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Carolina Cucinelli Rivela: “Lezioni di Vita da Papà, l’Essenziale al Centro!”

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Di Federico D'Angelo

Carolina Cucinelli: “Papà mi ha insegnato a guardare all’essenziale, non al contorno”

La Vicepresidente Umbra Parla del Suo Legame con Solomeo

La successione all’interno del gruppo Cucinelli si concretizza in figura femminile, rappresentata da Camilla e Carolina, prossimamente vicepresidenti. Carolina, la più giovane nata nel 1991, con i suoi capelli biondi e statura esile, mostra una determinazione e capacità di empatia ereditate dal padre. La nostra conversazione inizia dal suo luogo natale e di vita, Solomeo, un piccolo borgo vicino a Perugia, dove desidera crescere suo figlio, Brando.

Credevo vivesse a Milano, il fulcro degli affari e della moda. E invece?
«Vivo a Solomeo, dove sono cresciuta. È stato un privilegio. Il borgo mi ha offerto una libertà immensa; da bambini, la piazza era il nostro ritrovo, dove condividiamo giochi tradizionali senza sentirci sorvegliati. È un luogo di incontro tra generazioni, che mi ha dato amicizie che conservo da sempre».

Essere la figlia del ‘padrone’ ha creato delle barriere?
«Non ho mai percepito distinzioni, tutti eravamo sulla stessa linea. Ho un legame profondo con queste radici e spero che mio figlio, che oggi ha quattro anni, possa vivere esperienze simili con amici di diverse età. Quando parlo di “noi” mi riferisco alla comunità di Solomeo più che alla mia famiglia. Esiste un’associazione, rieletta ogni tre anni dai cittadini, che si occupa di attività per i giovani, mantenendo vive le tradizioni.»

Un Modello Educativo All’avanguardia

«Sicuramente, è un modo di trasmettere cultura, memoria, e senso di appartenenza, affinché i giovani vivano concretamente la realtà e non si isolino nei social o nelle abitazioni. Offriamo corsi di musica, teatro e un oratorio laico.»

Cosa intende per oratorio laico?
«È un luogo dove i bambini praticano sport, fanno i compiti, imparano l’inglese e trascorrono il tempo mentre attendono che i genitori terminino il lavoro. Un concetto di comunità fortemente radicato da mio padre.»

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Ha sposato un ragazzo del posto?
«Ho sposato un ragazzo da Ferro di Cavallo, la periferia di Perugia dove è cresciuto mio padre.»

Suo padre ha mai parlato delle difficoltà di suo nonno in fabbrica?
«Il rispetto e le condizioni di lavoro sono fondamentali per lui.»

Come descriverebbe suo nonno?
«Era di poche parole, ma raccontava della guerra e si preoccupava sempre che mangiassi a sufficienza. Quando nacque mio figlio Brando, che aveva 99 anni, volle tenerlo in braccio, passandogli simbolicamente il testimone. Nonostante la sua visione patriarcale, per lui quel gesto significava la salvaguardia del patrimonio familiare.»

Oggi le eredi dell’azienda sono lei e sua sorella.
«Brunello ci ha sempre insegnato che donne e uomini sono uguali, dandoci la libertà di esplorare le nostre passioni e sottolineando il rispetto e l’impegno verso chi è meno fortunato.»

Non lo chiama più papà?
«In azienda, per me e per tutti, è Brunello. Ho iniziato a lavorare con lui subito dopo il liceo, decidendo di rinviare l’università per scoprire cosa mi appassionava realmente. Ho iniziato facendo fotocopie, poi ho chiesto di lavorare direttamente con le sarte. Brunello mi chiedeva spesso se fossi stanca, ma ho continuato, esplorando tutti i reparti aziendali.»

E il nonno materno, era nel settore dei tessuti?
«I miei nonni materni, più agiati, avevano una bottega a Solomeo. Non erano d’accordo sul matrimonio di mia madre con Brunello, allora privo di risorse e senza un progetto definito; tuttavia, mia madre gestì abilmente la situazione.»

Lei è stata determinata come sua madre?
«Decisamente, soprattutto in amore. Quando ho conosciuto mio marito, io avevo solo 20 anni e lui dieci di più, con una figlia. Mio padre è stato il primo a sapere perché capisce subito se qualcosa non va. Mi ha sempre guidato a vedere la luce anche nei momenti bui. Nonostante la sua presenza meno fisica durante la mia adolescenza, ho imparato a valorizzare gli aspetti fondamentali della vita, sapendo che, anche se non sembra, lui è sempre lì.»

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