La leggendaria Maison in esposizione al Petit Palais di Parigi fino al 7 Settembre
Dal 15 aprile al 12 novembre del 1900, a Parigi si svolse l’Exposition Universelle, un evento memorabile che attrasse oltre 50 milioni di visitatori. Uno degli aspetti più celebri dell’esposizione fu la moda, con il rinomato “Palais du Costume” che presentava trenta scenari raffiguranti figure in cera in contesti storici e contemporanei. Uno dei quadri più ammirati fu “Prepararsi per andare all’Opera”, che mostrava le ultime creazioni di Maison Worth. Oggi, al Petit Palais di Parigi, si tiene la mostra “WORTH. Inventer la haute couture”, che esplora la storia della Maison fondata dal brillante stilista inglese Charles Frederick Worth, divenuta simbolo del lusso parigino.
La mostra comprende più di 400 pezzi tra abiti, accessori e opere d’arte, che illustrano l’ascesa e il successo duraturo della Maison. L’esposizione copre un arco temporale che va dal Secondo Impero fino al periodo tra le due guerre mondiali, durante il quale la Maison si dedicò a iniziative benefiche e fu trasformata in un ospedale. Worth iniziò la sua carriera come commesso presso il rinomato mercante Gagelin e ben presto dimostrò il suo talento. L’ambizioso giovane decise allora di avviare una propria attività in un contesto favorevole e vivace, conquistando una clientela d’élite, tra cui la principessa di Metternich, l’imperatrice Eugenia e l’americana Lady Curzon. “Le mie amiche dall’altra parte dell’oceano sono sempre benvenute,” dichiarava il couturier, “hanno ciò che io chiamo le tre ‘F’: figura, franchi e fede! Ecco perché adoro vestirle.”
Worth creò il “tea gown” da indossare in casa e diversi tipi di abiti, dai vestiti da giorno a quelli da lutto, da ballo e mantelli, oltre a capi per donne in gravidanza. Rivoluzionò il design della crinolina, promosse l’uso delle sete di Lione e fece largo uso di guarnizioni, merletti, ricami e passamanerie. Un ruolo chiave fu ricoperto da sua moglie, Marie Vernet, attenta alle esigenze delle clienti. I loro modelli, di grande pregio, ottennero fama mondiale e il solo indirizzo n. 7 di Rue de la Paix divenne un simbolo di incanto. Molte donne dell’alta società, per essere immortalate dai pittori più noti, scelsero di indossare gli splendidi abiti di Worth. Alcuni di questi dipinti ora arricchiscono ulteriormente la mostra parigina, mostrando lo splendore di un’era passata attraverso il lavoro eccezionale di Worth.
Dopo la scomparsa del fondatore
Dopo la morte di Charles Frederick Worth, i suoi figli Jean-Philippe e Gaston presero il comando dell’azienda e continuarono a scrivere la storia della Maison, adattandosi ai cambiamenti dei tempi. La capacità di Worth di captare l’essenza delle epoche si rifletteva nella costante innovazione e reinterpretazione dello stile. Attraverso documenti e fotografie, i visitatori della mostra possono gettare uno sguardo all’interno dell’atelier, un luogo di fervida attività che impiegava quotidianamente migliaia di persone tra “couturières”, “premières d’atelier”, “tailleurs”, “dessinatrices”, “manutentionnaires” e altri impiegati, senza dimenticare gli imballatori e i fotografi, fondamentali anche per proteggere i modelli dai tentativi di contraffazione.
È interessante notare come Worth si avvalesse anche del supporto della stampa specializzata, come “La Gazette du Bon Ton”. Gli anni Venti videro l’ascesa dei nipoti di Gaston, che portarono l’azienda verso la modernità. Nacque un altro mito, il “bleu Worth” e nel 1924 fu creato il primo profumo, “Dans la Nuit”, seguito da altri. I flaconi erano opera di Lalique. La mostra offre anche un dispositivo olfattivo coinvolgente, realizzato in collaborazione con “Osmothèque, Conservatoire International des Parfums”. Inoltre, quattro video del giornalista Loïc Prigent mostrano il “making of” della realizzazione di quattro abiti emblematici dell’epopea Worth.
La storia di Charles Frederick Worth non è solo una narrazione di stile, ma anche l’inizio di un nuovo modo di organizzare l’industria dell’alta moda. Con lui nacquero importanti innovazioni, dalla firma sui capi alla stagionalità delle collezioni, guadagnandosi la reputazione di “tiranno autocrate e geniale” tra i suoi contemporanei. Oggi, il suo impatto rivoluzionario continua a essere celebrato in romanzi, film e serie televisive, come nel descrizione del viaggio di nozze dei protagonisti in “L’età dell’innocenza” di Scorsese, dove “partirono per i luoghi usuali che May non aveva mai visto… A Parigi fu lei che ordinò degli abiti. C’erano bauli pieni di abiti di Worth”.
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
