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K-Way Rivoluziona: Tra Mini e Maxi Piumini, Boglione: “Siamo Sport, Non Moda!”

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Di Federico D'Angelo

K-Way, un’ode ai piumini mini e maxi. Boglione: “Non siamo moda ma sport”

È possibile sviluppare una collezione intera basandosi sul trionfo, anche se storico, di un unico articolo? La risposta è positiva, come dimostra la presentazione della linea R&D (abbreviazione di Researchment & Development), fiore all’occhiello di K-Way.

L’evento si apre al Talent Garden con un piumino bianco adornato da tre grandi losanghe in stile golf inglese degli anni ’50, colorate in giallo, arancio e blu elettrico – tonalità distintive del marchio. Le sedie, opportunamente distanziate, suggeriscono subito un’atmosfera montana, nonostante la location urbana. Da qui prende vita una serie di innovazioni basate sulla classica K-Way (dal 1965): variando dalla versione molto corta a trapezio per lei, a quella estremamente lunga a effetto mantello per lui. In parallelo, i piumini sono reinterpretati come bomber lucidi e cappotti con maniche extra-lunghe che oltrepassano le mani, arricchiti da bande colorate. I colli e i baveri in maglia sono voluminosi e abbondanti, con un tocco da astronauta. La tasca marsupio si ingrandisce fino a trasformarsi, quando imbottita, in un manicotto. Al contrario, molta della maglieria è molto aderente, come il completo maschile in lana melange, composto da maglione e pantaloni, ideale per chi soffre il freddo. Le zip tricolore di K-Way corrono lungo i capi, unico elemento decorativo della collezione. Non mancano soluzioni eco-sostenibili come il tessuto Amiable ricavato dagli scarti di nylon e il sistema Recall per il riciclo dei capi dismessi. Ecologiche sono anche le borse morbide in montone riciclato.

Il gran finale vede il ritorno dei rombi iniziali, con un piumino modello arlecchino. Ma qual è l’origine di questa audace sperimentazione partendo dal marchio di un prodotto iconico di un’intera categoria di abbigliamento, come accaduto con il Frigidaire per i frigoriferi? “Abbiamo sempre puntato sulla ricerca attraverso un team creativo interno,” spiega Lorenzo Boglione, vice president sales del gruppo BasicNet, a cui appartiene il marchio, “ma prima non la mostravamo. Da qui l’idea di renderla visibile.”

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E la “copiabilità” è evidente, visto che di recente molti capi firmati sembrano ispirarsi alla K-Way. Una dinamica diversa rispetto al design di Philippe Starck, che ideò due modelli in omaggio al mito del marchio. “Abbiamo inventato una categoria di prodotto, il wind breaker, il tagliavento, ma non ci consideriamo parte del mondo della moda, bensì dello sport,” conclude Boglione.

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