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Moda vs Coronavirus: i colossi dell’industria uniti per combattere la pandemia!

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Di Federico D'Angelo

I grandi nomi della moda fanno fronte comune contro il Coronavirus

L’impegno del Lusso nella Lotta al Coronavirus

Armani ha aperto la strada e molte altre aziende del settore lusso lo hanno seguito. Numerosi marchi di moda e cosmetici stanno intervenendo attivamente nella battaglia contro il COVID-19, attraverso donazioni a enti sanitari e producendo beni necessari per la salute. Gli Stati Uniti, avendo raggiunto il più alto numero di casi confermati al mondo, vedono le proprie aziende prendere esempio da iniziative come quella di Ralph Lauren, che ha donato 10 milioni di dollari. Questi fondi sono destinati a supportare i lavoratori dell’azienda in difficoltà, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e i pazienti affetti da cancro, particolarmente a rischio in questo periodo. Una parte del denaro è stata inoltre destinata a un nuovo fondo creato per sostenere la comunità della moda americana, duramente colpita dalla pandemia, iniziativa promossa da Tom Ford e Anna Wintour. Ralph Lauren ha inoltre avviato la produzione di 250.000 mascherine e 25.000 camici, unendosi a marchi come Prada, Gucci e Armani, che ha convertito tutta la sua produzione in camici monouso per gli operatori sanitari. A queste iniziative si aggiungono le donazioni fatte nelle scorse settimane a ospedali e strutture sanitarie da parte di brand come Moncler, Gucci, e i presidenti di Geox e Diadora, oltre ai contributi di altre figure di spicco del settore e donazioni personali da parte di Donatella e Allegra Versace, e Alessandro Michele e Marco Bizzarri di Gucci.

Iniziative Globali per Fronteggiare il Virus

In Francia, il gruppo LVMH ha attivato la produzione di gel disinfettante presso lo stabilimento di Guerlain e ha ordinato 40 milioni di mascherine per il paese. Kering, dal canto suo, si è impegnato a distribuire 3 milioni di mascherine e a convertire la produzione di alcuni dei suoi brand, come Balenciaga e Saint Laurent, in materiale sanitario, sostenendo anche la ricerca dell’Istituto Pasteur. Questi gruppi, insieme all’azienda di gioielleria Swarovski, avevano già donato 5 milioni di dollari a gennaio per l’emergenza in Cina. Coty Inc., L’Oréal e Estée Lauder sono altri giganti della bellezza che hanno iniziato la produzione di disinfettanti per le mani. Estée Lauder ha riaperto uno stabilimento a Melville, New York, e ha donato due milioni di dollari a Medici senza Frontiere. Anche il settore del turismo, pesantemente colpito dalla crisi, mostra solidarietà: il Four Seasons di New York ha offerto le sue camere al personale medico e Jet Blue trasporta gratuitamente medici e infermieri volontari a New York.

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Solidarietà da Parte di Tutti i Settori

La solidarietà si è dimostrata contagiosa, spingendo aziende di ogni dimensione a contribuire nella lotta contro la pandemia. Il Gruppo Marzotto ha donato 150.000 mascherine alle comunità locali dei suoi stabilimenti. Wolford, leader austriaco di calzetteria, utilizza la sua fabbrica in Slovenia per produrre mascherine lavabili e si è unito al Global Anti-Virus Relief, donando 25.000 dispositivi di protezione in 8 ospedali italiani. Chiara Ferragni e il marito Fedez hanno raccolto oltre 4 milioni di euro per l’emergenza, donando personalmente 100.000 euro e devolvendo il 100% dei ricavi della sua collezione Oreo. Damiani ha effettuato una donazione iniziale di 100.000 euro e ha messo a disposizione 12.000 metri quadri di uno dei suoi edifici per la Protezione Civile. A seguito dell’appello del Governatore Cuomo, anche designer locali come Brandon Maxwell e Christian Siriano hanno mobilitato i loro sarti per produrre dispositivi di protezione individuale.

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