Il trapper che concorre con “La tana del granchio”
Il cantautore e trapper partecipa al festival con la sua nuova canzone “La tana del granchio”.
Una fusione di generi musicali
«Ho sempre avuto melodie nei ritornelli della trap. Incorporando melodie anche nelle strofe, mi sono spostato verso il cantautorato, pur mantenendo un approccio basato sulle rime. In un contesto di conformismo, è fondamentale distinguersi attraverso le proprie peculiarità». Andrea Brasi, noto come Bresh, nato nel 1996, è uno dei 29 concorrenti al Festival di Sanremo. La sua carriera è un ponte tra l’urban, dove ha iniziato con il collettivo Drilliguria (insieme a Tedua, Izi), e la canzone d’autore, che ha arricchito con la sua freschezza. Dopo Sanremo, lo aspettano i grandi palazzetti con tre concerti programmati a novembre, uno a Roma il 1° e due a Milano il 6 e 7.
“La tana del granchio”: di cosa parla?
«Il granchio rappresenta il mio segno zodiacale, il Cancro. Nel brano, il granchio sono io. È un’esplorazione intima di una battaglia interiore in cui devo prevalere, illustrando la difficoltà di esprimere le proprie emozioni».
Una visione diversa della trap
«Pur proveniendo dalla trap, ritengo che la vita debba avere la precedenza sulla musica. È inutile limitarsi a parlare del ruolo di cantante nei brani. È un peccato che i marchi abbiano assunto tanta importanza per i giovani, distogliendo l’attenzione dal contenuto. Da ragazzo, era meglio vestirsi peggio; ora sembra necessario indossare certi marchi solo perché li portano i trapper famosi… Siamo figli di una cultura televisiva che ci ha intontiti. I libri, invece, mi hanno aperto la mente: attualmente sto leggendo “Moby Dick” di Melville e “L’isola del tesoro” di Stevenson».
Amante delle avventure?
«Questo aspetto mi viene da mio padre. Mi piacevano i suoi racconti di viaggi, dal Sudamerica al Vietnam, e i libri di Wilbur Smith che trovavo in casa. Anche io viaggio spesso e trovo in questi viaggi quell’elemento avventuroso tipico dei cartoni animati Disney, quel tocco di eroismo che da bambino mi faceva sognare, anche attraverso le loro colonne sonore come quelle di Mulan, Tarzan, Hercules, Il re leone».
Quando ha deciso di dedicarsi alla musica?
«Mi ha colpito un concerto di Fabri Fibra quando avevo 14 anni. Mi affascinava il modo in cui la sua ribellione si intrecciava con la sua provenienza provinciale, una realtà che sentivo anche mia. Del rap, non mi interessava l’aspetto del dover apparire come un criminale per essere considerato “figo”, quindi ho preferito mostrare più le vulnerabilità e la capacità di accettarle, piuttosto che la forza. Se devi essere forte, devi esserlo nella vita reale, non nelle canzoni».
La hit “Guasto d’amore” e l’amore per Genova
«Penso che una certa narrazione cosciente, riflessiva, una ribellione interiore, il non conformarsi e l’autoanalisi siano tratti tipici della scuola cantautorale genovese, influenzati però dallo spirito della città stessa. Genova ha un’anima irriverente, capace di mettere in discussione anche gli idoli. Essendo una delle città europee con l’età media più alta, i giovani tendono a prendere molto dagli anziani, commettendo meno errori».
Durante la serata delle cover interpreterà “Crêuza de mä” di De André con il figlio Cristiano…
«È un sogno che diventa realtà… Ho citato Faber molte volte nelle interviste. Lui è iconico, più sostanza che apparenza, è virilità pura».
«Dopo le 4» con Tony Effe e Tedua ha suscitato critiche per presunta misoginia…
«Dire “ti sputo in faccia solo per condire il sesso” non è irrispettoso, lo trovo erotico, magari non elegante, ma d’impatto. Tutti abbiamo avuto un’esperienza sessuale simile almeno una volta. La mia coscienza è pulita, mi sento in pace con me stesso».
Se potesse votare una sola volta?
«Vorrei che vincesse Giorgia perché ha segnato la mia infanzia. Mi ricorda mia madre sia nell’estetica sia nella personalità: in macchina, ascoltava il suo disco “Mangio troppa cioccolata” e cantava con quella stessa voce delicata».
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
