Supergirl arriva nelle sale con un approccio visivo audace e un protagonista che più umano non si può: Kara Zor‑El è una sopravvissuta di Krypton alle prese con il trauma e l’identità, e il film prova a raccontare la sua transizione tra potere sovrumano e fragilità interna. Questo debutto del nuovo filone DC firmato da James Gunn punta su immagini rumorose e una protagonista vulnerabile: ecco perché vale la pena chiedersi cosa rimane oltre lo spettacolo.
La protagonista è una ventitreenne aliena che fatica ad adattarsi alla Terra: proviene da un mondo distrutto e convive con un forte stress post‑traumatico. Vive a Metropolis in bilico tra l’ammirazione del cugino Superman e un senso di smarrimento che la rende irrequieta, imprevedibile e spesso inadeguata alla vita quotidiana.
Il film mette in moto la trama quando una minaccia personale costringe Kara a muoversi: il suo cane Krypto viene avvelenato e scatta una corsa contro il tempo per trovare un antidoto. Nel percorso incrocia Ruthye, una ragazzina che cerca vendetta contro un crudele rapitore; la dinamica tra le due attiva l’arco narrativo centrale, quello del passaggio all’età adulta per un’eroina che non chiede di essere invincibile.
Regia e tono
Craig Gillespie dirige con uno stile nervoso e iper‑digitale; l’azione si sposta tra sequenze di forte impatto visivo, collisioni cromatiche e momenti più intimi. Il film oscilla tra il western contemporaneo e il road movie fantascientifico, proponendo una miscela di generi che può risultare travolgente ma spesso funziona per l’energia che sprigiona.
Non manca l’ironia visiva: le scenografie e gli scontri spaziali sono costruiti per stupire, con un montaggio che sacrifica a volte la chiarezza narrativa in favore del ritmo. Se cercate una parabola riflessiva sulle conseguenze del trauma, troverete elementi utili ma mai completamente approfonditi; se amate il cinecomic che spinge sull’acceleratore, invece, qui c’è materiale di primo piano.
Interpreti e personaggi
Milly Alcock offre una lettura intensa e sfaccettata di Kara: fragile, arrabbiata e determinata a modo suo. La sua performance è il punto più convincente del film, capace di dare corpo a una figura eroica dal volto umano.
Accanto a lei, spiccano alcuni nomi noti: Jason Momoa appare in un ruolo di rilievo nella parte finale, mentre il villain — interpretato da Matthias Schoenaerts — è costruito come un antagonista brutale e primitivo. Superman è presente ma marginale: il confronto tra il cugino integrato nella società e Kara irrisolta è uno dei fili tematici più interessanti.
Cosa funziona e cosa no
- Pro: coraggio visivo, performance di Alcock, sequenze action spettacolari.
- Contro: sviluppo emotivo a tratti superficiale, alcuni passaggi narrativi prevedibili.
- Target: spettatori che apprezzano cinecomics sperimentali e atmosfere ibride tra fantasia e strada.
Il film non pretende di essere una riflessione psicologica profonda: piuttosto, funziona come un racconto di formazione in salsa pop‑fantascientifica, con una forte componente estetica. La colonna sonora, le scelte cromatiche e gli effetti puntano a costruire un’esperienza sensoriale che può dividere il pubblico.
Dal punto di vista editoriale, questa pellicola è significativa perché sposta l’attenzione del genere su temi di identità e migrazione emotiva: una supereroina che si confronta con l’alienazione e il lutto offre spunti di discussione sulle nuove declinazioni del mito supereroico nel cinema contemporaneo.
In sintesi: un film che entusiasmerà gli spettatori in cerca di impatto visivo e di un’eroina dalle sfumature reali, ma che lascia incompiute alcune promesse narrative. Consigliato a chi vuole vedere una Supergirl meno canonica e più ferita.
Scheda rapida
- Titolo: Supergirl
- Regia: Craig Gillespie
- Sceneggiatura: Ana Nogueira (universo DC curato da James Gunn)
- Cast principale: Milly Alcock, Eve Ridley, Matthias Schoenaerts, Jason Momoa
- Durata: 110 minuti
- Distribuzione: Warner Bros. Pictures (2026) — nelle sale
- Giudizio: 3,5/5
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
