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Gen Z sceglie l’informazione digitale: i millennial si affidano ancora alla tv

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Di Giulia Moretti

Per la GenZ l’informazione è digitale, per i Millenials resta centrale la tv

La generazione più giovane è stata decisiva nel recente referendum sulla giustizia e il modo in cui si informa spiega molto del risultato. I dati più aggiornati mostrano uno spostamento netto verso il consumo su dispositivi connessi: per i 18-24enni il digitale ha ormai la maggioranza del tempo quotidiano.

Secondo l’analisi realizzata da CeRTA insieme a Sensemakers per il 2025, l’intero corpo elettorale adulto continua a trascorrere buona parte del tempo davanti alla televisione, ma tra i giovani la situazione è capovolta: la fascia 18-24 dà la preferenza al mondo connesso, cambiando il modo in cui circolano notizie e opinioni.

Cosa dicono i numeri

Nel dettaglio, per l’insieme degli over 18 lo schema resta ancora a favore della tv: circa il 68% del tempo mediamente dedicato ai media è televisivo, mentre il restante 32% va al consumo digitale. Tra i giovani tra i 18 e i 24 anni invece il peso si inverte: il 59% del tempo è speso sul digitale contro il 41% destinato alla televisione.

Questa polarizzazione si riflette anche nel ruolo che i giovani hanno avuto alle urne: nella fascia 18-24 la partecipazione è stata elevata (intorno al 67% degli aventi diritto) e la preferenza per il No ha superato il 58,5% dei votanti; rapportando i dati Istat alle percentuali, si arriva a poco meno di 1,3 milioni di voti giovani per il No e circa 900 mila per il Sì.

Come la Gen Z passa il tempo online

Il tempo dei giovani sullo schermo è prevalentemente occupato da contenuti non legati direttamente all’informazione politica tradizionale: intrattenimento e social network guidano l’agenda quotidiana, con la messaggistica e i videogiochi a seguire.

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Tipologia di contenuto Quota del tempo online
Intrattenimento 43%
Social networking 31%
Messaggistica 9%
Giochi 10%
E‑commerce 4%
Informazione/news ridotta rispetto alle altre categorie

Tra le piattaforme, a fare la differenza per la fascia 18-24 sono in particolare TikTok, YouTube e Instagram. Una ricerca CeRTA per Rai mette in evidenza che la principale modalità di fruizione delle notizie è lo scrolling del feed: un consumo rapido in cui il concetto di “news” si amplia e include non solo i profili ufficiali delle testate, ma anche creator e influencer con forte seguito.

  • Il digitale è il luogo dove la Gen Z scopre, discute e condivide notizie; questo rende i social terreno decisivo per la formazione delle opinioni.
  • La televisione resta centrale per età più avanzate (oltre i 45 anni la quota televisiva supera il 75%), mantenendo così un forte divario generazionale nell’esposizione alle fonti.
  • La natura frammentata dell’informazione sui feed solleva sfide per l’affidabilità e per il ruolo delle testate tradizionali nel raggiungere i giovani.

Perché tutto questo conta oggi: la combinazione di una partecipazione giovanile intensa e di modelli di consumo digitale orientati ai social ha inciso concretamente su risultati politici come il referendum. Le testate, i regolatori e le piattaforme devono tenere conto di questa trasformazione se vogliono comprendere la dinamica degli orientamenti pubblici e i possibili rischi, come la circolazione rapida di informazioni non verificate.

In breve, il cambiamento non riguarda solo dove i giovani passano il tempo, ma anche come costruiscono le proprie convinzioni: il «luogo» dell’informazione si è spostato e con esso mutano le leve che influenzano il voto e il dibattito pubblico.

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