Accoglienza » Spettacolo » Scopri “The Voice of Hind Rajab” e la magistrale Duse di Valeria Bruni Tedeschi: Voti 8 e 9!

Scopri “The Voice of Hind Rajab” e la magistrale Duse di Valeria Bruni Tedeschi: Voti 8 e 9!

Foto dell'autore

Di Giulia Moretti

«The Voice of Hind Rajab», un film senza retorica (voto 8). Valeria Bruni Tedeschi è una strepitosa «Duse» (voto 9)

I film di Kaouther Ben Hania e Pietro Marcello si distinguono nella competizione

Già dal titolo, The Voice of Hind Rajab (La voce di Hind Rajab), comprendiamo di trovarci di fronte a un racconto potente. Una “voce” ben identificata, quella di una bambina di cinque anni, che il 29 gennaio 2024 ha trattenuto per ore al telefono i soccorritori della Mezzaluna Rossa palestinese, supplicando di essere salvata. Il film della regista tunisina Kaouther Ben Hania ripercorre quei momenti angoscianti, utilizzando le vere registrazioni delle suppliche di Hind, senza tuttavia ingannare lo spettatore: le registrazioni sono rappresentate visivamente come una linea luminosa che si muove su uno sfondo scuro.

Le “immagini tradizionali” sono impiegate per rappresentare i membri del team di soccorso, tutti interpretati da attori, che ricreano gli eventi di quelle ore: inizialmente lo shock per la scoperta di una bambina sopravvissuta in un’auto con sei persone decedute, poi gli sforzi per comprenderne la situazione, le chiamate per ottenere l’autorizzazione dall’esercito israeliano che bombardava l’area, le complicazioni burocratiche e la frustrazione di chi non vuole attendere. La regista mette in chiaro la distinzione tra realtà e finzione, evitando discorsi retorici e lasciando che le ultime immagini parlino da sole: l’auto crivellata di colpi e l’ambulanza distrutta vicino alla bambina nonostante il permesso ottenuto.

Valeria Bruni Tedeschi, nei panni di Eleonora Duse, merita un applauso in piedi per una performance eccezionale che trascende la somiglianza fisica e si concentra sul riempire lo schermo con energia ed emozioni. Duse, il film di Pietro Marcello, più che una biografia, esplora gli ultimi anni della vita della diva prima del suo trasferimento negli Stati Uniti dove morirà, affrontando i temi che l’hanno resa immortale: la potenza dell’Arte che domina la Vita e le tentazioni della Politica di appropriarsi della sua esistenza.

Leggi anche  Peppe Barra a 81 anni: "Sul palco per dimenticare l'età!"

Dall’ardore di chi si sente vivo solo recitando, quasi incurante di ciò che porta in scena — l’incontro con Sarah Bernhard (Noémie Lvovsky) è quasi una contraddizione voluta: conta la potenza del teatro, non se è “vecchio” o “nuovo”. E il suo insegnamento a una giovane attrice ci fa capire perché, nonostante l’amore per la figlia Enrichetta (Noémie Merlant), prima viene il bisogno di recitare, che nemmeno la tisi può fermare. Se deve chiedere un favore a D’Annunzio (Fausto Russo Alesi) o piegarsi a Mussolini, sa che lo fa per un bene superiore, la sua Arte, che la Politica non può contaminare. Marcello, con gli sceneggiatori Letizia Russo e Guido Silei, la mostra spesso in viaggio, come se cercasse di sfuggire a chi vuole curarla, decisa a seguire il proprio destino, al quale Valeria Bruni Tedeschi offre la sua interpretazione più intensa.

Testa la tua conoscenza del festival con Corriere Giochi
Partecipa al Quiz di Paolo Virtuani e alle parole di Massimo Gramellini

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi questo articolo :

Lascia un commento