La modella fa il suo debutto in una produzione internazionale, “Il turco”, che sarà trasmesso l’8 e il 15 aprile su Canale 5: “Ho scelto il mio percorso in autonomia e sono soddisfatta”
Lei è una top model, eletta musa da Giorgio Armani, eppure la bellezza non la tocca («in famiglia non è mai stata vista come un merito, ma solo come un dono della genetica»). Aveva cominciato con studi in Economia e Management («principalmente perché era il desiderio di mia madre, con cui ho un rapporto complicato, ma ammetto che mi ha offerto diverse opportunità») ma ora, a 29 anni, è in attesa del lancio — dopo alcuni rinvii — della sua prima serie internazionale, Il Turco, che andrà in onda l’8 e il 15 aprile in prima serata su Canale 5. Al pari del suo personaggio, Greta Ferro — nata a Vasto, cresciuta a Campobasso, ma anche a Philadelphia, seguendo sua madre, una ricercatrice universitaria, e in seguito in Cina, dove ha trascorso un anno delle superiori — è una giovane donna che non teme di sfidare le convenzioni. Nella serie, ambientata in un’epoca passata, il suo personaggio viene etichettato come “strega”. “Ma quell’epoca non è ancora terminata: le donne indipendenti continuano a incutere timore, e gli eventi di cronaca lo confermano costantemente”. Isolata dalla società, la sua Gloria all’inizio diffida dello straniero, un giannizzero interpretato da Can Yaman, ma finisce per innamorarsene: “Trovo che questa serie sia particolarmente interessante perché affronta il tema della diversità e della paura dell’altro. Questa fase storica mi spaventa, prevalgono ideologie che non mi rappresentano, credo fermamente che le differenze arricchiscano sempre”. Interrogata sul lavorare accanto a Can Yaman, risponde con leggerezza: “Chissà se gli faranno la stessa domanda. Ci siamo trovati bene, ma posso dire lo stesso di tutti gli altri con cui ho condiviso il set. Per me, il cinema è lavoro di squadra. Con Can c’è stato rispetto reciproco, ma con altri sono nate profonde amicizie: ci sono persone con cui parlo quasi ogni giorno”.
Ferro, alla vigilia del suo debutto, si sente “terrorizzata. So di dover affrontare il giudizio altrui ma allo stesso tempo non vedo l’ora. L’ultima settimana è stata tremenda, ma ora ci siamo”. Tra il pubblico ci sarà anche la sua famiglia: “Nessuno inizialmente ha accettato la mia scelta di dedicarmi anima e corpo a questa professione. Ora le cose vanno un po’ meglio, ma in fondo non mi importa: è una decisione personale, è il mio cammino. Sono stata indipendente fin da piccola, sono il risultato dei loro insegnamenti, di cui sono molto orgogliosa”. Considera la recitazione “un dono immenso: è un universo dove non si giudica, si esplora l’animo umano. Ma c’è anche una responsabilità sociale legata ai messaggi che trasmettiamo”. Ha avuto questa rivelazione agli inizi della sua carriera di attrice, “quando mi sono iscritta a un corso serale alla Paolo Grassi, mentre ero all’università: lì mi sono sentita per la prima volta nel posto giusto”. Nel frattempo, c’è anche la moda: “Tutto è iniziato quando due talent scout sudafricani mi hanno fermata per strada mentre aspettavo il tram. Mi hanno avvicinata e io avevo già in mano lo spray al peperoncino: meglio essere sempre pronte e realistiche. Anni prima avevo già fatto qualche esperienza nel mondo della moda, ma quando hanno iniziato a dirmi di tagliarmi i capelli, dimagrire e cambiare in molti altri modi, ho capito che quel mondo non faceva per me. Quando, anni dopo, è ricapitata l’opportunità, ho pensato: vediamo come va”. È andata bene. “Devo ringraziare Giorgio Armani: dopo essere stata scelta da lui sono accadute molte cose belle, tra cui il primo cortometraggio che ho girato, che poi mi ha portato sul set della mia prima serie tv, Made in Italy“. In futuro, spera di “continuare a esplorare questo universo, se lo meriterò, con ruoli sorprendenti. Anche per la mia Gloria, durante le prove costume, avevo recitato con i denti gialli, coperta di polvere. Mi piaceva. Il mio corpo è al servizio del personaggio. Ci sono molti registi italiani che adoro. Ne cito due: Gabriele Mainetti e Alice Rohrwacher”. In Il Turco è la madre adottiva di un bambino: “Non ho ancora figli, mi piacerebbe, ma sono la maggiore di cinque fratelli, oltre ad avere tre gatti e un cane. Quindi riconosco quel senso di protezione. È lo stesso che provo nei confronti di tutti loro, in particolare di mia sorella Ginevra, che ha otto anni meno di me e fa la TikToker, per lo sconcerto dei nostri genitori. Ecco, io sto cercando di proteggerla da tutte le loro pressioni, avendoci già passato io per prima”.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
