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Workwear alla moda: scopri come l’abbigliamento da lavoro è diventato trendy!

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Di Federico D'Angelo

Il workwear diventa cool

La tuta firmata Prada, i comodi tasconi di Armani e la sahariana di Tombolini. L’abbigliamento formale si avvicina all’utilità degli indumenti da lavoro.

Si muove come il proletariato nel dipinto Il quarto stato (1901) di Giuseppe Pellizza da Volpedo, la prima rappresentazione artistica dell’abbigliamento da lavoro. In terminologia della moda: il workwear è diventato protagonista nelle sfilate maschili. Persino il prudente Giorgio Armani ha inaugurato la sua sfilata con una giacca grigio cemento dotata di tre ampi tasconi applicati. Questo fenomeno, tuttavia, è già visibile per strada con pantaloni cargo e bermuda, utili per trasportare ogni tipo di oggetto quotidiano. La tendenza predilige il pubblico maschile, anche se Donatella Versace, indossando un tailleur rosso con quattro tasche a soffietto, ha ricevuto l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito dal Presidente Mattarella, dimostrando così la valorizzazione sociale degli indumenti da lavoro.

I jeans: da indumenti per minatori a icona delle passerelle
Il workwear si è integrato nell’abbigliamento civile con i jeans, brevettati nel 1873 da Levi Strauss & Co per i minatori, dando vita al noto brand Levi’s. Andy Warhol fu tra i primi a portarli in città, abbinandoli a giacche eleganti. Da allora, i jeans sono diventati un must nelle collezioni di alta moda. Molti pezzi essenziali del nostro guardaroba derivano dalle uniformi professionali: il bomber, creato per riscaldare i piloti americani della Prima Guerra Mondiale, è uno degli articoli principali di questa stagione, disponibile in molteplici materiali, dal cotone al twill di lana e lino, con effetto denim, grazie alla maestria di Brunello Cucinelli.

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Il mimetismo si trasforma
Il concetto di mimetismo, parte integrante del workwear, è stato introdotto all’inizio del XIX secolo per celare i tiratori. Stone Island, nell’era digitale, ha lanciato una giacca scan-camo, realizzata scansionando fotografie di vecchi camouflage del marchio. Quasi per magia, il parka in nylon mimetico ripstop (anti-strappo) cambia colore con la luce solare, passando dal grigio chiaro all’azzurro. La tecnologia rivoluziona l’abbigliamento da lavoro: Adrian Appiolaza, nuovo designer di Moschino, ha introdotto due Survival Jacket, ironicamente pensate per ogni occasione: una grigia per la città e l’altra in kaki per il tempo libero.

L’era del “tasconato”
La sahariana con quattro tasche, nata durante il colonialismo, si preannuncia come il capo più in voga per l’estate 2025: proposta come camicia in cotton-tech dal brand Unity, in versione giacca di lino e seta da Tombolini, o reinterpretata in chiave orientale da Massimo Foroni di KB Hong, che la presenta con un rever classico e uno a kimono. Antonio Gavazzeni di Bagutta evidenzia anche l’avanzata delle giacche-camicia con colletto alla guru, molto apprezzate da stilisti del calibro di Giorgio Armani e Massimo Alba, quest’ultimo molto stimato da Paul Smith. L’apprezzamento per le tasche ha dato vita al nuovo genere “tasconato”, che ha ispirato anche reinterpretazioni del gilet da pescatore, indossato da Mahmood al Festival di Sanremo e dall’influencer Demi Oyenekan all’ultima sfilata di DSquared2.

La tuta: da Cipputi a Prada
Miuccia Prada e il suo partner creativo Raf Simons hanno rivoluzionato la tuta, passando dal modello blu di Cipputi di Altan a un design in drill di cotone color nocciola con due zip verticali bianche. Questo capo rimanda all’uso dell’abbigliamento come simbolo di velocità e praticità, ideato nel 1919/20 dal futurista Thayaht, al secolo Ernesto Michahelles. Per quanto riguarda gli accessori, Pharrell Williams, designer per Louis Vuitton a Parigi, ha incluso nella sfilata anche un facchino. Ma perché tanto interesse verso il workwear? «Per la sua funzionalità, dove tutto è essenziale e niente è superfluo», rispondono i fratelli Alessandro e Giovanni Del Piano di Unity. «La solidità e l’efficacia del vestiario da lavoro – analizza Paola Pizza, autrice di Psicologia dello shopping – equilibrano l’incremento della morbidezza nelle linee e nei tessuti.

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