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Courrèges vs Rochas: Scontro tra talenti emergenti nel mondo della moda!

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Di Federico D'Angelo

Courrèges vs Rochas, sfida aperta tra due giovani stilisti in ascesa

Un’altra volta, nella stessa giornata dedicata alla settimana della moda, si è rinnovata la competizione tra due emergenti talenti del panorama fashion parigino. Da un lato, troviamo Nicolas Di Felice, belga di origini italiane, con una personalità vivace e molto dedito al lavoro. I suoi nonni, provenienti dall’Abruzzo e da Bracciano, emigrarono a Charleroi per lavorare nelle miniere. Nicolas ora ricopre il ruolo di direttore creativo per Courrèges. Dall’altro lato, abbiamo Charles de Vilmorin, cresciuto nell’alta società parigina, con un aspetto delicato e capelli lunghi, che ricorda il giovane Yves Saint Laurent. Proveniente da una famiglia di rilievo, con una prozia scrittrice molto nota, Charles è il direttore artistico di Rochas. Entrambi hanno svelato le loro collezioni autunno-inverno 2022 a poche ore di distanza: per Nicolas è stata la terza occasione, per Charles la seconda.

Nel raccontare l’evento, è emerso chiaramente che Nicolas ha avuto la meglio, ma analizziamo più da vicino i dettagli, o meglio, gli abiti. L’evento di Courrèges si è tenuto in un piccolo vicolo dell’undicesimo arrondissement, una zona popolare ora gentrificata. Un corridoio lungo e sinuoso portava a una sala dove sul pavimento c’era un cumulo di lattine schiacciate che riflettevano l’effetto argenteo del cosiddetto Space Age, una visione futuristica portata avanti da André Courrèges negli anni ’60 e ’70, l’innovatore dell’abito trapezio. «Esplorando l’archivio – ha rivelato Nicolas nel backstage – ho scoperto nuovi elementi grafici e forme geometriche che ho voluto valorizzare».

Questi elementi si sono manifestati nella collezione attraverso l’uso di forme geometriche come quadrati, triangoli e cerchi, applicati sui tessuti e su anorak ampi e affascinanti, come quello color bordeaux. Guardando ancora nell’archivio, «ho trovato le foto di una campagna pubblicitaria del 1973, in cui le modelle erano posizionate dentro il relitto di un’auto, non più nei salotti immacolati della maison. Quella scena mi ha ricordato la mia Charleroi e mi ha spinto a superare una certa immagine stereotipata di Courrèges». La nuova collezione si presenta quindi molto rock e seducente, con inserti e aperture insolite, prediligendo materiali come pelle e vinile. Da menzionare anche alcuni accessori, come il cappello con visiera e gli occhiali XXL che coprono completamente il volto, conferendo un forte impatto rock.

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Il raffinato Charles, invece, ha presentato la sua collezione presso il consueto Palais de Tokyo, cuore dell’arte moderna e contemporanea per l’élite parigina. Il romanticismo di Rochas, questa volta, si è tinto di toni gotici e barocchi, con abbondanza di ruches, colli esagerati e calzature imponenti, dominati da un inconfondibile nero. «Questo nero è un nero invernale – ha spiegato de Vilmorin –, una sorta di ossessione per me. Un nero opaco che a volte brilla, giocando con la luce e le trasparenze della luna piena. Talvolta emergono sfumature di blu elettrico, smeraldo, color cioccolato… Un abito nero non deve dimostrare o nascondere nulla. È diretto». Lo stilista ha aggiunto che, rispetto alla collezione precedente, più radicale e influenzata da estetica techno, manga e punk, ha voluto ritornare a un certo classicismo, forse riscoprendo anche la tradizione di Rochas. Il risultato è stato un’interpretazione degli abiti piuttosto cerebrale e non immediatamente accessibile, decisamente sorprendente. Da notare anche le unghie lunghe e molto scure delle modelle, in stile strega. Un tocco decisamente dark, forse troppo.

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