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Prada e Emporio dominano: il terzo giorno della Milano Fashion Week è all’insegna della rigenerazione

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Di Federico D'Angelo

Prada ed Emporio super star del 3° giorno alla Milano Fashion Week. Le sfilate della rigenerazione

I colori degli abiti si modificano improvvisamente da tonalità scure a bianco puro, senza gradazioni intermedie. Il taschino per il badge ora si trova sulla manica. Di sera, le decorazioni adornano la schiena: possono essere un fiore, un fiocco o una striscia decorativa. La sfilata di Prada, che ha brillato nella terza giornata della Settimana della Moda di Milano, a prima vista sembra tradizionale e decisamente indossabile. Tuttavia, è innovativa fino ai suoi bordi cuciti, pizzicati e piegati: un cambiamento radicale. Si respira un desiderio febbrile di novità, ma che siano anche realizzabili e tangibili. E ciò non vale solo per il giorno in cui ha sfilato anche Emporio Armani.

Cavalli: da felini a palme
«Desidero un cambiamento radicale, come molti di noi», afferma Fausto Puglisi, designer per la collezione di Roberto Cavalli. «Sono esausto di sentire parlare di conflitti, crisi, elezioni, emergenze ambientali, pandemie e allarmi sociali. Voglio mettere in pausa il mondo esterno e iniziare un nuovo capitolo per rilassare e stimolare la mente con nuove sfide creative.» Pertanto, accanto alle classiche stampe animalier dello stilista, emergono palme e ananas. Una rappresentazione della natura meno aggressiva, che Puglisi interpreta in uno stile hollywoodiano. Il designer fa riferimento ad Adrian (1903-1959), un costumista americano lanciato da Natashia Tambova, moglie di Rodolfo Valentino, e noto per aver disegnato i costumi di scena per Greta Garbo e Joan Crawford. Tuttavia, le gonne lunghe e drappeggiate con motivi vegetali, che si aprono su shorts, ricordano più da vicino Grace Kelly nei film di Alfred Hitchcock. «Il regista – prosegue Puglisi – la cui eleganza nei set è per me un rifugio.» Ma c’è di più.

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Gli elementi naturali diventano soprattutto decorazioni luminose sui miniabiti, che si trasformano quasi in “un pretesto” per esaltare le guarnizioni, come se fossero custodie per gioielli. Questi ornamenti richiamano l’arte di Fulco duca di Verdura, cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, famoso anche per aver creato gioielli per Chanel.

Al termine della sfilata, Puglisi appare in maglietta con un ritratto della Regina Elisabetta II. Un pezzo della collezione? «No – risponde – è un capo personale che ho fatto realizzare stampando una foto di Cecil Beaton. La Regina è stata sempre il mio mito, tanto che ho usato il suo nome come password. Ops! – conclude il designer – ora dovrò cambiarla».

Ferretti: intrecci di chiffon
Molti stilisti sentono la necessità di una rigenerazione che rifletta lo spirito dei tempi, cambiato tanto quanto la sigla del TG1. Dopo un breve periodo di esplorazione con i jeans, forse non del tutto in linea con il suo stile, Alberta Ferretti ritorna con successo ai suoi primi amori: la fluidità e lo chiffon.

Le tecniche e le forme sono evolute. La forza e la delicatezza si manifestano nelle giacche e nei capispalla che si “dissolvono – come dice la stilista – come un fazzoletto”. Emblematico il nuovo trench senza maniche, con la schiena trasformata in due pezzi separati e fluttuanti. Le modelle sembrano camminare su nuvole di vapore in passerella, ma con i piedi ben piantati a terra.

Applausi per la serata di chiffon, dove il tessuto prediletto dalla stilista prende forma in intrecci che ricordano quelli della rafia usata per borse e cappelli.

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In prima fila, a sorpresa, Lele Mora, visibilmente dimagrito e in ottima forma, pieno di nuovi entusiasmanti progetti. Ne sentiremo parlare. Riprendendo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “nulla cambia, tutto si rigenera”.

1000 persone per Anteprima
Oggi si è tenuta la performance di Anteprima. L’evento, con cui la stilista Izumi Ogino ha celebrato i 30 anni del brand, era molto atteso anche perché aperto al pubblico, nel Parco Sempione di fronte all’Arena Civica. 200 posti a sedere per gli invitati su sedie di cartone riciclabile, con circa 800 persone sparse nel verde. In totale: 1000 spettatori. In tempi di inclusione, anche chi non era invitato non è stato escluso.

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