“Lo schiaffo” di Hambalek: i segreti e le menzogne di una coppia
Sul grande schermo, il film “Lo schiaffo” di Frédéric Hambalek rivela i segreti e le menzogne di una coppia di genitori.
Laeni Geiseler (Berlino, 2011) in una scena di “Lo schiaffo”, dove interpreta una giovane che scopre improvvisamente di possedere doti telepatiche, permettendole di vedere e sentire tutto quello che i suoi genitori fanno.
Come si reagisce quando le nostre azioni più intime, quelle che vorremmo tenere segrete, diventano di dominio pubblico? E se a scoprirle è proprio una persona vicina, come una figlia? Questo è il punto di partenza di “Lo schiaffo” (titolo originale “Quello che sa Mariella”), il secondo lavoro del regista tedesco Frédéric Hambalek, presentato all’ultima Berlinale.
All’inizio, vediamo Julia (interpretata da Julia Jentsch), dirigente di una società di comunicazione, accettare l’invito di un collega, Max (Mehmet Atesci), per una pausa sigaretta. Nonostante non fumi, Julia è incuriosita da Max e la pausa diventa un’occasione per condividere fantasie reciproche, puramente virtuali ma estremamente esplicite.
In un’altra scena lavorativa, in una casa editrice, Tobias (Felix Kramer) deve scegliere la copertina di un romanzo in uscita. Preferirebbe un disegno di un uccello in volo senza testa, ma durante una riunione il suo collega Sören (Moritz von Treuenfels) critica apertamente la scelta, paragonandola a un “pseudo Magritte”, influenzando la maggioranza dei colleghi e mettendo in dubbio l’autorità di Tobias.
Scopriamo che Julia e Tobias sono marito e moglie quando li vediamo rientrare nella stessa casa, dove ciascuno racconta all’altro una versione incompleta o addolcita della propria giornata lavorativa.
A cena, la figlia Marielle (Laeni Geiseler) racconta di aver litigato con una compagna di scuola che ha reagito ai suoi insulti con uno schiaffo sonoro. Dopo quell’episodio, Marielle inizia a manifestare la capacità di sentire e vedere le azioni dei suoi genitori.
I genitori non credono a questo strano potere, anche se la ragazza dimostra di conoscere dettagli della loro giornata che non avrebbe potuto inventare.
Per provare che non sta mentendo, Marielle inizia a rivelare azioni che nessuno dei due vuole ammettere: che la madre ha fumato (nonostante neghi) e che il padre è stato umiliato dal collega (e anche lui non vuole ammetterlo).
Alla fine, i genitori devono accettare, almeno interiormente, che Marielle possiede davvero capacità inaspettate e sono costretti a confrontarsi con sé stessi e con la famiglia riguardo a ciò che avrebbero preferito nascondere.
Il film non si limita a raccontare questa storia, ma spinge anche lo spettatore a riflettere su temi profondi, che vanno oltre la semplice violazione della privacy. Da un lato, ci mostra come non basti vedere per giudicare, ma sia necessario anche comprendere. Questo è il percorso di Marielle, in qualche modo “accecata” da ciò che scopre, senza cercare di comprendere le ragioni dietro quei comportamenti, che potrebbero non essere solo espressioni della volontà individuale dei genitori, ma anche risultato di una complessità che sfugge a chi trasforma la scoperta in un giudizio morale istantaneo.
Dall’altro lato, il film diventa una difesa del diritto di mantenere privati certi aspetti del proprio comportamento.
Un bravo psicoanalista potrebbe giustificare il diritto di tenere nascosti alcuni desideri o scelte personali, e il film dimostra questo attraverso il contrasto con il comportamento di Julia, che sceglie di rivelare apertamente ciò che è successo con Max, danneggiando ogni relazione con la figlia, il marito e anche Max.
Alla fine, il film trova una soluzione alla situazione (anche se lascia qualche dubbio), ma è il deserto dei rapporti che i protagonisti hanno attraversato a restare impresso nella mente dello spettatore.
E a stimolare in ciascuno di noi alcune riflessioni salutari su un mondo che rischia di diventare senza muri né difese.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
