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«Succederà questa notte»: l’interpretazione unica dell’amore secondo Nanni Moretti

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Di Giulia Moretti

«Succederà questa notte», l'amore secondo Nanni Moretti

Sul set dell’ultima pellicola di un noto regista, tratta dalle opere di Eskhol Nevo, con la presenza di Jasmine Trinca e Louis Garrel.

Jasmine Trinca e Nanni Moretti (foto Alberto Novelli)

«Le riprese solitamente erano un periodo di grande stress e fatica. Ma da qualche tempo a questa parte, sono diventate per me fonte di energia e piacere», esprime con entusiasmo Nanni Moretti dal set nel quartiere romano di San Saba, dove si sta girando Succederà questa notte. «È un film che esplora l’ineludibilità dell’amore», tenta di riassumere il regista, che si ritrova nuovamente nei panni del padre di Jasmine Trinca a quasi un quarto di secolo da La stanza del figlio, pellicola che gli fruttò la Palma d’oro. «Tuttavia, il mio ruolo è marginale», premette.

Al centro della trama, troviamo il legame tra Jasmine Trinca e Louis Garrel, ovvero Greta e Matteo. Lei è madre di una ragazza problematica, Anna, interpretata dall’esordiente Elisabetta Traversa, mentre lui è padre di un adolescente avuto con una donna svedese (Melina Akerman Kvie) che non ha partecipato alla sua crescita e lo incontra solo quando il ragazzo ha 14 anni. «I legami familiari sono cruciali, in particolare quelli tra madre e figlio e tra madre e figlia», enfatizza Moretti. Liberamente, insieme alle co-sceneggiatrici Federica Pontremoli e Valia Santella, ha tratto ispirazione da alcuni racconti di Eshkol Nevo presenti nella raccolta Legàmi (edita da Feltrinelli): Hungry Heart, Meno drammi possibile, Forty-love, Come l’acqua e Campane.

Greta e Matteo sono protagonisti della scena che si svolge all’aperto, una complessa coreografia sulle note di She’s A Rainbow dei Rolling Stones. «Un brano che ho sempre avuto in mente. Quando l’ho comunicato a Domenico Procacci — che produce il film con Fandango in collaborazione con Sacher e Rai Cinema — ha pensato fosse una provocazione, visto il costo già elevato della produzione. Ma gli ho assicurato che era serio», racconta Moretti.

Il risultato è una performance su cui, seguendo uno spartito di sceneggiatura, Trinca, Garrel e una ventina di ballerini e comparse si cimentano oggi, sotto la direzione di due coreografe. «È il proseguimento di una danza iniziata tra loro due all’interno. Continuano all’esterno e la gente si unisce a loro», spiega il regista.

Curiosi e divertiti, i residenti del quartiere dietro viale Aventino osservano la scena. Solo una signora con il suo cane sembra infastidita. I ballerini, tra professionisti e amatori, mostrano grande energia. «Non sono un’esperta di danza — ammette ridendo Jasmine Trinca — ma le coreografe dicono che Louis ha il groove. Io, invece, ho la disciplina».

L’atmosfera sul set è vivace, e l’età media della troupe è piuttosto giovane. «Quanto sono paziente con voi, quasi non mi riconosco», scherza Moretti, ma non troppo. Non è la prima volta che adatta un’opera di Nevo. «Ma in Tre piani non c’era spazio per alleggerire o introdurre elementi comici. Qui, invece, abbiamo trovato più spunti per divertirci». Lo scrittore israeliano ha visitato il set. «È venuto il giorno in cui abbiamo girato una scena fuori dalla scuola dove ho terminato il liceo, il Lucrezio Caro al Villaggio Olimpico. Al Tasso mi bocciarono e gli ultimi tre anni li ho fatti lì». Nevo si è limitato a leggere il soggetto. «Non la sceneggiatura completa, sapeva che avevamo intrecciato le sue storie».

Le riprese sono iniziate il 1° settembre, a Torino, poi a Roma, con un’anticipazione a giugno a San Sebastian. «Per il tour europeo di Bruce Springsteen, perché lì c’era anche una replica tre giorni dopo. Con Garrel e Hippolyte Girardot, che interpreta suo padre, abbiamo scelto quel concerto». Mancano solo poche settimane alla fine delle riprese.

Ogni sabato Moretti riunisce la troupe e gli attori coinvolti nelle riprese dei giorni passati (nel cast anche Angela Finocchiaro, Andrea Lattanzi, Elena Lietti, Antonio De Matteo) per visionare insieme il materiale girato. «È una pratica un po’ desueta ma molto utile per apportare correzioni in tempo reale. Siamo in tanti, partecipano anche i più piccoli: abbiamo un neonato di due mesi e uno di cinque, oltre a un bambino di otto anni, a meno che non si tratti di scene non adatte a loro. L’ambiente è molto gioioso. Non è fantastico?».

E così, tra entusiasmo e creatività, si gira il nuovo film di Nanni Moretti.


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