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Parigi Fashion Week chiude in grande: Thom Browne incanta, Kanye West sorprende con Balenciaga!

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Di Federico D'Angelo

Terminate le sfilate di Parigi. Agli estremi: la dolcezza della fiaba di Thom Browne e Kanye West nella melma per Balenciaga. La felpa del rapper col Papa. Le tendenze francesi

Un viaggio affascinante tra il magico e l’atroce realtà si è appena concluso con le sfilate di Parigi, culminate ieri con lo show di Xuly Bët.

La narrazione di Thom Browne si riscopre in una versione moderna di Cenerentola, dove crinoline gonfie e ricamate con rose dorate fanno da protagoniste. Anche il classico tailleur si trasforma, presentando ampie gonne a pieghe decorate con stampe canine. Questo tuffo nel fantastico porta con sé anche pezzi di raffinata novità, come la giacca in maglia pura adornata da bordi tricolori e maniche aperte per lasciar sporgere le mani guantate. Il gran finale offre una scarpa da sogno, adatta a qualsiasi piede, simbolo potente di inclusione.

Balenciaga: Kanye West e il fango

In netto contrasto, rimarrà impresso il “Mud show” di Balenciaga a VillePinte, 25 km da Parigi. La collezione, ideata da Demna Gvasalia, originario della Georgia invasa dai russi, riflette un vissuto bellico, con la passerella trasformata in un cammino fangoso, forse evocazione della fuga degli esuli, circondata da un cratere che suggerisce l’esplosione di un missile. Il rapper Kanye West, figura controversa e simpatizzante di Trump, apre la sfilata in pantaloni militari. Egli ha anche presentato, inaspettatamente e per soli 50 invitati, la sua collezione Yzyszn9, con felpe raffiguranti Papa Giovanni Paolo II e lo slogan provocatorio “white life matters”, una critica al motto “Black lives matter”.

Da Balenciaga,
modelli e modelle, inclusa la splendida Bella Hadid, si muovono tra il fango, sporchi e macchiati. Nonostante ciò, emergono capi vivaci, come accessori gialli e borse piatte con manici ora adattabili come tracolle. La sfilata si conclude con una figura minacciosa e scura, mentre i presenti riportano di un odore acre e chimico nella sala, evocativo di inquinamento o, peggio ancora, di armi chimiche.

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Le tendenze francesi: dall’estremamente lungo all’estremamente corto

Sulle passerelle parigine, dove l’energia scarseggia e la luce si fa più tenue, dominano gli estremi: abiti cortissimi si alternano a lunghissimi mantelli e strascichi, spesso sorretti da nuove figure professionali, le “porta strascichi”. Anche i pantaloni, ampi e lunghi, si trascinano a terra, quasi a pulirla. Tuttavia, ciò diventa un problema sotto la pioggia, come durante queste sfilate, spesso all’aperto. Gli stilisti, solitamente attenti allo “spirito del tempo”, sembrano aver trascurato le previsioni meteorologiche. Gli abiti, come a Milano, vengono destrutturati nei loro elementi: maniche, bustini e soprattutto reggiseni, prevalenti in ogni look, riflettendo un abbigliamento componibile che rispecchia una società frammentata.

Jeans strappati e blu Avatar
Il jeans, elemento sempre presente, si presenta strappato ma reinventato in creazioni di alta moda. Tra i colori spiccano il nero, il giallo e il blu in una tonalità elettrica, ora chiamata “Avatar”, in omaggio all’uscita del film “Avatar 2” di James Cameron, prevista per il 14 dicembre. Molti abiti includono cappucci, unendo riferimenti alle felpe rap e all’austero monachesimo di “Il Nome della Rosa” di Jean-Jacques Annaud (1986). Siamo forse in un’epoca di transizione, simile al Medioevo?

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