Dai confini dell’Asia all’Europa del Nord, esplorando i confini meno battuti della profumeria, troviamo gemme olfattive rare e storie di profumi che si discostano dai soliti noti del settore.
La profumeria di nicchia sta vivendo una nuova era, espandendosi oltre i confini del conosciuto. Brand che un tempo erano riservati agli intenditori ora si trovano anche nei grandi magazzini e nelle boutique di lusso, oltre che online. Tuttavia, al di fuori di questi circuiti mainstream, il mondo dei profumi offre ancora molte sorprese. Da laboratori artigianali in Cina e Lettonia a piccole produzioni in Romania e nel cuore di Londra, nascono fragranze che utilizzano idee, materie prime e racconti lontani dall’ordinario. Questi prodotti sono spesso difficili da reperire in Italia e richiedono di essere ordinati direttamente dalle aziende produttrici o tramite rivenditori specializzati. Abbiamo selezionato quattro marchi che condividono un tratto distintivo: la presenza tangibile del creatore dietro ogni essenza, piuttosto che una mera costruzione di marketing.
Esxence 2024
Meo Fusciuni, il profumo come viaggio interiore
Bruno Ruffilli
06 Marzo 2024
Voci dal Cielo, dalla Cina a Versailles
Sul palcoscenico di Esxence a Milano, una delle novità più intriganti è stata Voci dal Cielo. Poco diffusa in Italia, questa marca è un esempio luminoso del nuovo panorama della profumeria indipendente cinese. La genesi di Voci dal Cielo risale a molto prima della sua fondazione. Il suo creatore, Tianle Feng, cresciuto in una famiglia di profumieri, ha trascorso la sua infanzia nel laboratorio di suo padre. Tra il 2015 e il 2017, ha studiato all’ISIPCA di Versailles, per poi ritornare a lavorare nell’azienda di famiglia in Cina, la Tianjin Double Horse Flavours & Fragrances. Voci dal Cielo nasce come espressione personale di Feng, che trasforma eventi della sua vita in creazioni olfattive.

Questo marchio propone una profumeria moderna che non tenta di emulare le tradizioni europee. Il profumo eponimo, Voci dal Cielo, combina aldeidi ed eucalipto con incenso dell’Oman, labdano, oud di Hainan, sandalo, vetiver e patchouli. Re Gentile, ispirato alla visione di un leone nel Serengeti, mescola pepe nero e di Sichuan, fieno, hinoki, iris, incenso, cuoio e oud indonesiano. Le fragranze includono anche Primo Abbraccio, ispirato a un ricordo romantico in una spiaggia di Cannes, Lasciami Uscire e l’ultimo arrivato, Bacca Forte, centrato su una fragola sorprendentemente realistica. Parlando alla Luna è forse la creazione più emblematica del marchio: ispirata a una poesia di Su Shi del XI secolo, riflette la solitudine e la contemplazione lunare in una fragranza scura e riflessiva. Incenso, borneolo, assenzio e muschio di quercia precedono sandalo e iris, con una base di osmanto, cashmeran e castoreo, caldo e leggermente animale.
Personaggio
In odore di santità: viaggio nell’atelier di Filippo Sorcinelli, lo stilista dei Papi
Bruno Ruffilli
13 Gennaio 2026
Quasi Umano, atmosfere di un futuro possibile
Il brand più recente tra quelli selezionati, Quasi Umano, è stato fondato in Romania da Goran Bajazetov, un designer e creativo con oltre vent’anni di esperienza nel campo della comunicazione visiva, della narrazione e dello sviluppo di prodotti tecnologici. La sua incursione nel mondo delle fragranze è quasi un’estensione naturale della sua espressione artistica, passando da un medium visuale a uno più evocativo e meno tangibile come l’odore. Fondato nel 2025, il marchio ha debuttato nel 2026 con la sua prima collezione completa, proponendo un concetto innovativo. Quasi Umano immagina un’entità post-umana che riflette a distanza su cosa significhi avere un corpo e percepire sensazioni come la pioggia o il desiderio. I profumi del marchio fungono da “segnali” per trasmettere questi ricordi. Evitando la struttura tradizionale delle note olfattive, Quasi Umano descrive come ciascuna fragranza si modifichi sulla pelle in base a temperatura, consistenza e atmosfera.

La collezione Primo Segnale include cinque extrait de parfum al 25%: Pioggia Silenziosa, Speranza nel Deserto, Ponti in Fiamme, Codice Rituale e Caro Futuro. Tutti lanciati nel 2026, rappresentano diversi stati o fasi dell’esperienza umana. Questi profumi sono astratti e inusuali, ma forse Caro Futuro è quello che meglio rappresenta l’estetica fantascientifica del marchio: Bajazetov immagina l’odore di un futuro ordinato, silenzioso e quasi post-umano, parlando di ozono, pelle luminosa, “calore digitale” e luce ambrata. L’effetto è pulito ma alienante, metallico e sintetico, con un elemento caldo che contrasta la freddezza iniziale. Pioggia Silenziosa è costruito intorno all’odore della pioggia che cade sulla terra e sulle superfici ancora calde: terra bagnata, cemento, accordi verdi e ozonici ricreano il petrichor, con l’impressione del vapore che sale dall’asfalto dopo un temporale estivo. Si apre freddo, minerale e umido, per diventare gradualmente più caldo e luminoso, come quando il sole ritorna dopo la pioggia. Ponti in Fiamme parte dall’idea di bruciare ciò che ci lega alla vita precedente per raccontare un momento di rottura e trasformazione: legni bruciati, fumo e spezie producono inizialmente l’impressione di un fuoco lento, che poi si addolcisce lasciando emergere note che ricordano chiodi di garofano e cannella.
