La protagonista del video di Byblos, creato da Manuel Facchini, è una donna armata che corre verso un muro mentre porta un pugnale nel fodero attaccato al suo polpaccio e successivamente afferra una pistola. Il cortometraggio, intitolato “Watercrush”, dovrebbe, secondo il comunicato stampa, celebrare l’elemento acquatico e una figura femminile simile a una sirena, adornata con tute moderne chiamate “jumpsuits”. Tuttavia, alla luce dei recenti eventi di cronaca, il film sembra piuttosto raffigurare la fuga disperata di una donna da un attacco, con i suoi vestiti strappati. La modella, infatti, corre attraverso il tunnel di un garage, urtando un’altra ragazza senza fermarsi a prestarle attenzione. Di acqua non vi è traccia e i pochi uomini che appaiono, vestiti di scuro e con espressioni corrucciate, si allontanano piuttosto che avvicinarsi. Potrebbe essere un messaggio contro la violenza sulle donne? Comunque venga interpretato, il video di Byblos è risultato il più coinvolgente della giornata conclusiva della Milan Fashion Week in digitale.
Un caleidoscopio di sfumature sociali
È un peccato che la fretta di raggiungere le passerelle di Parigi abbia leggermente oscurato questo finale virtuale. Le presentazioni offrono una finestra interessante sullo stato d’animo della gioventù globale, con un ambiente costantemente naturale, ma non sempre lussureggiante. In alcune opere, come nel video di Tiscar Espadas, le ragazze non si limitano a camminare ma corrono, forse tentando di sfuggire a un mondo che le intimorisce, oppure si muovono all’indietro, come i gamberi. Stanno cercando una diversa direzione? Forse stanno regredendo da una realtà problematica, simboleggiata anche dalle tasche dei jeans di Mmusomaxwell cucite al contrario. A fornire un barlume di consolazione in questo mondo capovolto, c’è la certezza di un piccolo cane che scodinzola allegro.
I casting sono più inclusivi che mai, presentando una ricca varietà di fenotipi. Vivier, per esempio, ha intitolato il suo pezzo “Kaleidoscopic”, poiché, come in un caleidoscopio, le protagoniste danzano in cerchio, poi camminano attorno a una fontana rotonda. L’improvviso scintillio di un gioiello dimostra che la bellezza consiste in molteplici sfaccettature, proprio come il diamante, la gemma per eccellenza.
Parlando di gemme e eccellenze, Husky, con un montaggio londinese, ripropone le sue giacche da caccia con i volti di Regina Elisabetta e Carlo III aerografati. A rafforzare l’omaggio alla Monarchia britannica, anche le scarpe sono decorate con la bandiera Union Jack aerografata.
La riedizione digitale della sfilata di Laura Biagiotti a Roma, in piazza del Campidoglio, ha anticipato la Milan Fashion Week.
La moda che verrà si alleggerisce
Facendo un bilancio delle tendenze estetiche per la primavera estate 2023, si nota un alleggerimento significativo dei capi, una risposta alla torrida estate appena trascorsa. (Vedremo come si affronterà l’inverno con i riscaldamenti ridotti. Anche l’abbigliamento risente delle follie climatiche).
I capi che sembrano più tradizionali (tra cui spiccano gli spolverini e le giacche a camicia) sono stati “ristrutturati” con un criterio innovativo ma pratico. Non lasciatevi ingannare da L’Amante di N°. 21, creato da Alessandro dell’Acqua, dove la sua donna indossa abiti scivolati su una spalla, rivelando il reggiseno. Sono forse ritratti di fugaci incontri amorosi clandestini? Certamente, sono le protagoniste di una storia che giustifica un abbigliamento che si adatta e si trasforma a seconda delle necessità di una giornata moderna.
Da Annakiki, le maniche abbondanti di qualche indeterminato capo spalla sono separate da un corpetto poco più grande di un reggiseno. Allo stesso modo, un elemento ricorrente è la fascia che copre il seno, appena più grande di una cintura, indossata da sola o sotto le giacche.
Le minigonne diventano sempre più corte, in contrasto con le ampie gonne lunghe e arricciate, che rimangono aperte sulle gambe, giustificate nei completi marittimi di Luisa Beccaria.
Dopo un declino quasi totale dei fuseaux, i pantaloni si allargano a zampa. Non più quelli rivoluzionari degli anni ’60/’70, ma un’evoluzione verso forme ampie e fluide, spesso spaccate dal ginocchio in giù per lasciare spazio a calzature con piattaforme vertiginose.
I colori pastello dominano, ad eccezione del giallo girasole, un fiore che, non a caso, si gira per seguire il sole, proprio come noi tra tanta oscurità.
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
