Attraversare l’ingresso del Palazzo equivale a fare un passo nell’Olimpo. Donatella Versace ha concluso il secondo giorno della Settimana della Moda di Milano nel giardino della sua casa di moda: uno scenario neoclassico, quasi mitologico.
All’interno del giardino, su basamenti rotanti a specchio, troneggiano teste di statue greco-romane dorate. Un richiamo alla storia che si fonde con l’innovazione in modo antitetico. “La ragione – spiega la designer – è che mi rivolgo alla generazione Z e alla loro capacità di mescolare liberamente elementi diversi”. In questa meticulosa confusione, troviamo spazio tanto per un abito a righe sopra una maglietta rosa che aderisce come una seconda pelle, quanto per una nuova maglietta elastica con due aperture laterali, che si riduce a una striscia sulla schiena simile alla chiusura di un reggiseno. La pelle nera è lavorata in un motivo a rombi. Le aperture sono un riferimento agli atti di autolesionismo, tragicamente diffusi tra i giovani.
A catturare gli sguardi, i modelli con capigliature dorate come statue classiche toccate da Creso o figure mitologiche come il Vello d’Oro? Sicuramente, anche la radice neoclassica del marchio evolve. Nelle tipiche stampe serigrafiche, alla Medusa si uniscono altre “maschere” del teatro greco, anche su abiti interi di seta. I lustrini sulle giacche sono ridotti, ma abbondano gli accessori dorati, nonostante la moda dell’acciaio. Splendono orecchini, collane e anelli, persino dieci su ogni dito. Da notare i gioielli surrealisti che ricordano Elsa Schiaparelli, come un piattino di ceramica attaccato alla catena dei pantaloni al posto dell’orologio a cipolla, o una tazzina pendente tra le collane. Mentre l’uomo si spoglia, Donatella Versace lo riveste con numerosi spolverini leggeri in tessuti sperimentali ed ecocompatibili, uno dei quali con effetto preservativo. La stilista prosegue decisa sulla sua strada, non seguendo ma anticipando le tendenze. In passerella, molti figli di celebrità sottolineano il radicale cambio generazionale. Splendenti anche i gadget sulle sedute a cubo: mini ventilatori di cristalli. Un auspicio di un ritorno all’età dell’oro?
Emporio Armani: “pescare a caso”
Un’atmosfera completamente diversa si respira da Emporio Armani, benché il concetto di un assortimento casuale ma artistico rimanga lo stesso. Tanto che lo show viene intitolato “cesto d’estate”, con il sottotitolo “da cui pescare a caso i vestiti”.
Alcuni modelli sfilano a torso nudo con pantaloni lunghi stile pigiama. E dato che la proposta viene dal prudente e sobrio Re Giorgio, si può credere che ci sia più di uno spettacolo, una vera tendenza. Non a caso, i vestiti interi con delicati motivi tropicali sono indossati senza nulla sotto; altri presentano un gilet indossato direttamente sulla pelle.
“La libertà dell’estate – osserva Giorgio Armani – si manifesta spesso in una cura ridotta, ma sono convinto che esista un modo composto per essere spensierati ed esuberanti. Accessorio indispensabile, il grande cappello a tesa larga, da pescatore”. Dopo la sfilata, applaudita dagli attori Alessandro Gassman e Piero Castellitto, si tiene il vernissage della mostra Magnum Photos colors|places|faces presso l’Armani/Silos fino al 6 novembre. Nella foto qui sotto, un’immagine in esposizione: United States of America di Werner Bischof, Magnum Photos.
Il crop di MSGM
Il saluto del maschio svestito si è visto fin dal mattino con MSGM di Massimo Giorgetti. Sotto la giacca scura con rever a motivi tropicali, viene indossata una camicia in stile “crop”, tagliata sopra i fianchi per lasciare scoperto il ventre. E mentre molti shorts, abbinati a cappelli a larghe falde, sono corti come boxer, “c’è voglia di pelle nuda”, commenta il designer. Dopotutto, il pianeta si sta riscaldando. Peccato che alcuni stilisti pensino ai vestiti e non agli ospiti delle sfilate, che si trovano seduti in luoghi esposti al sole cocente. Eppure, così è: Dolce&Gabbana nella loro collezione Re-edition 1991-2023, tra i loro grandi classici rivisitati, insistono sulla canottiera e le mutande che esibiscono i corpi statuari dei modelli. Mentre anche Fendi presenta il classico completo spezzato senza camicia.
Forse è colpa dell’esibizione di Achille Lauro all’ultimo Sanremo, in versione Iggy Pop, l’iguana del rock. Ma non sembra facile che l’uomo possa andare oltre i tanti traforati delle maglie o la camicia slacciata fino allo sterno, ormai onnipresente. Il torso nudo per strada, anziché in spiaggia, qualche anno fa fu persino vietato e multato in alcune località balneari da ordinanze specifiche dei sindaci. Tuttavia, a Milano si vedono già giovani in bicicletta con il petto al vento che pedalano e si abbronzano.
Oggi un poker d’assi (Missoni, Etro, Prada e Moschino), coronato dal talento emergente, JW Anderson, che sfilerà dopo aver annullato l’evento della scorsa stagione a causa del Covid.
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