La novità
Max Richter 01, un profumo da ascoltare
di Bruno Ruffilli
30 Ottobre 2025
Maya Njie, olfatto e memoria
La storia di Maya Njie inizia con vecchie fotografie di famiglia. Nata a Västerås, in Svezia, da madre svedese e padre gambiano, Njie si trasferisce a Londra poco dopo aver compiuto diciannove anni. Studia design tessile e fotografia alla University of the Arts London e, lavorando sulle immagini dell’album di famiglia, inizia a interrogarsi sugli odori dei momenti rappresentati: una casa estiva immersa nei boschi svedesi, l’appartamento dei nonni, un matrimonio negli anni Sessanta e Settanta.
Senza una formazione formale in profumeria, Njie si è avventurata nella creazione di profumi sperimentando con oli essenziali, resine e molecole aromatiche. Nel 2016, ha fondato a Londra Maya Njie Perfumes. La doppia eredità scandinava e gambiana rimane centrale nel suo approccio: più che un repertorio di ingredienti esotici, Njie si concentra sulla trasformazione di ricordi personali, luoghi e fotografie in profumi.
La sua fragranza più nota è probabilmente Cedro Nordico, che si sviluppa attorno a cedro, patchouli e cardamomo. Vanilj offre invece una interpretazione più secca e speziata della vaniglia, diversa dalla tradizionale gourmand; Tobak esplora il tabacco, il cuoio e le tonalità affumicate. Tra i primi profumi del marchio ci sono anche Le Fleurs e Tropica, mentre negli anni sono arrivati Osservatore Verde, Ambra Liquida, Syren e Syrus. Tra i più interessanti c’è Opio Etiopico, ispirato al Gambia e alle palme Borassus aethiopum: un profumo scuro e terroso in cui terra bagnata, caffè, cuoio e vetiver si fondono con olibano e thiouraye, la tradizionale miscela di incenso profumato dell’Africa occidentale. Molto diverso dall’incenso ecclesiastico europeo: umido, speziato, quasi minerale. Perfettamente unisex, moderno ed elegante ma anche molto portabile, Opio Etiopico ha vinto l’Artisan Award agli Art and Olfaction Awards.
Colloquio
Dal vino alla profumeria di nicchia: la storia di Gini Parfum
di Bruno Ruffilli
07 Febbraio 2026
Nōrtean, essenze dal Baltico
Arturs Petersons ha lanciato Nōrtean nel 2023 a Riga, in Lettonia, un territorio non tradizionalmente associato alla grande profumeria. Petersons afferma che i suoi primi ricordi olfattivi derivano dal giardino della casa di campagna della sua famiglia, ricco di fiori ed erbe aromatiche durante l’estate. Da questo contesto nasce un’estetica fortemente legata al Nord Europa, alla flora baltica, ai miti e a una certa visione malinconica e riflessiva della natura.
I primi tre profumi, Ertale, Cenere e Erbario, si ispirano alla flora baltica. Successivamente, Petersons ha iniziato a creare composizioni più narrative. Liblium, del 2024, è forse il miglior esempio: cerca di ricostruire l’odore e il ciclo di vita di un libro. Inchiostro, petitgrain e cannella introducono la composizione, seguiti da papiro, fava tonka e storace, con patchouli, vetiver e cedro sul fondo. Il risultato evoca carta stampata e vecchie biblioteche.
Ancora più originale è Serpense, del 2025, nato da un sogno ricorrente dell’autore in cui veniva morso da un fiore. Il riferimento diventa una reinterpretazione del Giardino dell’Eden, nel quale il serpente è sostituito da una pianta: edera, mela e artemisia precedono giglio, assenzio e rosa, mentre vetiver, boswellia e muschio bianco formano la base. Oggi il catalogo di Nōrtean include anche Cadenza, creato per il Scent+Art Festival 2026 di Riga. Petersons ha collaborato con due artisti argentini: Maria Zegna, artista transdisciplinare che ha realizzato la performance, e Bruno Mesz, musicista, ricercatore e artista che ne ha composto la parte musicale. Profumo, performance, video e musica formano quindi un’opera multisensoriale unica. Nella fragranza, yerba mate e palo santo introducono elementi del Sud America nel linguaggio nordico di Nōrtean e dialogano con arancia sanguigna, pepe bianco, petrichor, balsamo del Perù e amyris. Il risultato è un profumo originale ma molto portabile.
Profumi
Comme des Garçons To Vetiver, il futuro antico del vetiver
di Bruno Ruffilli
25 Maggio 2026
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
