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Cinque segnali inquietanti che tutti i perversi narcisisti hanno in comune

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Di Alessia Romano

Il narcisista perverso non indossa una targa luminosa né suona il campanello di casa gridando: “Attenzione, sono qui per manipolarti!”. Eppure, dietro i loro sorrisi affascinanti, questi maestri della manipolazione condividono segnali inconfondibili, se solo si osserva con attenzione. Scoprire questi tratti può essere tanto utile quanto aprire l’ombrello quando scorgi nuvoloni all’orizzonte: forse non sarai mai psicologo, ma almeno non rimarrai bagnato!

Come riconoscere il narcisista perverso: più difficile che beccare un camaleonte!

Individuare un narcisista perverso non è una passeggiata, soprattutto se la psicologia non è pane quotidiano. Queste persone provano piacere a trattare gli altri come oggetti da manipolare a proprio piacimento e, secondo quanto riportato, esistono cinque tratti comuni tra loro. Riconoscerli non è scontato, ma chi osserva con attenzione può cogliere questi segnali.

Segnale 1: Manipolatore per vocazione

Il narcisista perverso è, prima di tutto, un manipolatore nato. Si diletta a giocare sulle debolezze e sulle emozioni altrui. Non gli manca la parlantina: sa confondere l’interlocutore con maestria, spesso facendo allusioni durante le conversazioni. Non aspettatevi frasi dirette: preferisce giocare con le parole e lasciare che siate voi a sentirvi in colpa. Se avete accanto una persona che si diverte a manipolare, attenzione: potreste trovarvi davanti uno di loro.

Segnale 2: Re delle false promesse (e della “perfetta” adattabilità)

Essere in coppia con un narcisista perverso? Un’avventura che di solito finisce male… Queste persone sono specialisti delle false promesse e dei finti impegni. Fanno di tutto per conquistare la fiducia (e magari il cuore) del partner, cercando di mostrarsi come il compagno ideale. Adeguano gusti e abitudini per far credere che siete voi al comando. Purtroppo, sono solo illusioni. E per rendere il tutto più credibile, non esitano a snocciolare frasi preconfezionate, tipo:

  • “Sei l’unica che mi capisce, con te mi sento una persona nuova”
  • “Non ho mai conosciuto un amore così se non con te”
  • “Al tuo fianco mi sento libero come l’aria, sono la versione migliore di me”
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Tutte favole che servono solo ad abbindolare e far credere di essere la loro anima gemella. Una volta incastrato nella rete, il narcisista passerà al vero e proprio controllo.
Occhio: queste relazioni finiscono spesso male, perché il manipolatore vede gli altri come semplici oggetti.

Segnale 3: Bisogno costante di essere in cima

Il narcisista perverso non accetta mai di stare in fondo alla scala. Vuole sempre restare in cima, dimostrando la propria supremazia. Per lui, le altre persone sono solo distrazioni e mezzi per il proprio piacere. Per quanto possa essere sottile, non riesce a mascherare questa natura, e anche se finge umiltà, prima o poi si smaschera da solo. Basta osservare durante una conversazione: ha sempre qualcosa da dire, spesso mostradosi il più colto tra tutti. Qui non si parla di semplice cultura generale, ma della volontà di imporre il proprio punto di vista, credendo di avere sempre ragione.

Segnale 4: Immaturità emotiva e centralità di sé

Emotivamente? Un vero bambino che pensa che il mondo debba girare solo intorno a lui. Gli altri? Praticamente non esistono. Che la relazione sia amorosa o solo amicale, ai sentimenti e bisogni altrui non presta mai attenzione. È proprio questa egocentricità a rendere le relazioni con un narcisista così stancanti e noiose. Sentendosi superiore, non è capace di ammettere difetti né di correggersi. Le critiche, anche quelle costruttive, sono bandite. Troppo orgoglioso per lasciare spazio agli altri: tutti, secondo lui, dovrebbero stare ai suoi piedi e obbedire ciecamente.

Segnale 5: Instabilità emotiva a comando

Con lui, basta un niente (o anche meno!) per cambiare umore. Passare da felicità a tristezza in un minuto? Possibilissimo. Da uno stato calmo a uno nervoso o eccitato? Routine. E se cerchi di capire cosa sia successo, rischi solo di perdere tempo, perché questa instabilità emotiva è la sua unica costante.

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Conclusione
La morale della storia? Solo chi osserva davvero può riconoscere questi segnali inquietanti. Impariamo, quindi, a prestare attenzione alle parole, ai gesti e – perché no – anche ai dettagli apparentemente insignificanti. Smascherare un narcisista perverso non sarà facile, ma almeno potrai evitare di essere la prossima “vittima” della sua insaziabile sete di controllo. Dopotutto, anche il camaleonte prima o poi cambia colore nel momento (s)bagliato!

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