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Pamela Anderson e l’Aldilà di Cassel: Scopri Minecraft e altri 6 film imperdibili al cinema o in streaming!

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Di Giulia Moretti

Pamela Anderson showgirl, l’Aldilà di Cassel, la vita da grandi di Matilda, Minecraft e altri 6 film in al cinema o in streaming

L’ULTIMA SHOWGIRL. Ora nei cinema

Shelly, Annette, Jody, Marie-Anne e le altre. Un gruppo affiatato, le Razzle Dazzle. Sono artiste del varietà, danzano avvolte in piume di struzzo, esibendo gambe e décolleté, incorniciate da costumi eterei, sotto lo sguardo attento del regista versatile Eddie (Dave Bautista), un ex lottatore dal cuore tenero che forse ha avuto una storia con alcune di queste splendide donne. Brillantini e lustrini, come si usava dire. Passione e anima. Donne audaci in topless su tacchi vertiginosi. Nel contesto di Las Vegas, «una città unica al mondo, simbolo del sogno americano, con architetture futuristiche ma con uno sguardo nostalgico al passato».
Le Razzle Dazzle sono un vero team. Le più esperte – in particolare la veterana Shelly (Pamela Anderson) – guidano le nuove leve. Le proteggono, le accolgono nelle loro case per farle sentire meno sole. Le nuove rispettano le veterane, e la competizione e i conflitti generazionali sono minimi. Alcune aspirano a palcoscenici più prestigiosi: da Las Vegas si volge lo sguardo verso Hollywood.

Ogni artista ha le sue insicurezze, ma insieme le Razzle Dazzle formano un team che è stato vincente. Nessuna ruba la scena, lo spettacolo, seppur datato, è un’icona storica. Tuttavia, il pubblico è sempre meno numeroso e 38 anni non sono trascorsi invano. «Oggi prevale un altro tipo di intrattenimento, è tempo di cambiare». La più colpita è la pin-up Shelly. Lei, sempre la più elegante e carismatica tra le dolls. Lei, che ha sacrificato amori e attenzioni per la figlia per la carriera. Ora, a 57 anni, si trova schiacciata dal peso di dover interrompere la «splendida routine».
La decisione è stata presa: tra due settimane lo spettacolo chiuderà. Per molte delle girls è ora di cercare un nuovo lavoro. La turbata Shelly deve occuparsi delle due giovani ballerine, Jodie (Kiernan Shipka vista in Twisters) e Mary-Anne (Brenda Song), mentre la sua amica del cuore, la disillusa Annette (Jamie Lee Curtis irriconoscibile), dipendente dal gioco d’azzardo e dall’alcool, oggi fa la cameriera, servendo cocktail e sigarette ai tavoli, usando un trucco pesante per nascondere le rughe e concedendosi di tanto in tanto una danza sensuale coram populo per rivivere i vecchi tempi. Il sogno si è realizzato solo in parte e le Razzle Dazzle in liquidazione si chiedono se ne sia valsa la pena. Shelly prova anche a fare un provino, ma è solo umiliata. La consolazione di Eddie, il gigante gentile, questa volta è di poco aiuto. Tuttavia, Shelly riconquista l’amore della figlia, Hannah (Billie Lourd), fuggita da tempo per studiare fotografia, cresciuta dalla zia e ora desiderosa di stare vicino alla madre nel suo canto del cigno.

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Un film “alla Coppola” diretto da Gia Coppola, nipote del regista de Il Padrino e di Apocalypse Now. Il dramma di Shelly non risiede tanto nell’abbandonare la scena, quella è una ferita che potrà guarire, ma nel realizzare che, per essere una showgirl, ha riempito la sua vita di bei ricordi, rendendola però un deserto. Shelly prende atto di essersi condannata alla solitudine, complice una società che scarta troppo facilmente ciò che è (o sembra) superato. La struttura del film ricorda quella della saga horror di Pearl con Mia Goth, ma le citazioni potrebbero essere numerose. Gia Coppola cerca di evitare i cliché sulle showgirls, uno dei simboli della città delle luci, “dove lo spettacolo non esiste più”. Critica «il patriarcato ancora sistemico». Merita elogi per non aver descritto una depressione, ma lo stato d’animo (tristezza, malinconia, avvilimento?) di chi si sente privato di un sogno, optando per una prospettiva sociale per raccontare il declino della sua protagonista, alla Ken Loach: mentre si truccano allo specchio, le ragazze parlano di assicurazione sanitaria, sussidi di disoccupazione, e dell’ansia di trovare una nuova collocazione, magari in un’età non più giovane.

La sceneggiatura di Kate Gersten è precisa e ricca di spunti, ma il fulcro del film è l’interpretazione di Pamela Anderson, già spensierata bagnina di Baywatch, una bellezza da copertina, che rivela una profondità veramente notevole, lei che non è mai stata una vera diva del cinema, ma una star dello show-biz in senso ampio attraverso le serie e il gossip, vittima (si può dire) di un sistema che la vedeva solo come una bionda da spiaggia. Qui è straordinaria: si impegna, domina il film, è autentica, sfaccettata, persino affascinante.

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L’ULTIMA SHOWGIRL di Gia Coppola
(USA, 2024, durata 89’, Be Water e Medusa Film)

con Pamela Anderson, Jamie Lee Curtis, Dave Bautista, Kiernan Shipka, Brenda Song, Billie Lourd, Jason Schwartzman
Valutazione: 3 ½ su 5
In sala

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