Accoglienza » Lifestyle » Matteo Sorbellini rivela: “Sono un anti-minimalista e ne vado fiero!”

Matteo Sorbellini rivela: “Sono un anti-minimalista e ne vado fiero!”

Foto dell'autore

Di Federico D'Angelo

Matteo Sorbellini: “Sono un anti-minimalista e me ne vanto”

La visione unica di uno stilista contro il conformismo

Avendo collaborato con Vivienne Westwood a Londra, l’influenza è palpabile nella sua ultima collezione Alabastro, lanciata in concomitanza con la settimana della haute couture a Parigi. “È stato lì che ho iniziato a capire veramente la moda, lei mi soprannominava ‘my concept boy'”, rivela lo stilista. “I momenti più intensi di creatività li ho vissuti mentre cercavo i tessuti giusti, un’arte che ho imparato proprio lì”. Matteo Sorbellini, che ha stabilito il suo quartier generale a Riccione con la sua boutique-hub ‘Vip Room’, dove propone anche shopper in edizione limitata, si dichiara fieramente anti-minimalista. Non cerca di piacere a tutti. Le recensioni su di lui variano da “super”, “fantastico”, “top”, “geniale” a “terribile” e “ma chi si vestirebbe così?”. Insieme alla moglie Monica, affettuosamente chiamata Monichina, protagonista di una linea di felpe, condivide la vita quotidiana, il lavoro e uno stile eccentrico (pellicce, piume, frange, stampe, tutto insieme) su Instagram, dove hanno accumulato un vero e proprio fan club.

Un esempio è dato dalla collezione Atomica, ispirata al tema attuale della guerra nucleare, dove Sorbellini immagina gruppi di persone racchiuse in un bunker di lusso, danzanti e indifferenti agli eventi esterni. Con forme e volumi audaci e tessuti di pregio come satin, mikado e ricami Jais, la collezione si distingue.

Un percorso di vita attraverso la moda

Cresciuto con una madre sarta e una fervente passione per la moda, è stato una figura emblematica della vita notturna degli anni ’90, un periodo che egli adora. Dopo aver affrontato dipendenze, una crisi religiosa e la nascita di una figlia, che ha rappresentato una nuova fonte di ispirazione, ora si sente libero di esplorare la creatività senza limiti.

Leggi anche  Donne sorridenti: un progetto rivoluzionario di solidarietà ed empowerment!

La collezione Alabastro non solo vanta tessuti eccezionali come georgette, mikado, e organza di seta con finiture in platino, ma rappresenta anche una sorta di enciclopedia della moda. Vi si trovano echi del New Look di Christian Dior, la teatralità di un John Galliano nei suoi anni migliori, un tocco di Vivienne Westwood e una spruzzata di Alexander McQueen. Abiti che sono un inno ai volant e alle ruches, un abito lungo etereo fatto di foulard, un accenno di giallo che ricorda Rihanna al Met Gala, e una cappa reversibile. Sorbellini predice la fine dell’era dell’uniformità e del quiet luxury, proclamando il ritorno del desiderio per capi unici e straordinari, un trend fortemente influenzato da Alessandro Michele e il suo approccio al massimalismo. “Il minimalismo è arte per pochi, e troppo minimalismo si riduce a mera copertura. Ma questo non è moda”, sostiene con convinzione. L’obiettivo è creare abiti senza tempo, perciò eternamente contemporanei.

Nell’ambito del suo eclettismo, cita spesso Luis Sepulveda, dal romanzo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare: “Vola solo chi osa farlo”. E lui osa decisamente molto.

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi questo articolo :

Lascia un commento