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“Io e mio marito non litighiamo mai”: il trucco sorprendente delle coppie felici

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Di Alessia Romano

“Io e mio marito non litighiamo mai”: la frase che fa sognare (e anche sospettare un po’), ma che cosa c’è davvero dietro la serenità delle coppie? Esiste davvero un trucco o una ricetta magica? Se credete che si tratti solo di fortuna, preparatevi: la realtà è più sfaccettata (e interessante) di quanto immaginiamo.

Che cos’è l’amore, nel concreto quotidiano?

A volte ci interroghiamo: cos’è davvero l’amore? E soprattutto, come si fa a farlo durare senza ridursi a fare la conta dei piatti rotti? Prima di parlare di trucchi, serve una solida base: l’amore è ciò che tiene insieme due persone, ma non basta che si guardino negli occhi come nei film. Perché una coppia «sia una coppia», serve un amore durevole, ma anche differenza e complementarità. Detto semplice: bisogna essere diversi e — responsabilità non da poco — recitare ruoli differenti e complementari, maschile e femminile, indipendentemente dal sesso biologico di ciascuno.

Questa differenza profonda fa sì che uomo e donna a volte sembrino “stranieri” uno per l’altro. Anzi, possono risultare persino ostili, eppure — sorpresa delle sorprese — non possiamo vivere l’uno senza l’altra. C’è della poesia e anche della pura realtà in quest’alternanza di prossimità e distanza.

La famosa allegoria dello sgabello di Juan David Nasio

Vale la pena soffermarsi sull’immagine geniale proposta da Juan David Nasio, che ha scelto come simbolo della stabilità di una coppia niente meno che… uno sgabello a quattro gambe! Prima di alzare gli occhi al cielo, pensateci: ogni sgabello serio ha bisogno di essere sorretto da quattro gambe per non farvi finire per terra.

Ecco i quattro pilastri su cui poggia una relazione stabile e duratura:

  • Sessualità: il pilastro più importante. Non ci giriamo intorno: una relazione senza intimità rischia di diventare un’amicizia con benefit sempre più scarsi.
  • Ammirazione reciproca: sentirsi stimati e stimare l’altro crea un ponte potentissimo. Si può vivere senza, ma la vita di coppia ne risente, altroché.
  • Rituali: non serve sacrificare una capra davanti alla lavastoviglie, basta condividere quei piccoli gesti ripetitivi che sanciscono intesa, appartenenza e continuità.
  • Mobilità nei ruoli: il segreto “dinamico”. Ogni partner deve poter cambiare ruolo a seconda delle situazioni, senza fossilizzarsi in una parte fissa, mantenendo equilibrio e novità tra maschile e femminile.
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Solo così la coppia resta stabile e — “miracolo”! — si sviluppa.

La concessione… senza perdere sé stessi

Due ingredienti fondamentali completano la ricetta, perché nessuno vuole un amore che soffoca. Per far durare davvero l’unione, ciascun partner deve sapere fare concessioni reciproche (e qui, sì, anche la pazienza è una virtù), ma soprattutto riconoscere e rispettare la solitudine necessaria dell’altro. Eh sì: amare non significa possedere, ma saper lasciare spazio, perché anche i migliori strumenti vibrano meglio se non sono stretti troppo forte.

L’altra metà del cielo… e il rovescio della medaglia

C’è una verità a cui non si sfugge: la persona che amiamo sa tirar fuori il meglio di noi stessi. Questo, sulla carta, è meraviglioso. Ma attenzione: proprio perché diverso da noi, il partner può anche limitarci, frenare i nostri desideri e — qualche volta — farci soffrire. Insomma, la relazione è il luogo dove incontriamo sia la gioia sia il limite, e fa parte del gioco.

In conclusione, nessuna coppia felice ha trovato “il bottone segreto”: l’amore solido si conquista giorno dopo giorno attraverso differenza, complementarità, rispetto e molta flessibilità. Se pensate che «mai litigare» sia la perfezione, ripensateci: spesso è la capacità di gestire le differenze, più che la loro assenza, a rendere un rapporto davvero speciale. Ditelo pure a vostro marito: lo sgabello con quattro gambe, in fondo, regge meglio di una promessa d’eterno silenzio!

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