«Dimenticate i disegni leopardati, le stampe a zebra e le tonalità vivaci che caratterizzavano lo stile di mio padre». Con queste parole Cristiana Cavalli, figlia maggiore dello stilista Roberto, presenta il suo nuovo marchio di gioielleria demi-fine, Krimrose, ispirato al romanticismo e al mondo delle piante. Il nome Krimrose è un adattamento di Primrose, la primula, noto fiore simbolo dell’amore che fiorisce per primo dopo il freddo inverno, rappresentando una rinascita e portando con sé tutti i simbolismi del momento attuale.
La collezione di Krimrose è realizzata in ottone placcato oro 18K e comprende 20 pezzi suddivisi in varie serie che prendono il nome da elementi naturali: Shell (conchiglia), Cascade (cascata) e Leaf (foglia). Un valore aggiunto del progetto, disponibile anche su Krimrose.com, è la produzione artigianale italiana curata da Cora, azienda di Vicenza attiva dal 1963. Prima di dedicarsi al design, Cristiana Cavalli ha lavorato come legale, CEO e responsabile delle licenze nell’azienda di famiglia.
Perché ha deciso di cambiare completamente carriera?
«Volevo sfidare me stessa dopo un periodo difficile legato al Covid-19. Credo che anche dai periodi bui possano emergere novità positive e stimolanti: sono essenziali nella vita».
Cosa è cambiato nel suo approccio al lavoro?
«Non molto. Continuo a gestire i progetti dall’inizio alla fine, con un occhio di riguardo verso il cliente finale. È importante mantenere una politica di prezzi accessibili, che variano da 140 a 940 euro. Ora, però, ho aggiunto un elemento creativo al mio lavoro».
Perché ha scelto di disegnare gioielli, dato il suo stile notoriamente semplice e senza fronzoli, così diverso dall’opulenza tipica della casa Cavalli?
«È una passione emersa recentemente. I gioielli, a loro modo, vestono la donna tanto quanto i vestiti, enfatizzando la sua femminilità e personalizzando il suo stile. Inoltre, aggiungono un tocco di luce, di cui tutti abbiamo bisogno».
Come vede l’uso dei gioielli nel contesto del gender fluid, dove anche gli uomini li indossano?
«Purché siano indossati con stile, non mi dispiacciono. Ho particolarmente apprezzato quelli indossati da Blanco al Festival di Sanremo».
Ha in mente di creare gioielli anche per uomini?
«Il mio bracciale a foglia può essere indossato anche da loro. Se dovessi pensare a una linea maschile, la immagino in oro nero».
Quali sono stati i commenti di suo padre?
Mi supporta sempre. È stato il mio primo sostenitore.
Che cosa ritrova dello storico stile Cavalli nei gioielli Krimrose?
«Poco, al di là dell’amore per la natura. Ritengo che la natura crei forme perfette. Tuttavia, non aspettatevi elementi del classico Cavalli wild. La linea Krimrose è piuttosto flessibile, morbida come l’acqua e le piante, leggera come le piume. Non ci sono geometrie rigide, non amo gli angoli spigolosi».
In termini di amore, cosa rappresenta per lei?
«La passione in tutte le sue forme: per il tuo “altra metà”, la famiglia, ma anche per ciò che fai. Sviluppare una linea artigianale, seguendola passo dopo passo, è un atto d’amore, un sentimento che risale alle antiche botteghe fiorentine, ereditato anche da mio padre».
Il cognome Cavalli è stato un vantaggio o uno svantaggio nella sua nuova avventura?
«Devo ammettere che il cognome è subito riconoscibile. Tuttavia, non l’ho mai considerato un fattore determinante. Inizialmente, avevo persino pensato di firmare i gioielli con un nome di fantasia che avevo ideato. Ma la mia identità sarebbe emersa comunque. Sono la figlia di uno stilista e non posso “nascondermi dietro una foglia”, per rimanere in tema con i miei gioielli. Prima o poi, la prova arriva. La vera sfida è dimostrare di essere all’altezza».
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
