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Cognomi più diffusi in Italia: chi domina la tua regione?

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Di Federico D'Angelo

Da Esposito a Piras: la mappa dei cognomi più diffusi regione per regione in Italia

Una mappa aggiornata dei cognomi italiani mette in luce quanto i nomi di famiglia raccontino usi, mestieri e spostamenti delle persone sul territorio. L’analisi pubblicata a febbraio 2026 da Preply, che ha elaborato dati di Cognomix integrati con statistiche pubbliche, mostra quali cognomi caratterizzano ogni regione una volta tolti i venti più comuni a livello nazionale — e perché questo conta oggi.

Metodo e prime indicazioni

Per mettere a fuoco le specificità locali lo studio ha escluso i cognomi «nazionali» come i più diffusi su tutta la penisola e ha considerato, per ciascuna regione, i tre cognomi con il maggior numero di portatori. È stata inoltre calcolata l’«incidenza» per 1.000 abitanti, un dato che rende immediatamente visibile quanto un cognome sia concentrato in una zona.

Il controllo sui numeri restituisce contrasti netti: in Sardegna il cognome Sanna arriva a circa 4,9 persone ogni 1.000 abitanti, segno di una forte radicamento locale. In Trentino-Alto Adige nomi come Mair, Co e Pichler superano le 2 unità ogni 1.000 residenti. In regioni molto popolose, invece, un cognome può contare migliaia di portatori senza raggiungere la soglia di 1 ogni 1.000: è il caso di alcuni nomi lombardi come Riva.

I cognomi più rappresentativi regione per regione

  • Abruzzo: Felice, D’Alessandro, D’Angelo
  • Basilicata: Grieco, Colangelo, Pace
  • Calabria: Perri, Ferraro, Romeo
  • Campania: Sorrentino, Ferrara, Coppola
  • Emilia-Romagna: Montanari, Barbieri, Fabbri
  • Friuli-Venezia Giulia: Fabbro, Mauro, Furlan
  • Lazio: De Santis, Proietti, De Angelis
  • Liguria: Pastorino, Bruzzone, Parodi
  • Lombardia: Cattaneo, Riva, Sala
  • Marche: Moretti, Vitali, Marinelli
  • Molise: Testa, Lombardi, Iorio
  • Piemonte: Barbero, Ferraris, Ferrero
  • Puglia: Leo, Lorusso, Santoro
  • Sardegna: Piras, Pinna, Sanna
  • Sicilia: Caruso, Lombardo, Messina
  • Toscana: Gori, Martini, Innocenti
  • Trentino‑Alto Adige: Co, Pichler, Mair
  • Umbria: Moretti, Rosati, Proietti
  • Valle d’Aosta: Favre, Cerise, Valle
  • Veneto: Trevisan, Sartori, Dalla

Se il vostro cognome non compare nella lista non significa che sia raro: semplicemente non rientra tra i tre più rappresentativi di una regione dopo la rimozione dei cognomi più diffusi a livello nazionale.

Cosa si impara da queste radici

I cognomi sono indizi incisi nella storia: molti richiamano la fede, i mestieri, i luoghi d’origine o soprannomi legati a tratti fisici o caratteriali. I nomi che rimandano alla religione rimangono frequenti — D’Angelo e De Angelis rimandano all’iconografia angelica, mentre Pace e Santoro evocano devozioni locali.

Altri cognomi raccontano lavoro e ruolo sociale. Nomi come Fabbri, Fabbro e Ferrero ricordano la presenza di artigiani del ferro; Iorio conserva la radice rurale legata al mondo contadino; Pastorino richiama l’allevamento. E poi ci sono quelli che sono mappe in miniatura: Messina, Marinelli o Valle rimandano direttamente a paesaggi e centri geografici.

Migrazioni interne e come cercare il vostro cognome

Le cartine attuali non cancellano le trasformazioni demografiche del Novecento: studi storici (tra cui pubblicazioni enciclopediche) mostrano come molte famiglie meridionali si siano spostate verso grandi aree urbane — Roma e Milano su tutte — modificando la distribuzione dei cognomi pur mantenendone la traccia d’origine.

Per verificare dove è più diffuso il vostro cognome potete procedere così:

  1. Accedete a una banca dati sui cognomi come Cognomix, Mappadeicognomi o Geneanet.
  2. Digitate il cognome nella barra di ricerca e selezionate il livello territoriale che vi interessa (regione, provincia, comune).
  3. Controllate la mappa e il valore di incidenza per 1.000 abitanti: questo dato segnala la concentrazione locale.
  4. Confrontate i risultati con le classifiche regionali: anche un cognome non fra i primi tre può essere molto rappresentativo a livello comunale.

Per chi indaga radici familiari, politiche culturali o semplicemente la curiosità personale, questi dati offrono una lettura immediata della geografia sociale italiana. I cognomi non sono solo etichette: sono tracce di mobilità, mestieri, devozioni e paesaggi che continuano a definire le comunità.

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