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Settimana della Moda a Milano: la rinascita degli abiti di Antonio Marras dal Montiferru in cenere!

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Di Federico D'Angelo

Milano Fashion Week, i poetici abiti di Antonio Marras risorgono dalla cenere del Montiferru

Le creazioni di Antonio Marras sono vere e proprie opere poetiche, arricchite da intarsi e dettagli ricamati, camice ornate di pizzi raffinati (ognuna un pezzo unico), completi sartoriali e giacche decorate con motivi floreali ispirati a vecchie carte da parati. Sono indossati da giovani modelli selezionati da Marras per il suo video di moda, girato in una remota area del Montiferru in Sardegna, recentemente colpita da incendi devastanti che hanno distrutto un’immensa foresta di lecci, querce e castagni. «Dopo il disastro del fuoco, assistiamo a una rinascita e la mia collezione celebra questa nuova vita che germoglia attraverso la bellezza», racconta Marras, che con ogni nuova collezione celebra e onora la sua terra natale.

Il docu-film di dieci minuti realizzato da Marras presenta una scenografia dominata dai terreni anneriti e da immagini di desolazione, ma è proprio in questo contesto che emerge il romanticismo della sua collezione. Questa è intrisa di speranza e presenta abiti eleganti con motivi a righe e floreali, tulle, e giacche che rappresentano veri e propri capolavori di artigianato. Le ampie gonne vengono abbinate a reggiseni gioiello strutturati, ispirati a quelli indossati da Marilyn Monroe, reinterpretati da Marras per essere mostrati sotto blazer o maglioni tricot grossi e decorati.

La narrazione che accompagna la sfilata è eseguita da giovani sardi, amici dei figli di Marras, Leo ed Efisio. La voce è quella della cantante Nada che, rifacendosi a un suo famoso brano, esprime: «Avevo una ferita profonda nel cuore, ma col tempo l’ho cucita. Ora è un ricamo nel profondo del cuore». Il video si conclude con la presentazione di una camicia su cui è ricamato, con ago e filo, il volto di Santu Lussurgiu, un santo guerriero molto venerato in Sardegna, accompagnato dall’invocazione «proteggici».

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