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Quante docce fare davvero dopo i 60 anni? La risposta sorprende tutti

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Di Alessia Romano

Quante docce fare davvero dopo i 60 anni? La risposta sorprende tutti (spoil: la vostra pelle vi ringrazierà…)

Abitudini d’igiene: tra mito e realtà

Molti di noi sono cresciuti con una regola quasi scolpita nella pietra: lavarsi ogni giorno, magari cantando con entusiasmo sotto la doccia. Questa abitudine, molto diffusa socialmente in Francia, non è però una verità universale – anzi, secondo i dermatologi non è affatto obbligatoria, soprattutto dopo una certa età. Lavarsi troppo spesso può addirittura rivelarsi nocivo per la pelle, causando secchezza, irritazioni, allergie cutanee o addirittura eczema.

Perché ridurre la frequenza delle docce dopo i 60 anni?

Via via che passano gli anni, la pelle cambia: è questa la vera sorpresa! Più si avanza con l’età, più occorre distanziare le docce. Perché? Perché la pelle con il tempo si secca e produce meno sebo. La dottoressa Sylvie Meaume, dermatologa e responsabile del servizio di Geriatria Ferite e Cicatrizzazione di AP-HP Rothschild, è chiara: “Gli anziani hanno una pelle più sottile e più secca, che tira e prude più frequentemente rispetto alle persone più giovani.”

In pratica, quando ci si lava con il sapone, si elimina una parte del film idrolipidico che protegge la pelle e che, con l’avanzare dell’età, fa fatica a ricostituirsi. E come se non bastasse, lavaggi troppo frequenti eliminano anche quei “batteri buoni” e i microrganismi utili che naturalmente ci proteggono.

Istruzioni per l’uso: come lavarsi dopo i 65-70 anni?

Ma allora… dobbiamo diventare eremiti odorosi? Niente affatto! L’igiene è fondamentale e ci sono numerosi accorgimenti da prendere per mantenere la pelle in salute:

  • L’ideale, dai 65-70 anni in poi, è risciacquare il corpo ogni giorno, ma utilizzare il sapone solo un giorno sì e due no, senza strofinare troppo la pelle. In definitiva, parliamo di circa 2 docce a settimana con sapone (e meno canti sotto l’acqua bollente!).
  • Risciacquo quotidiano impossibile? Basta detergere ogni giorno le zone “critiche”: ascelle, tra le dita dei piedi e parti intime.
  • Bandita l’acqua bollente: meglio una doccia tiepida. E non fate maratone – secondo i ricercatori della Harvard Medical School, 3-4 minuti sono sufficienti!
  • Evitate i prodotti contenenti tensioattivi: sulle etichette, fate attenzione a parole come “solfati”, “polietilene”, “acidi”, “sodio”…
  • Favorite oli doccia, panetti dermatologici o saponi grassi che rispettano la fragilità della pelle matura.
  • Asciugarsi con cura: meglio tamponare delicatamente la pelle con l’asciugamano, piuttosto che strofinarsi energicamente.
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Ovviamente, tutte queste raccomandazioni vanno adattate secondo le stagioni, le condizioni meteo, il tipo di pelle, lo stato di salute, le attività svolte e soprattutto il livello di autonomia della persona.

Igiene non significa solo doccia

La dottoressa Meaume avverte: “Attenzione a non cadere nell’effetto opposto, ovvero una trascuratezza dell’igiene corporea con l’avanzare dell’età.” La giusta misura è la chiave! Oltre alle docce, mantenere una buona igiene passa anche dal cambio regolare di vestiti e biancheria.

  • Lavarsi non vuol dire solo passare sotto la doccia, ma prendersi cura del corpo nel suo insieme.
  • Troppa pulizia danneggia la barriera cutanea; troppa poca può comportare altri rischi.

In conclusione: la pelle matura ama la dolcezza

Meno è più: fare meno docce oppure utilizzare meno spesso il sapone aiuta la pelle a rimanere più elastica, protetta e meno soggetta a fastidiose irritazioni. E, finalmente, una buona scusa per saltare la doccia quando fuori piove! Consultate sempre il vostro medico o il dermatologo se avete dubbi: la routine perfetta cambia per ognuno di noi, come la migliore canzone da cantare sotto la doccia. La vostra pelle – e probabilmente anche l’ambiente – ve ne saranno grati.

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