Evento tutto esaurito per il cantautore toscano, star emergente di Sanremo, al No Borders Music Festival presso i Laghi di Fusine
Lucio Corsi al No Borders Music Festival (foto di Omar Breda)
Un Concerto Memorabile
LAGHI DI FUSINE (UDINE) – Un mix di energia rock’n’roll e poesia mozzafiato. Sorprendentemente, Lucio Corsi e il paesaggio montano sembrano fatti l’uno per l’altro. Durante il No Borders Music Festival (30ª edizione, sabato 26 con il bike concert di Jovanotti), presso i Laghi di Fusine nelle Alpi friulane, si è tenuto un concerto tutto esaurito che ha visto la partecipazione di cinquemila persone, tra cui molti bambini e adolescenti, dimostrando che Sanremo, dove Corsi si è classificato secondo, non è solo per un pubblico anziano. Con il viso pallido come da tradizione, il cantautore si è esibito sotto un cielo che variava tra nuvole e sole, cambiando abiti (giacca gialla, bolero nero, frac su torso nudo) e strumenti (tastiera, chitarre, armonica).
Il rock’n’roll, simile a certi trekking verso la polenta e la grappa, Corsi e la sua band hanno eseguito brani come «La bocca della verità», «Il re del rave», «Francis», e un’introduzione con quattro chitarre per «Volevo essere un duro». Ma poi, nei momenti di silenzio, si è percepita una partecipazione che nessun palazzetto dello sport potrebbe offrire. È il silenzio della montagna e della poesia, di un pubblico che trattiene il fiato su brani come «La lepre» o «Cosa faremo da grandi». Il concerto procedeva con poche chiacchiere ma molta sostanza, un’altra somiglianza con le montagne. Brani come «Freccia Bianca», «Trieste», «La ragazza trasparente», «Nel cuore della notte», «Tu sei il mattino». Pochissime parole su «Amico vola via», ma «mi hanno detto di non raccontare le canzoni prima, altrimenti non ha senso suonarle». O quando ha intonato «Hai un amico in me» di Randy Newman (Toy Story).
Un Legame con la Natura e la Libertà
Lucio Corsi canta di luna e stelle, di natura e della provincia di Grosseto, non molto diversa da quella di chi vive in queste zone. Canta di libertà e immaginazione. «Non capita tutti i giorni di suonare in un posto così», ha ringraziato il pubblico. Bis con «Francis» in una versione il più lenta e sgangherata possibile, proprio come lui, come la montagna, come il festival No Borders.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
