Mariangela Rossi
Capita talvolta che un ardente interesse, come quello per la gastronomia, possa alterare il percorso di vita o aprire la porta a nuove avventure, magari nel campo della cosmetica commestibile. Anche se la tua professione è quella di make-up artist e hai già ottenuto il successo a 30 anni, lavorando con celebrità del calibro di Rihanna, Taylor Swift e Kendall Jenner; sei stata nominata ambasciatrice per YSL Beauté nel Regno Unito e hai guadagnato popolarità sui social, con un seguito di 272mila followers su Instagram.
Questo è il caso di Isamaya Ffrench, che con un background in design presso la Central Martins di Londra e un fascino da top model, ha iniziato la sua carriera nel mondo della bellezza come truccatrice a 22 anni, mantenendo però il suo amore per la cucina. “Cucinare richiede una certa energia creativa, anche se il risultato è effimero, proprio come nel make-up,” ha rivelato Ffrench.
Trucco da cucina
Il sogno iniziale era quello di diventare chef, ispirata da letture di opere seminali come “The Silver Spoon” di Clelia d’Onofrio, ma dopo una deludente esperienza con due chef e il rifiuto di partecipare alla prima edizione di Masterchef, si è chiaramente orientata verso il make-up artistico. Tuttavia, il desiderio di creare qualcosa legato alla gastronomia è rimasto. Precorritrice in questo ambito, ha poi introdotto il concetto di “cosmesi culinaria” con la sua linea di make-up “Ffrench Pharmaceuticals”, lanciata in collaborazione con il ristorante Bistrothèque di Pablo Flack e David Waddington a Shoreditch, nell’East London.
Il design dei prodotti richiama quello dei farmaci, “perché oggi la gente è ossessionata da integratori e trattamenti di botox”, ironizza Isamaya, che ha riproposto il concept di cena concettuale anche in collaborazione con Bistrothèque e Vogue China durante l’Art Basel di Hong Kong. Tra i piatti serviti, il (Bot) Ox Cheek, guancia di bue con scrub di sedano rapa e siringhe inserite, un chiaro riferimento ai filler iniettabili, e la Burnt Face Cream, una crème brûlée al caffè servita in un barattolo di vetro. Un approccio non convenzionale e sorprendente, perché “la bellezza deve essere un’emozione, una storia da raccontare, non solo estetica.”
Cosmesi pulita
Se Isamaya è stata tra i pionieri nel promuovere l’idea di prodotti di bellezza con ingredienti naturali ed edibili, integrandoli in cene a tema, oggi la cosmesi clean, ovvero ecologica, organica e senza sostanze chimiche, sta crescendo in modo esponenziale. Anche altri si sono avvicinati a questo settore partendo dalla cucina, come nel suo caso. La danese Tina Søogaard ha creato la linea di skincare Ecooking (www.ecooking.com) partendo dalla sua esperienza personale e dalla sua cucina domestica: dopo un’improvvisa perdita di peso e la conseguente pelle atonica, ha deciso di sviluppare, sperimentando con materie prime, flaconi e pentolini, i cosmetici più puri possibili, a base di oli 100% organici, talmente naturali da essere considerati edibili.
Dopo aver testato diverse formulazioni su di sé, conservandole in frigorifero in vasetti di marmellata e poi distribuite agli amici con feedback positivi, ha deciso di lanciare Ecooking, una linea senza parabeni e certificata vegana, ad eccezione di due prodotti, il Multi Balm e il balsamo per le labbra, che contengono cera d’api naturale. “Volevo che fossero prodotti onesti e trasparenti, con un elenco dettagliato degli ingredienti, alcuni dei quali così puri e naturali da essere edibili,” spiega la fondatrice di Ecooking, un nome che fonde “ecologico” e “cucinare”, riferendosi sia alle materie prime sia al luogo di nascita della gamma, la sua cucina. Pensare di spalmare una crema idratante o una maschera viso sul pane tostato può sembrare azzardato, ma il Multi Oil, un mix di oli di sesamo e jojoba ricco di principi attivi nutrienti, e il Sale, utilizzato come scrub, possono trasformarsi in deliziosi condimenti per insalate.
Alchimisti del sapore
I grandi chef spesso vanno oltre la semplice cucina e, come veri artigiani del cibo, sono attratti da contaminazioni e influenze sensoriali. Massimiliano Alajmo (www.alajmo.it), chef tre stelle Michelin del suo ristorante Le Calandre in provincia di Padova, ha lanciato qualche anno fa un kit composto da un vasetto di crema, un tubetto simile a quello del dentifricio con un’altra varietà di crema e uno stick tipo rossetto a base di burro di cacao. Più per gioco che per scopi cosmetici.
Le creme “Eccezionale” e “Favolosa” sono tuttavia rimaste in vendita sul suo sito web. Da notare: anche se la tentazione è grande, queste creme possono essere spalmate, ma non sul corpo. La ricerca di Alajmo per ingredienti essenziali lo ha anche portato a sviluppare, in collaborazione con il maestro profumiere Lorenzo Dante Ferro, una linea di profumi, The Essentials, da spruzzare sui piatti per intensificarne il sapore. Contengono solo oli essenziali di erbe, frutta e spezie, senza agenti chimici. Una celebrazione del cibo in tutti i sensi, anche da parte dello chef Ivano Ricchebono (www.ivanoricchebono.com), stella Michelin al suo The Cook da Cavo a Genova, che si è avvicinato al mondo della bellezza attraverso le fragranze Euthalia, scomponendole olfattivamente e ricreando poi, con le stesse note, un delizioso gelato. In futuro, sono previste nuove gelatine profumate. Perché la sinestesia in cucina è un elemento vivo e reale. —
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
