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“Memorie Olfattive” di Meo Fusciuni al Cinema: Un Viaggio Sensoriale Imperdibile!

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Di Federico D'Angelo

Arrivano al cinema le “Memorie Olfattive” di Meo Fusciuni

Il documentario esplora quindici anni di carriera del creatore di profumi siciliano, esaminando anche le sfide dell’avviare una propria attività, puntando sulla propria creatività e trovando il proprio cammino nella vita.

Alto e slanciato, con un’aura che oscilla tra quella di un mago e quella di un narratore, Meo Fusciuni è tra i profumieri di nicchia italiani più noti. Premiato con l’Accademia del Profumo 2024 per Viole Nere, come miglior profumo artistico indipendente, ha fondato una piccola azienda in crescita e collaborato a diverse fragranze per altri marchi. Durante l’ultima edizione di Pitti Fragranze ha debuttato Memorie Olfattive, un docufilm che traccia il suo percorso professionale di quindici anni, visibile anche il 22 ottobre al Cinema Farnese di Roma, durante la Festa del Cinema.

Esxence 2024

Meo Fusciuni, il profumo come esplorazione personale



La durata del film è di poco meno di un’ora, mantenendo toni piuttosto oscuri, in linea con l’estetica di Fusciuni. La cinematografia è suggestiva, con sequenze al rallentatore, inquadrature innovative e un attento uso della luce. Il protagonista appare nel suo studio a Sarzana, poi in un parco naturale evocando l’odore dello zolfo, arricchito da vecchi filmati d’infanzia e fotografie di quando era giovane. Spazio significativo è dato alle testimonianze di chi collabora con lui, e in particolare a Federica Castellani, sua compagna di vita e di lavoro. Nonostante le premesse, il film evita l’agiografia: Memorie Olfattive permette di conoscere Fusciuni e di riflettere sull’avviare un’impresa, investire nella creatività e cercare un cammino personale e unico.

Il regista Francesco Spagnuolo dirige un documentario autentico e profondo, che va oltre le aspettative di un tale genere. Alcuni racconti, come quello della madre di Federica scomparsa, che rivive attraverso il suo profumo, sono particolarmente intimi e risuonano nella vita di ciascuno. Altri, come l’ispirazione dietro Narcotico (“Provavo rancore per la mia terra”), sono più specifici ma illustrano bene alcune scelte estetiche: si capisce allora perché questo profumo riporta agli odori di chiesa, di casa dei nonni, di un Sud che persiste nonostante l’omogeneizzazione dei media.

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Meo – originariamente Giuseppe Imprezzabile – lascia Mazara Del Vallo a nove anni per trasferirsi in provincia di Piacenza. Dopo un diploma in Chimica Industriale, si laurea in Tecniche Erboristiche con una tesi sull’Alzheimer: “I meccanismi della memoria mi hanno sempre affascinato”, spiega. “E quando ho iniziato a lavorare con la memoria olfattiva, è stato come scoprire un nuovo mondo”.

La scelta del titolo Memorie Olfattive diventa quindi inevitabile: “Non potrei creare senza aver vissuto personalmente un momento della mia vita”, afferma Fusciuni nel film. Non è solo un’esposizione delle sue fragranze, ma un pretesto per toccare temi come la musica, i viaggi, la scrittura. Nel documentario si vedono spesso i taccuini di Fusciuni, dove annota pensieri e formule di profumi. Ogni fragranza è accompagnata da una colonna sonora (da Sakamoto a Nick Cave), un luogo (Svezia, India, Giappone) e una storia: “Per me la narrazione è essenziale per comprendere il profumo. Quando senti Buio e percepisci quella nota iniziale di catrame e ginepro, ti chiedi ‘dove sono?’. Solo la storia che lo accompagna ti fa capire”, spiega. “Buio è la consapevolezza: tranquillità, serenità, l’intimità con me stesso in un luogo interiore. Non più disperazione, ma maturità. Oggi mi sento consapevole e sereno, sapendo dove sto andando”.

Nel frattempo, Fusciuni torna al punto di partenza, come dimostra la riedizione del suo primo profumo, Nota di Viaggio 1, ispirato a un soggiorno a Istanbul, ora più profondo e maturo: “È così che avrei voluto fosse sin dall’inizio, ma non avevo ancora le competenze tecniche necessarie”, spiega. E poi continua a esplorare nuove fragranze e progetti, tra cui un libro in uscita a breve. Ma come desidera essere ricordato Meo Fusciuni? “Come qualcuno che ha tentato di narrare attraverso la bellezza estetica la verità della vita”.

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