Un Film Che Ha Riscosso Successo
Il recente film di Silvio Soldini, Le assaggiatrici, si è rivelato un vero e proprio caso cinematografico. Nei primi dieci giorni di proiezione, ha incassato 1 milione e 423 mila euro, con un’affluenza di 211 mila spettatori. La distribuzione è stata ampliata fino a 473 sale e il 10 percento di queste ha proiettato il film in lingua originale tedesca. Questa pellicola affronta temi intensi come gli effetti della guerra e la condizione femminile, raccontando la storia delle donne che nel 1943 divennero le assaggiatrici personali di Hitler nella sua roccaforte, la Tana del Lupo, rischiando la vita ad ogni boccone.
Un Racconto Che Emerge Solo Dopo Decenni
La storia vera di Margot Wölk, l’ultima delle assaggiatrici sopravvissute, è stata rivelata solo nel 2012. Le sue parole furono: “Quel mostro ha rovinato la mia vita”. Il film trae ispirazione dal romanzo di Rosella Postorino, una scrittrice originaria della Calabria ma cresciuta in Liguria, che ha elaborato una narrazione basata su eventi storici tedeschi. La peculiarità di questo film sta nel suo stile, che non sembra affatto italiano, come sottolinea lo stesso Soldini: “Il cinema che mi ha ispirato proviene principalmente dalla Germania e dalla Francia. Non avrei mai pensato di poter realizzare un film basato su quel libro”.
Una Produzione Non Senza Sfide
Il film è stato lodato per il suo rigore stilistico e la sensibilità con cui ritrae i personaggi femminili e l’ambientazione d’epoca. “Non mi aspettavo questo successo, dato che non ci sono attrici famose nel cast e nessuna di loro è italiana. Le ho scelte per il loro talento e i loro sguardi, che trasmettono verità e orrore, nonostante non l’abbiano vissuto direttamente”, spiega Soldini.
Una Storia di Coraggio e Contraddizioni
Il film narra la vita di una donna coraggiosa e piena di contraddizioni, che si innamora di un ufficiale nazista mentre suo marito è al fronte, credendolo morto. La storia si sviluppa in un contesto di giovani che cercano di sottrarsi alla realtà crudele della guerra. “Durante le riprese, il mondo sembrava riflettere il racconto del film. Quando Hitler, dopo un attentato, invocava la Provvidenza e l’investitura divina, mi sono ricordato di parole simili pronunciate da Trump dopo un attentato che lui stesso aveva subìto”, riflette il regista.
La Produzione e le Sfide Finanziarie
Il film, co-prodotto da Lionello Cerri e Cristiana Mainardi, non è stato semplice da realizzare. “Abbiamo acquistato i diritti del romanzo nel 2018, prima che diventasse un best seller e vincesse il Il Campiello. Abbiamo dovuto cambiare location a causa della guerra in Ucraina, optando per il Belgio che offriva simili caratteristiche geografiche. Inizialmente, il ministero ha negato il finanziamento, non ritenendolo di interesse nazionale, ma successivamente siamo riusciti ad ottenerlo. È stato bello, ma estremamente faticoso”, ricorda Mainardi.
La storia dietro la realizzazione di Le assaggiatrici mostra quanto sia complesso e sfidante portare sullo schermo narrazioni potenti e significative, specialmente quando queste provengono da pagine di storia dolorose e complesse.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
