento contrattuale: Lively è stata ritenuta una **collaboratrice esterna** piuttosto che una dipendente, una distinzione che ha inciso sulla valutazione delle accuse.

Quali accuse restano e perché contano

Nonostante il ridimensionamento complessivo, tre capi d’accusa sono sopravvissuti alla scrematura processuale e saranno discussi in aula. Tra questi figurano la presunta ritorsione e una contestazione per violazione contrattuale, elementi che saranno al centro del dibattimento di maggio.

Secondo gli avvocati di Lively, le contestazioni non si limitano a eventi avvenuti sul set del film: la denuncia sostiene che, dopo aver segnalato problemi di sicurezza, l’attrice sarebbe stata sottoposta a una campagna volta a danneggiarne la reputazione, con effetti economici significativi.

Decisione del tribunale Respinte molte accuse gravi; alcune contestazioni rimangono
Accuse ancora aperte Tre capi d’accusa, tra cui ritorsione e violazione contrattuale
Danni richiesti Oltre 161 milioni di dollari secondo la denuncia
Prossima tappa Processo previsto per maggio; Lively intende testimoniare
Posizione della difesa Accolta favorevolmente la decisione che, a loro dire, riduce significativamente la portata del caso

Le conseguenze pratiche

La decisione del giudice ha un impatto pratico immediato: elimina alcune ipotesi di responsabilità penale o civile più pesanti, ma lascia aperta la possibilità di ottenere risarcimenti per danni economici e d’immagine. Questo significa che, anche se molte accuse sono cadute, la controversia resta rilevante per le parti coinvolte e per il settore cinematografico in generale.

Dal punto di vista processuale il fatto che Lively abbia annunciato la volontà di comparire in aula rende probabile che il dibattimento sarà incentrato su testimonianze dirette e sull’analisi di comunicazioni e prove digitali, elementi chiave quando il contenzioso coinvolge presunte campagne reputazionali online.

Cosa osservare da qui a maggio

Nei prossimi mesi è probabile che le parti presentino ricorsi e memorie per delimitare ulteriormente le questioni che il giudice dovrà affrontare. Gli osservatori legali seguiranno con attenzione:

  • la definizione precisa dei capi d’accusa rimasti;
  • la natura delle prove documentali e digitali che saranno ammesse;
  • gli eventuali accordi o rinvii prima dell’udienza di maggio.

La vicenda interessa anche perché solleva interrogativi pratici sul ruolo dei collaboratori nei set cinematografici e sulle difficoltà di tutelare reputazione e sicurezza professionale nel contesto sempre più pubblico e digitale dei progetti hollywoodiani.

Con il processo ancora davanti, la prossima udienza di maggio farà luce su quanto potrà essere dimostrato in aula e su quali ricadute economiche e professionali seguiranno per entrambe le parti.

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