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Peaky Blinders, Mikkelsen e Zazie Beetz: 10 uscite da non perdere in sala e in streaming

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Di Giulia Moretti

Marchioni-Scalera e il dio dell’amore, Peaky Blinders, Mikkelsen il vichingo, l’horror di Zazie Beetz e altri 6 film al cinema o in digitale

Un nuovo affresco sentimentale arriva in sala: “Il dio dell’amore”, la commedia corale diretta da Francesco Lagi, cerca di raccontare l’amore contemporaneo tra messaggi, incertezze e piccole ferite quotidiane. Presentato di recente al Bif&st di Bari, il film prova a interpretare il caos degli affetti odierni con un tono lieve ma non banale.

Il registro è quello del racconto corale: una voce narrante funge da filo, osservando coppie di età e condizioni diverse mentre si avvicinano, si allontanano o si scontrano. Il risultato alterna momenti brillanti e passaggi in cui la trama fatica a ricomporsi, ma resta interessante per l’approccio che mette in scena la fragilità delle relazioni moderne.

Trama e registro

Al centro ci sono storie incrociate: un maestro d’arte alle prese con il desiderio di paternità, una giornalista che vive un imprevisto intreccio affettivo, giovani con aspirazioni artistiche e coppie che navigano il cambiamento. La comunicazione digitale — sms e chat — sostituisce spesso le grandi dichiarazioni, trasformando i segni dell’intimità in scambi veloci e ambigui.

La voce fuori campo, interpretata da Francesco Colella, assume il ruolo di Narratore-Ovidio contemporaneo: osserva, commenta e si sorprende di fronte ai colpi di scena sentimentali che attraversano Roma, dagli scorci classici ai quartieri più quotidiani.

Perché il film interessa oggi

Perché parla del modo in cui ci amiamo ora: tra fluidità dei legami, insofferenza verso i ruoli fissi e l’abitudine a esternalizzare le emozioni. In tempi in cui le relazioni sono spesso mediate dallo schermo, il film cerca di cogliere le contraddizioni — la tenerezza accanto alla deriva autoreferenziale, il desiderio di stabilità accanto all’onda del cambiamento.

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La messa in scena è pensata per essere accessibile, con battute ironiche e momenti malinconici alternati a scene affettive più dense. Non manca una colonna sonora che sostiene il tono, curata da Stefano Bollani, che contribuisce a conferire un’atmosfera uniforme e riconoscibile.

  • Titolo: Il dio dell’amore
  • Regia: Francesco Lagi
  • Voce narrante: Francesco Colella
  • Interpreti principali: Vinicio Marchioni, Isabella Ragonese, Corrado Fortuna, Vanessa Scalera, Benedetta Cimatti, Anna Bellato, Elia Nuzzolo, Enrico Borello
  • Durata: 117 minuti
  • Distribuzione: Vision Distribution
  • Valutazione: 3,5 su 5

Alcune sezioni centrali denunciano una difficoltà a tenere insieme i diversi fili narrativi: il ritmo rallenta e i personaggi sembrano sfiorarsi senza sempre trovare il tempo per svilupparsi pienamente. D’altro canto, il film guadagna punti grazie all’intreccio vivace e alla capacità di restituire il senso di una comunità amorosa in continua oscillazione.

Note sugli interpreti e sulla direzione

La regia di Francesco Lagi privilegia il registro cantastorie: poche sbavature, attenzione al tono e cura per i dettagli emotivi. Marchioni è credibile nel ruolo dell’uomo che combatte con la paternità mancata; Ragonese regge la complessità del suo personaggio; Colella dà allo sguardo narrante una dimensione insieme ironica e commossa.

Alcuni comprimari emergono per calore e verità; nel complesso l’insieme funziona più come mosaico che come romanzo compatto. L’idea che ricorre anche nelle dichiarazioni del regista — l’amore come qualcosa di condiviso ma non posseduto — attraversa il film come un motivo ricorrente.

Per gli spettatori alla ricerca di una commedia sentimentale contemporanea, capace di alternare leggerezza e sprazzi di malinconia, “Il dio dell’amore” rappresenta un appuntamento interessante, non privo di limiti ma con colpi di scena emotivi che valgono la visione.

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