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Bigmama si laurea in urbanistica: dedica al medico che la salvò dal linfoma e alle vittime irpine

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Di Giulia Moretti

BigMama: «Mi laureo in urbanistica per il medico che mi salvò dal linfoma e i morti di cancro in Irpinia»

Mercoledì a Milano Marianna Mammone — conosciuta al grande pubblico come BigMama — ha discusso la sua laurea in Urbanistica al Politecnico con una tesi che mette in relazione pianificazione urbana, salute pubblica e il territorio d’origine: l’Irpinia. L’elaborato richiama l’attenzione su rischi ambientali ancora irrisolti e su conseguenze reali per le comunità locali.

La dedica del titolo è toccante e precisa: alla memoria delle persone scomparse per tumore e al medico che l’ha seguita, il dottor Michele Cimminiello, che lei definisce figura fondamentale nel suo percorso. Per BigMama la laurea non è solo un traguardo personale, ma uno strumento per dare voce a questioni collettive.

Una tesi nata dall’esperienza personale

Il lavoro si intitola «Metastasi della città. Salute, ambiente e pianificazione urbana. Una ricerca che parte dall’Irpinia» e nasce dal desiderio di rispondere a una domanda che molti affrontano dopo una diagnosi: «Perché è successo a me?». Per lei, quella domanda è stata il punto di partenza per indagare come fattori ambientali e decisioni urbanistiche possano influire sulla salute pubblica.

Nella sua analisi BigMama segnala come il tema della salute sia spesso marginale negli studi di urbanistica e propone invece di integrarlo nelle pratiche di pianificazione. Per la giovane laureata conoscere il contesto aiuta a spezzare l’isolamento della sofferenza individuale e a riconnetterla a responsabilità collettive.

Un’esperienza di malattia che parla a un territorio

La cantante ha ricordato il momento in cui scoprì il Linfoma di Hodgkin, una diagnosi che ha coinvolto anche la sua famiglia. Nel suo paese natale, San Michele di Serino, sono molte le famiglie che hanno avuto contatti con il cancro: una ragione in più — per lei — per guardare oltre la dimensione personale e interrogare lo stato dell’ambiente locale.

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Non è teoria: la tesi riprende dati concreti su abitazioni costruite in emergenza dopo il terremoto del 1980, molte delle quali contengono ancora amianto. Secondo le cifre citate, su 1.026 prefabbricati realizzati in quegli anni, circa il 30% non è stato bonificato.

Voce Dato
Laureanda Marianna Mammone (BigMama)
Corso Urbanistica, Politecnico di Milano
Tesi Metastasi della città: salute, ambiente e pianificazione
Problema evidenziato Prefabbricati in amianto post-terremoto (1980)
Stato della bonifica Circa il 30% degli 1.026 alloggi non bonificato
Mobilitazione precedente 2014: 3.061 firme raccolte in una settimana
Azione istituzionale 2024: avvio di uno studio epidemiologico da Procura di Avellino e ISS

Trasformare il dolore in impegno pubblico

BigMama ha detto di voler usare la sua notorietà per tenere alta l’attenzione sul tema: «Voglio essere un megafono», ha spiegato, riferendo anche le parole del presidente di commissione, che le ha suggerito di mettere in campo la propria voce. Si tratta di un intento che unisce dimensione personale e responsabilità civica.

Il rimando alle iniziative passate non è casuale. Nel 2014, una raccolta firme locale chiedeva interventi rapidi; oggi, con il coinvolgimento dell’Istituto Superiore di Sanità e della magistratura, la questione è entrata in una fase di verifica scientifica che potrebbe avere ricadute pratiche per la salute pubblica in Irpinia.

Musica, identità e futuro

Da artista amata al grande pubblico, Marianna non intende rinunciare né alla carriera musicale né al nuovo percorso accademico. Ha ripreso a lavorare in studio dopo la pausa dovuta agli studi e parla di progetti ancora aperti nella musica.

Il suo impegno si estende anche al sostegno alle comunità più vulnerabili: quando parla di tutela non si riferisce solo a categorie specifiche ma a «tutti», con un richiamo alla necessità di contrastare violenza e discriminazione. Dal suo vissuto, la malattia le ha lasciato una prospettiva nuova: ridimensionare i problemi, valorizzare i legami familiari e riscoprire l’autostima.

  • Impatto locale: sollevare il tema della salute nell’urbanistica può influenzare piani di bonifica e politiche abitative.
  • Conseguenze pratiche: lo studio epidemiologico in corso potrebbe orientare interventi sanitari e ambientali.
  • Ruolo pubblico: l’uso della visibilità personale per promuovere cause civiche e sanitarie.

La discussione finale non chiude il percorso: per BigMama il titolo è un punto di partenza. Vuole che la sua esperienza serva a fare pressione per risposte concrete sul territorio e a ricordare che le scelte urbanistiche non sono solo pratiche tecniche, ma hanno effetti sulla vita delle persone.

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